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Castrezzato (Brescia) – L’apprezzato artista bresciano Luca Zogno, introdotto all’arte dalll’ispirazione verso il noto pittore Paolo Bignotti (1918-1978), tuttora mentore di una sua incontenibile vena artistica, espone nel municipio di Castrezzato, durante i fine settimana del mese di gennaio.

Inaugurazione sabato 13, alle ore 17.00, con gli attesi interventi di presentazione, oltre che dello stesso autore, di mons. Osvaldo Mingotti, parroco emerito della Collegiata Insigne dei SS. Nazaro e Celso di Brescia e del prof. Giovanni Quaresmini di cui, il catalogo illustrato della mostra stessa, reca la firma in calce ad una efficace nota introduttiva.

Nella sala civica “tra cielo e Terra”, gli orari di apertura sono: sabato 13, dalle ore 17.00 alle ore 20; domenica 14, dalle ore 10 a mezzogiorno e dalle ore 17 alle ore 20; sabato 20, l’indomani, domenica 21, e sabato 28, l’opportunità per una visita libera e gratuita si conferma nelle medesima fasce orarie accennate.

Il rinnovarsi del percorso espositivo del pittore, concretizzatosi con successo a Travagliato agli sgoccioli del 2017, fino ad interessare anche le prime giornate dell’anno incipiente, seguita, a livello locale, con un occhio di riguardo a quell’eco territoriale dove trovano posto le memorie e le tracce sopravviventi di un retaggio tradizionale, caro alle autentiche manifestazioni d’un tempo, anche legate al folclore di una ormai perduta caratterizzazione sociale.

A questo aspetto culturale, si ispira il titolo della mostra, dedicata ai testualmente espressi “Mestèr de ‘na Olta” che già la versione vernacolare, mediante la quale l’esposizione delle diverse opere è individuata nella propria formulazione particolare, tende a privilegiare, a motivo di ciò che è, nel merito delle professioni praticate nel passato, la tematica di una narrazione pittorica funzionale a testimoniare le modalità e gli interpreti di certe attività lavorative, colte nelle generazioni passate.

In questo ambito, apportatore di un fecondo contributo evocativo, la disinvolta pittura impressionista di Luca Zogno appare preziosa anche per quell’immediato messaggio visivo attraverso il quale un insieme di informazioni trovano la propria riuscita sintesi, nel veicolare le scene ed i soggetti trattati, grazie al paradigma universale dell’arte quale storica consegna, qui, scaturita da una eccellente maestria nel rendere l’emozione pittorica a tutto un interessante riflesso documentale.

Quel riflesso dove l’artista cattura, fra ricordi personali e testimonianze dirette, la civiltà contadina e l’indotto rurale che vi si innesta a raggiera, per una varietà di immagini fedeli nel profilare il medesimo stile, nell’estro di un’avvincente ispirazione d’empatia verso le soggettivazioni stesse, stese sulla tela, che travalicano una mera espressione descrittiva.
Un metodo compositivo che si avvera anche per altre soluzioni figurative, realizzate di getto e completate con grande cura, di rimando da affascinanti paesaggi, da seduzioni ritrattistiche e da dimensioni percettive, stemperate fra l’insondabile scibile interiore e certe immedesimazioni in ambienti, anche esotici, d’esperienze vissute.

Come, fra l’altro, si legge nel catalogo della mostra, proposta con il patrocinio del Comune: “ (…) Si tratta di “impressioni” immediate e spontanee perché Luca Zogno vive il dipinto interiormente nell’urgenza dell’atto creativo nel quale il colore diventa forma istantanea. Infatti, nel motivo che dipinge cerca la sensazione di appagamento che gli offre la rappresentazione che è un modo per ripercorrere con la memoria remote emozioni.
La sua, in sintesi, è una pittura legata ai filoni della tradizione nell’esplorazione senza sosta della realtà colta nella precarietà del momento transitorio, bloccato all’improvviso in quella situazione istantanea di luce e di colore.
Personaggio schietto e febbrile come le sue pennellate, dipinge da autodidatta senza sovrastrutture accademiche ma per innata passione nella sincerità dell’amore per un’arte senza artifici”.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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