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Rezzato (Brescia) – Pittura e scultura. Il figurativo ed il materico, in un interessante accostamento espressivo, per un condiviso evento espositivo. Quest’iniziativa coinvolge un paio di affermati maestri bresciani nelle loro rispettive peculiarità che coesistono nella laboriosa tradizione artistica della sperimentazione compositiva, secondo quei liberi stili personali che sono pure riconducibili ad una serie di elementi propri di itinerari codificati.

Itinerari modulati nella rispettiva creatività di Eugenio Busi, nell’ambito della pittura impressionista, e di Lino Sanzeni, nel contesto, invece, della scultura polimaterica, in relazione a distinte modalità di inoltrarsi nel confronto con la realtà alla quale rendere la mediazione visiva di una propria sensibile ispirazione intuitiva, nella compartecipazione di un autentico patrimonio interiore, sviluppato in una dinamica stilistica elettiva.

Nel bel mezzo di un emporio dedicato all’arredamento, la giornata, al centro del mese che separa il 2018 dall’incombere di un nuovo anno in avvicendamento, è la data di avvio di questo avvenimento, destinato a protrarsi da sabato 15 dicembre, con l’inaugurazione delle ore 17, fino a sabato 5 gennaio, contestualizzandosi in una sede espositiva di Rezzato, nello showroom “Plast’art – Plastic Elements” al civico 50 di via Garibaldi, dove, insieme ai prodotti del negozio, editorialmente riassunti nel motto pubblicitario “un nuovo modo di colorare i tuoi spazi”, sia i dipinti che le sculture in questione hanno un propositivo ruolo di compenetrazione con l’ambiente in cui ricevono posto d’immedesimazione, per valorizzare, unitamente alla portata della propria specificità artistica, anche l’estetica di una concomitante soluzione d’apparentamento nel composito insieme di una data caratterizzazione cumulativa.

Si tratta di vari spunti d’interesse, nella versatile varietà di una duplice offerta compositiva, a sua volta, accolta nella disciplina della cura abitativa, testimoniata nell’esercizio di una prerogativa commerciale riguardo i “complementi d’arredo di alto design”, in ordine ad una propria determinazione costitutiva, che rappresentano pure materia dei diversi apporti ravvisabili in un ragionato intreccio complessivo di sinergia, inerente la mostra, affidata all’intervento inaugurale atteso da parte del prof. Luciano Anelli, storico dell’Arte e già docente dell’Università Cattolica del “Sacro Cuore” di Brescia.

“Colori e forme”, tal quale si intitola questa mostra, in una sua caratteristica denominazione evocativa, è liberamente visitabile il lunedì, nella sola mattinata, dalle ore 8e30 alle ore 12e30, come pure, dal martedì al sabato, oltre che negli accennati orari del mattino, anche nel pomeriggio, dalle ore 15 alle ore 19.

Alcuni manufatti di Lino Sanzeni

Con il patrocinio del Comune di Rezzato, questa proposta rende ulteriore visibilità alla maestria dei due artisti che vi partecipano, nel proporre un’esemplificazione della loro diversa inclinazione espressiva, in relazione alla quale, un pieghevole, pubblicato per questa stessa iniziativa, rende, a ciascuno di loro, la possibilità della lettura di alcune considerazioni introduttive, in ordine a quanto si è, con tale mezzo divulgativo, ritenuto di riassumerle in una possibile presentazione descrittiva: “Eugenio Busi è nato a Botticino il 19 maggio 1951. La prima fotografia che lo ritrae con i pennelli risale al 1966, ma è dal 1972 che la pittura, oltre che hobby, diventa per lui un lavoro ed una professione. A 19 anni partecipa al concorso “Le Penne Nere”, primavera a S. Agata. Qui conosce il “sindaco” Bruno Boni, con il quale compirà un lungo cammino. Gli piace dipingere all’aperto e i primi contatti sono con Martino Dolci, Ottorino Garosio, Adolfo Mutti, Angelo Fiessi, Tita Mozzoni, Eligio Agriconi, Gaetano Valbusa, Cesarino Monti, i suoi “vecchi” insomma che gli chiariscono quel ruolo che non abbandonerà più e con i quali nel 1976 partecipa alle prime mostre collettive. Da alcuni anni, Eugenio Busi vive e lavora in una baita oltre il Maniva, sul versante di Bagolino in località Sari dove dipinge il paesaggio, i fiori, i funghi, gli animali, i rustici, i malgari: tutto ciò che l’ambiente gli dona. Dal 2016 è Presidente della “Fondazione Dolci – per la cultura bresciana”.

Nella sequenza alfabetica dei nomi, segue l’altro protagonista della mostra, riguardo al quale alcune indicazioni vanno a proporzionarne l’opera indirizzata ad una dedicazione scultorea particolare, in parte ispirata all’assetto naturale del medesimo materiale, utilizzato nella massa portante di una ideazione finale: “Nato nel 1946 nella bassa bresciana a Bargnano di Corzano, Lino Sanzeni è figlio della civiltà contadina lombarda del Dopoguerra. Negli anni Sessanta abbandona la campagna e si trasferisce in città, dove avrà inizio la sua attività artistica. Le prime opere sono in lamiera di ferro tagliata e saldata. Nel 1984 tiene la sua prima mostra personale presso la sala parrocchiale di Borgosatollo, nel 1987 vince il primo premio ad un concorso d’arte nel mantovano. Di rilievo, infine, le opere monumentali legate ai temi sacri e ai valori alpini, corpo militare a cui Sanzeni è legato da un profondo senso di appartenenza. Lo studio di Lino Sanzeni si trova a San Gallo con una formidabile vista sulle cave di Botticino dal cui famoso bacino marmifero ricava buona parte delle pietre poi utilizzate per le sue sculture e dove trova ispirazione e pace, alternando momenti di convivialità con amici e parenti a pause riflessive e a laboriose giornate di produzione artistica“.