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Brescia – Il disegno sta alla pittura, come l’affresco sta ad una struttura portante, per poter rivelare la propria natura.

Il percorso artistico di Luigi Casermieri procede attraverso questa trasparente consequenzialità elettiva, propria di un’inclinazione rivolta al metodo artistico confacente ad una spontanea ispirazione espressiva che, di tutta un’ampia gamma creativa, si esplica in una valente specificità figurativa.

Pittore autodidatta, formatosi, fra l’altro, a Travagliato (Brescia), nel contesto degli estimatori del noto artista post impressionista Paolo Bignotti (1918–1978), Luigi Casermieri ha coltivato progressivamente la propria spiccata vocazione all’arte figurativa, attraverso le varie fasi di una proficua attività compositiva che ha saputo pure condensare anche nelle intense stagioni di una sentita applicazione lavorativa, dedicata all’affresco, per il tramite di piacevoli manufatti dall’apprezzata valenza qualitativa.

Un’occupazione che, svolta nel qualificato ambito operativo di un laboratorio d’arte, ha condotto l’artista a misurare la propria maestria, secondo i più disparati livelli richiesti dalla committenza, anche nella particolareggiata resa di una rara intensità decorativa, nelle più disparate località del mondo, recando il tesoro di un’intima padronanza dell’arte figurativa, secondo la fedeltà assicurata dal suo attento stile personale, emergente da una talentuosa azione compositiva che è corrispondente ad una carismatica ascendenza espressiva.

Sia in Turchia, per alcuni imponenti affreschi nel nuovo palazzo presidenziale del Capo di Stato, che in Giappone, nella triplice ripartizione delle famose località di Yokohama, Hosaka e Tokyo, per importanti interventi riguardanti certi frequentati luoghi d’interesse pubblico, dove la sensibilità nipponica ha rivolto a ponente il desiderio di andare ad attingere ad una serie di caratteristiche peculiarità del Belpaese, emulate figurativamente sotto il cielo del Paese del Sole Levante, Luigi Casermieri ha sviluppato la propria ricerca creativa attraverso il contestuale confronto con altre culture che, in altri ambiti, lo hanno pure condotto ad operare anche in Russia, come a San Pietroburgo, in Spagna, a Barcellona ed a Minorca, in Germania, a Monaco ed a Colonia, e fra altre località ancora, nel Principato di Liechtenstein, oltre che, naturalmente in Italia, dove ha avuto modo di sperimentare quelle interessanti assonanze che sono esplicative delle basi espressive entro le quali la storia ha radicato i più rinomati elementi originari dell’affresco, rilevabili tanto nella lontana epoca classica che nel corso della rielaborazione tecnica rinascimentale.

Arte Casermieri2Dalla pittura parietale pompeiana, proseguendo lungo l’evolversi di quanto il corso della storia ha profuso nella diramazione dell’arte, attraverso la documentata sopravvivenza di una diversificata attinenza all’epoca nella quale un’impronta stilistica risulta al proprio tempo rapportata, la vocazione artistica di Luigi Casermieri è valorizzata dal fascino che vi esercita la percepita portata di un’eredità storica che, nell’affresco, come nella pittura dei dipinti ad olio ed in acrilico, risulta catturata nell’armonia di opere che rivelano nell’autore una contestuale compartecipazione ammirata.

Tanto nel ciclo religioso che, ad esempio, a Travagliato si esplica nella persistente fattura di edicole devozionali, legate alla tradizione locale, quanto nel retaggio culturale profano, anche ispirato alla leggiadria di una mitologica narrazione metaforica, pervasa da una ricca poesia decorativa ed allegorica, l’arte di Luigi (Gigi) Casermieri promuove la contemplazione di un ingentilimento espressivo, proteso a quell’elevazione ideale dove trova la propria nobile attestazione ed un concorde anelito d’introspezione sostanziale.

Di lui ne è la fissità strutturale dell’affresco, come pure della pittura a secco, rivelandosi interprete anche di quella figurazione pittorica che attiene a numerosi dipinti, testimoni evocativi di una realtà mediata dalla sua arte che rispetta, nell’eccellenza di un equilibrio sostantivato dalla mitezza serena di un estro misurato, la visione speculare ad una corrispondente pertinenza a ciò che ad un dato soggetto risulta rapportato.

Un’autentica immedesimazione, interagente con la stessa opera eseguita che, in un’analoga compartecipazione al prodotto artistico, percepito in una resa intatta nel suo originario vettore significante e connotativo, traspare anche dalla tecnica del disegno, a proposito della quale se ne ritrova un affascinante repertorio, fra contributi figurativi di altri autori, in alcuni libri illustrati, come, ad esempio, nel volume dal titolo “La Quercia della Piazza”, edito dalla “Compagnia della Stampa” sulla base del testo scritto dal prof. Gianni Quaresmini, pure curatore della medesima pubblicazione, sulla quale trasluce in copertina il disegno a colori di Luigi Casermieri, funzionale all’eco fiabesca ispirata al contenuto, mosso da quella immaginazione che, alla contestuale narrazione, offre una prima presentazione.

Se, durante la primavera, il 2014 si rivela per l’artista un particolare periodo d’impegno per interventi di accurate decorazioni e di tematiche raffigurazioni, effettuate nella casa canonica della parrocchia di Travagliato, nel novembre autunnale, lo stesso anno è individuato come atteso spazio temporale per una sua mostra personale che si volge alla sede comunale di Lograto (Brescia), nell’auspicata gemmazione delle varie iniziative espositive effettuate all’interno di Villa Morando, nel contesto di quell’apprezzata soluzione che ha consentito ad altrettanti autori un allestimento congeniale, nella condivisione di un generale afflato culturale.

Arte Casermieri1Le opere di Luigi Casermieri cedono alla spontanea ispirazione dell’autore, trattando diversi soggetti e scenari, sviluppati nella minuziosa matrice di una figurazione che ama cimentarsi nei più difficili particolari della rappresentazione, come, ad esempio, il riflesso del metallo e la velatura della polvere depositata sulle bottiglie, mentre un singolare effetto tridimensionale pare poter avanzare fuori dalla tela, nel caso di un coltello che è realizzato sul piano di un contesto a tema. Si tratta dell’inesausta ricerca creativa dell’autore, orientato verso una pittura contrasegnata da quella fluidità e morbidezza che ricerca anche le sfumature, pure realizzate su alcuni sfondi monocromatici, caratterizzanti certe opere descrittive, in una decisa ed in una esclusiva sequenza coloristica dalle pennellate precise.

Nell’edizione della manifestazione fieristica “Travagliatocavalli” del 1997, Luigi Casermieri aveva esposto alcune sue opere, presentando un insieme di manufatti particolarmente inneggianti all’efficacia dei colori terrei, quali pigmenti utili anche per riuscite evoluzioni cromatiche, accarezzate dalla sua ispirazione, tradotta fra riverberi di luce, in questo caso, intercorrente, fra le tonalità stemperate dall’ocra al marrone, mentre, fra i riconoscimenti ricevuti, l’artista si è aggiudicato il terzo premio nel partecipato ambito dell’estemporanea di pittura del 1981, organizzata nel corso del “Festival dell’Avanti” di Travagliato.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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