Vestone (Brescia) – Edita dalla “Compagnia della Stampa”, la pubblicazione, intitolata “Lorenzo Bacchetti – Il sentimento della natura tra realtà ed evocazione”, accompagna la mostra di quest’artista valsabbino, in calendario a Vestone, nella sala Moroni di via Macina, dal primo sabato con cui il 2018 apre il dicembre incipiente, protraendosi fino al 9 seguente.

L’inaugurazione, alle ore 16.00, di questo primo del mese, mediante la presentazione critica del prof. Giovanni Quaresmini, è lo snodo d’avvio ufficiale di questa proposta culturale, strutturata in un composito allestimento di dipinti e di acquerelli, secondo una variegata testimonianza personale, sperimentabile negli orari di apertura della mostra stessa, compresi dalle ore 10 a mezzogiorno e dalle ore 15 alle ore 19, con cadenza quotidiana, ad ingresso libero e gratuito.

L’iniziativa editoriale, nell’accompagnare la manifestazione espositiva, costituisce, di questo pittore, con studio a Ponte Caffaro, la peculiarità di quella perdurante sintesi esplicativa che, nel sopravvivere alla durata della mostra stessa, è stata realizzata anche per documentare e per divulgare una peculiare stilistica compositiva, nella letteratura artistica, racchiusa in una ferma attestazione ricognitiva.

Oltre alle note biografiche, a margine, fra l’altro, della estrinsecazione visiva di un interessante sviluppo espressivo intercorso fra il verismo e l’astrattismo, l’accurata elencazione delle mostre effettuate da questo autore, rispettivamente dettagliate dal 1987, inanella una frequenza pressochè annuale di impegno, nel promuovere molteplici riscontri sul campo, con il proprio crescente pubblico di estimatori, mediante una rinnovata costanza nel confronto, puntualmente al vaglio di un corrispondente sbocco temporale, contraddistinto, per altro, anche da una serie di testimonianze giornalistiche intervenute a lasciare una traccia interagente con le versioni esemplificative di tale appuntamento, divenuto, ormai, tradizionale, in un atteso assortimento.

In circa cinquanta pagine illustrate, ci sono testi dello stesso pittore, di Marta Boneschi e del prof. Giovanni Quaresmini che ha curato, nei particolari, la raggiunta edizione di questa ricca monografia, sottoscrivendo, fra l’altro, alcune considerazioni ad apertura del volume stesso, dove, insieme ad ulteriori motivi di lettura del carisma compositivo di quest’affermato artista valsabbino, spiega che: “(…) Se i paesaggi della Valsabbia e il carnevale di Bagolino rappresentano le sue radici, il lago di Garda costituisce il luogo per l’epifania delle vele nell’anelito verso l’infinito. Bianche, gonfie del vento del sogno corrono, ebbre di luce, nell’azzurro e sembrano invitarci, con i bagnanti sulla spiaggia, ad un viaggio nella fantasia. E forse rappresentano il cammino di Lorenzo Bacchetti che si inoltra sempre di più sulle strade della ricerca artistica nell’aspirazione ad una libertà creativa ancor più vasta. Sulle ali dell’immaginazione esprimono freschezza e spontaneità fanciullesca, affrancata dagli inutili pesi della concretezza. Attento alla figura, le sue immagini, che provengono dalla realtà senza esserne una copia, sono piuttosto, apparizioni che, a volte, sembrano sciogliersi in un’atmosfera delicata e sognante, ai limiti dell’astrazione. Sono rivelazioni giunte per parlarci sul confine del loro commiato e, proprio per questo, ancora più tenere e liriche. Paiono contenere il seme del loro dissolvimento per riapparire leggiadre in una soave danza cromatica che porta il ricordo della loro antica forma. Anche Oscar Di Prata, il patriarca dei pittori bresciani, ancora anni ed anni fa, aveva intravisto nelle opere di Lorenzo Bacchetti, seppur ancorate alla realtà, una tensione verso l’astrazione attraverso un’equilibrata e suggestiva sintesi cromatica. E il ricordo del carissimo amico Oscar Di Prata, che sento sempre vicino, è stato il più bel regalo ricevuto nell’incontro con Lorenzo Bacchetti che, alla domanda: “Che cos’è la pittura per te?” ha dato la medesima risposta: “ E’ la mia vita”.