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Brescia – La stagione espositiva in atto, nel corso del 2018, per l’Associazione Artisti Bresciani (Aab) passa anche attraverso le giornate comprese dal 10 al 28 novembre con la mostra, a cura di Fausto Lorenzi, dal titolo “AcquAria – Legni d’acqua – pietre d’aria” dello scultore Davide Alborghetti.

Al civico 4 di vicolo delle Stelle di Brescia, l’iniziativa ha in programma la propria inaugurazione alle ore 18 di sabato 10 novembre, restando aperta al pubblico, con esclusione della sola giornata del lunedì, negli orari compresi dalle ore 16 alle ore 19.30, sia nei giorni feriali che festivi delle due abbondanti settimane mediante le quali questa mostra personale proporziona la sua complessiva affermazione, legata al retaggio culturale del soldalizio ospitante, confluendo in un’assodata tradizione.

Opera di Davide Alborghetti

Questa esposizione caratterizza un ulteriore seguito al già variegato percorso d’interazione con il pubblico da parte dell’artista di origine camuna, Davide Alborghetti, che ha, fra l’altro, al proprio attivo anche la diretta partecipazione al fertile progetto artistico promosso dall’Istituto Capirola di Leno, denominato “Capirola in arte”, limitatamente al periodo della primavera del 2013, per il tramite della proposta di una sua mostra alla quale si è accompagnata pure la stampa di un pieghevole divulgativo in cui, fra l’altro, il dirigente scolastico prof.ssa Ermelina Ravelli, accompagnava la presentazione della riuscita iniziativa, spiegando che: “Il Museo Sperimentale d’Arti Visive “Vincenzo Capirola” è una realtà radicata nel nostro Istituto a testimonianza della vivacità di una scuola formativa aperta alla comunità. Nato da un progetto ambizioso e innovativo, per una scuola pubblica, il museo, inaugurato il 2 novembre 2012, prosegue proponendo agli studenti le opere dell’artista Davide Alborghetti. L’artista indaga la relazione che lega da sempre l’uomo alla natura e all’ambiente; attraverso le sue sculture, i nostri giovani saranno accompagnati in un viaggio di riflessione profonda alla ricerca di se stessi con l’obiettivo di trovare legami ed equilibri con la natura che sembrano talvolta perduti. L’opera d’arte, infatti, rende partecipi i nostri studenti di una avventura creativa, in quanto consente l’esplorazione che significa entrare nell’opera stessa, cioè diventare attivi in essa per individuarne i significati più profondi. I nostri giovani, quindi, attraverso la mostra “Capirola in Arte”, si avvicinano all’espressione artistica nei suoi diversi linguaggi per ampliare la propria formazione personale e culturale. Con questa iniziativa, la nostra speranza è quella di appassionare i nostri giovani alla conoscenza e al pensiero, anche attraverso la contemplazione della bellezza“.

In tale circostanza, inserita in un propositivo circuito di sensibilizzazione scolastica coerente con una eclettica missione formativa, dell’autore se ne poteva sperimentare, fra altre opere, la visione dal vero della scultura in legno smaltato “Ali di Aria 2000” e della scultura sospesa in alabastro “Ali di aria 2008”, come pure, a titolo d’esempio, di un manufatto in “vetro soffiato, fili di Nylon, contorno in ferro”, intitolato “Il Suono dell’aria 2000”.

Nel significativo solco di questo effettivo incedere creativo, Davide Alborghetti conferma il proprio apprezzato carisma compositivo, mettendo al centro dell’attenzione della mostra all’Aab di Brescia uno spaccato esemplificativo dei suoi lavori, pure caratterizzati da una ragionata individuazione del nesso intuitivo che vi risulta a possibile e personale lettura di un dato contesto espressivo.

Contesto, fra l’altro, spiegato dal curatore della mostra cittadina stessa, nella persona di Fausto Lorenzi che sottoscrive alcune considerazioni nel testo critico dell’apposito catalogo, disponibile in sede e realizzato a corredo di questo interessante appuntamento con una suggestiva forma d’arte visiva, nell’affermare pure che: “Davide Alborghetti racconta il viaggio dell’uomo nella natura e nella storia attraverso l’acqua e l’aria. Con lui, pare di ritornare ai filosofi presocratici che s’interrogavano sulle forze che governano la natura. Di fondo, costruisce tutta la mostra all’Aab che concentra un filone di ricerca degli ultimi vent’anni, su due materiali: il legno per il primo elemento, la pietra d’alabastro per il secondo. Tutte le opere che si incontrano nella “mostra – installazione AcquAria” sono unite nella capacità di suggerire fluenze spaziali, come se inventassero luoghi acquorei e ariosi. Perciò recano l’impronta di energie che vengono dal corpo della Madre Terra“.

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