Brescia – Se del cristallo d’opale le sue opere sembrano avere quella lucentezza che le distingue per una brillante compostezza, della scelta coloristica, la resa pittorica esprime l’armonia di una pareggiante centralità di consistenza, in una chiara persistenza, manifestante la lievità di un’essenza serena e riflessa in una conciliante mitezza.

50075Franco Paderno si distingue, fra l’altro, per questi elementi interpretati a riusciti orientamenti attuativi dei propri intrinseci riferimenti pittorici che risolvono le intarsiature cromatiche sul dipinto in un equilibrio stilistico di notevole carisma espressivo in cui l’insieme figurativo è somma di un richiamo evocativo ad un lirismo introspettivo.

Approdato all’arte fin dalla giovinezza, il pittore di Gussago (Brescia) si è avviato lungo l’affascinate cammino indirizzato alla pittura attraverso una prima convinta interpretazione dell’impressionismo, indugiante nei paesaggi rappresentati da una generosa profusione di colori, tra i quali, quello maggiormente costituito fra sfondi e particolari gli è valso, a suo tempo, l’appellativo di “pittore del verde”.

Dagli esordi di una pittura robusta e densa, nella formosità dei colori attribuiti alla linea dei metodi che nell’impressionismo materico colgono l’autore nella contemplazione delle vedute paesaggistiche come attento “pittore da cavalletto”, Franco Paderno è poi giunto, con l’esercizio assiduo di un’applicazione volta alla fedele sequela di una propria rivelazione e con l’evolversi di una costante e partecipata individuazione creativa, al chiarismo, individuato come eletta scelta compositiva.

Nel dirottare la vocazione dei colori verso le tonalità più tenui e mediate delle ambientazioni in lui ricreate, l’effetto ha centrato l’anima più intimistica ed identitaria del proprio stile che, alla rivisitazione della tavolozza ha accompagnato anche un ristudio complessivo dell’apporto figurativo, in modo che l’opera raggiunga un unico e riuscito amalgama espressivo dove ogni particolare si combina verso un indirizzo di lievità e di serenità, nobile e popolare insieme.

La solennità altolocata delle sue opere è la stessa che, con pari elevata dignità, convive nella semplicità di realtà comuni ed asseverate alla rete di un’interazione consueta a chi ne è prossimo, ma che dalle stesse ne riceve un impulso di riconfigurata lucentezza espansa in una generale ascendenza di spirituale consistenza.

Da questo aspetto traspare la raffinatezza docile e modulata della pittura, nell’osservazione pacata e attenta di quanto percepito, secondo un atteggiamento di compunto rispetto verso la sacralità delle ambientazioni che rivelano la propensione ad una nobile progressione, indirizzata al bene della contemplazione, rivolta all’elaborazione di una natura umile, ma al tempo stesso ricca nell’indole di una agiata varietà di molteplice composizione, uniformata dal positivo irradiarsi di messaggi di luce radiante e di larga unione, risolta in una sintesi illuminata fra parti d’insieme.

Le sezioni di sinuose modulazioni, funzionali anche ad atmosfere immedesimate nello stesso substrato cognitivo, parimenti avvinto sia all’interiorità dell’autore che alla concretezza della realtà ritratta, fanno convergere, tra l’altro, sui dipinti di Franco Paderno, la visione ammirata della diluizione di tenui velature coniche e flessuose di luce tra gli sprazzi coloristici individuati in pigmentazioni assorte su quelle campiture cromatiche che scelgono il contegno della sobrietà e dell’eleganza mistica per rivelarsi assorte su scenari di autentica bellezza.FrancoPaderno1Tra questi, nel lungo ed apprezzato repertorio di Franco Paderno, si possono contemplare le opere confacenti ai paesaggi toscani dove la dolcezza di ambientazioni tonde ed amiche di vestigia antiche, fra le panciute colline che non conoscono la prevalenza, come altrove, di rocce e di vette arcigne, aprono lo sguardo verso i particolari riconducibili alla genuina ispirazione provata sul posto dall’autore bresciano che ha lo studio a Gussago (Brescia) in via Marconi 13, dinnanzi all’ingresso del parco della prestigiosa “Villa Togni”.

Molto attento a soddisfare le esigenze dei ritratti di personaggi d’ogni età, senza rinunciare alla misurata infusione dei tratti evocativi del proprio retaggio compositivo, l’artista si è pure destreggiato nel comparto della religiosità devozionale, con la realizzazione di importanti opere, tanto nello specifico di una delle edicole della “Via Crucis”, posta lungo la strada che conduce all’Eremo di Montecastello di Tignale quanto, fra le altre ancora, delle pale, dalle dimensioni di due metri per uno e sessanta, dedicate rispettivamente al mandato apostolico ed alla santa Gianna Beretta Molla (1922–1962).

Dalla formula “angelicata” del chiarismo, vicino a quella accondiscendenza creativa propugnata dall’artista Pio Semeghini (1878–1964) che lo ha influenzato nella ricerca di una collocazione compositiva, il pittore Franco Paderno ha scelto di sperimentare un nuovo indirizzo calibrato su accentuazioni più marcate in ambito cromatico, senza rinunciare però all’auspicata ed alla raggiunta leggerezza espressiva dei suoi manufatti, intrisi da rasserenanti sensazioni di scrupolose ascensioni alla caratterialità discreta e sensibile del porsi e dell’essere nella scena stessa del vero che è interpretato dall’artista senza che l’opera si comprometta confondendosi, nel legarsi definitivamente ad un’univoca rappresentazione, ma accanto alla realtà bene individuata ne offra al tempo stesso la sublimazione poetica proposta dall’estro pittorico dell’autore.

Autore che, con il titolo “Passeggiando per Gussago ha esposto con successo nell’omonima località della Franciacorta una quarantina di opere nel contesto di una propria mostra personale, durante il corso della seconda metà di maggio che, nel complessivo calendario del 2012, lo vede pure nuovamente indirizzato ad una prossima esposizione, ancora in fase di definizione, ma anch’essa prevista a Gussago, nella duplice proposta sia dei propri attesi lavori che di quelli annunciati per mano della giovane artista Diana Verona che, per l’occasione, esporrà al pubblico per la prima volta.

Una pittura tradizionale, d’ascendenza impressionista, ma al tempo stesso sgrezzata da involucri di epidermica insistenza espressiva, che in Franco Paderno appare pulita su una prospettiva di riposante concentrazione, attonita ed intuitiva, per la consapevolezza di quel sottile limite situato a velo di confine fra il visibile e l’invisibile su cui l’autore si attesta ad ultimo lembo di osservazione.

Al di FrancoPaderno2là delle sue opere si apre il sogno, rintracciato come paludamento di un assopito involto situato attorno al nesso che si fa ermetico incontro con l’origine della vita, ricreata ed evocata nella pittura dell’artista per il tramite sia della sua firma allegorica, nella forma di un cerchio di luce, che del metaforico tracciato serpiginoso di una vertiginosa spirale di circolare ciclicità d’azione figurativa, come elementi resi in una singolare pacatezza, significativa di un ordine di idee dove le tracce di una volitiva visione di senso, scaturente dall’attuata riflessione dell’autore, sono però defilate e lasciate alla singola sensibilità dello spettatore, a libera fruizione di una propria personale ricomposizione delle stesse, da percepire sulla tela o sulla tavola, traendole dal nascondimento delle collocazioni che per loro invece sono state scelte nel significato del ciclo continuo dell’esistenza e dell’inesauribilità del tempo.

Dalla propria prima mostra personale, avvenuta alla “Galleria d’Arte Borghetto” di Travagliato (Brescia), negli anni che, nel tempo a venire, hanno anticipato l’uscita di scena di tale circoscritto centro espositivo, Franco Paderno ha percorso con immutata passione la via che assale di significati il movimento figurativo delle sue opere, attratte verso l’alto da un gioco strategico di colori convertiti alla massima esposizione del più docile candore, speculare al medesimo significato trasposto nel mondo incognito di un animo interiore, nell’abbinare la luce, del soggetto ritratto, con quella che il medesimo riferimento ha intorno a sé, nella visione pittorica esercitata dall’artista.

In questa laica religiosità di devozione all’espressività cristallina, l’arte di Franco Paderno veleggia per piani progressivi di piena gradevolezza, attraverso i quali favoleggia prospettive serene cadenzanti quel territorio che, attraverso gli impercettibili intrecci segnati nell’aria invisibile dei luoghi, lega insieme, nell’ellissi di percorsi onirici, le sagome delle colline della porzione di Franciacorta di Gussago dove la protuberanza della “Santissima” richiama da lontano l’asse che infila la vista del “Santuario della Stella”, mentre l’agglomerato urbano sottostante, come tuorlo d’uovo vibrante, è racchiuso nella chiara trasparente della visione che l’artista ha scelto per la sua opera d’evoluzione chiarista, su fedele stampo impressionista.