Brescia – Piero Tramonta inaugura le attività promosse dall’Associazione Artisti Bresciani (Aab) per il 2017, mediante una mostra pittorica personale dal titolo “Dinamiche esplorative. Verso il colore”, allestita al civico 4 di vicolo delle Stelle, a Brescia, fino al 25 gennaio. Gli orari d’apertura, ad ingresso libero e gratuito, sono compresi dalle ore 16.00 alle ore 19.30 di tutti i giorni, tranne il lunedì che è giornata di chiusura.

La mostra è per la cura del presidente del medesimo sodalizio organizzatore, nella persona di Dino Santina che, insieme a Floriano De Santi ed a Tonino Zana, ha, fra l’altro, interpretato quelle utili considerazioni introduttive alle peculiarità della stessa manifestazione espositiva, nel corso dell’appuntamento inaugurale con cui ha avuto l’avvio ufficiale questa iniziativa, pure correlata dalla concreta disponibilità di una pubblicazione illustrativa, stampata a modo di catalogo sul modello divulgativo giunto al numero 231 di quelle puntuali edizioni che, in tale sede culturale cittadina, hanno tradizionalmente la loro corrispondente e perenne formula scritta esplicativa.

Il pittore giunge a questa mostra nella somma differenziata di una omogenea produzione pittorica incisiva che pare distinguere, in molteplici particolari, ed, al medesimo tempo, amalgamare, fra loro, gli elementi di una ricorrente stilistica, nell’interessante portata di una propria significativa cifra artistica.

Sulla divaricazione intercorrente fra colore ed una serie di elementi d’estraniazione pare collocarsi quella possibile dimensione percettiva che ingiunge alla complessità dell’opera la prospettiva di una sintesi contemplativa, grazie quell’effetto tonale che è restituito alla luce quale meta ideale fra la compenetrazione cromatica e l’estemporanea inclinazione ad infondervi una emozione.

opera-di-piero-tramontaCome, fra altre indicazioni, si legge nel catalogo menzionato, si tratta di “una serie di quadri di grande impatto visivo e di eccellente qualità artistica”, come è evidenziato da Dino Santina, grazie al quale giunge al fruitore dell’arte visiva di Piero Tramonta anche la specificazione connotativa che, negli anni della sua formazione, questo artista “si iscrive a corsi di disegno e pittura all’AAB, frequenta lo studio di alcuni pittori affermati; gli si spalanca il mondo dell’arte; è curioso, cerca di capire, imparare, si entusiasma di fronte alle opere degli artisti”.

Le numerose tele di questo pittore paiono fedeli a quell’ispirazione interiore che è sviluppata attraverso la determinante strategia della scelta del colore, come una sorta di trasfigurazione di un motivo di riflessione che si materializza in vaste campiture ed in diffuse velature di pigmenti, decise in una evocativa trasposizione cromatica, stemperata sul piano della immedesimazione di una realtà mutata nel segno di una ermetica astrattezza trasognata dove l’inserimento di singolari pertinenze ne amplifica l’eco, secondo una varietà espressiva particolareggiata.

Come fra l’altro, scrive, nella citata pubblicazione, Tonino Zana, l’autore delle opere presenti in questa mostra sembra potersi individuare “tra l’informale dolce e la trasgressione del reale. Si pone, di nuovo, in un punto avanzato della sua poetica artistica con una mediazione educata, in assenza di violenti distacchi, di sedizioni da nuova corrente. Piero Tramonta cammina per la sua strada, non si riconduce ad una vicenda di capitolo culturale, gli piace onorare il destino di un’ispirazione, ama l’intellettualità della ricerca artistica, e non si oppone ad una linea di emersione dell’opera”.

Un’emersione che, ancora in ordine alle considerazioni di questo giornalista e scrittore, appare attribuibile al protagonista di quest’esposizione, nel momento in cui nella sua ricerca creativa “Desidera un punto di raccordo tra il suono, il segno, il movimento”, permettendo, pure, di fare pensare ad un retaggio di riferimenti utili ad un suo personale estro ideativo che, ancora leggendo le considerazioni usategli nella medesima pagina della pubblicazione in esame, ne ispirano l’interpretazione assegnatagli in aderenza ad un sensibile moto d’intuizione culturale, perchè “attinge alla lettura delle liriche mondiali, ai suoni mai perduti di Neruda, dell’incanto di una ribellione aggregata al maggior sapore dell’utopia, alla ruralità sapiente dell’ermetismo montaliano per cui basta il necessario e non si disperde niente nel lavoro. Attinge, infine, Piero Tramonta al passo dei sentimenti, dei valori cercati in casa e mantenuti con obbedienza a stare nelle regole di ogni ideologia. Le regole di uno stare al mondo, di uno stare all’arte con la forza umile dell’operaio della vita a cui è stato donato il talento della ricerca e della composizione cromatica”.

in-osservazione-ad-un-dipinto-di-tramontaAspetti che, durante l’inaugurazione della mostra, Floriano De Santi, consigliere di Stato per la cultura presso la Presidenza della Repubblica, ha, fra l’altro, ricondotto ad una intima ricerca esistenziale, attraverso un artistico incedere compositivo che non è fenomenico, ma sperimentazione esistenzialista, impostata su un costrutto empirico formidabile.

Per certi versi, alcune tele di Piero Tramonta possono pure indurre a fare ricordare una serie vedute compatibili con scenari traslati dal noto gioco orientale dello “Shangai” o “Mikado” nel quale i sottili pezzi da prelevare con “pazienza, attenzione e delicatezza nei movimenti” paiono concorrere ad educare a quelle virtù corrispondenti all’abilità necessaria per reggere la competizione fra l’equilibrio della massa da dipanare, quale sfida da affrontare nella concomitante e stretta relazione con un confronto altrui, aperto su un’ottica di vita che, forse, una potenzialmente allusiva coincidenza tematica può fare intendere prossima anche alla versatilità artistica di questo autore che ne ricalca, in alcune opere, la vaga immagine di tale ludica e minuziosa tradizione.

Un risultato che, ancora scorrendo le informazioni del citato catalogo dell’Aab, è rilevabile, insieme ad altre fattibili interpretazioni, in capo ad un’attestazione biografica relativa al pittore, secondo la quale “L’instancabile produzione pittorica di Tramonta, nel corso degli anni, lo ha portato ad acquisire una sicurezza tecnica invidiabile: i quadri del suo primo periodo, sempre figurativi, rappresentavano paesaggi surreali nei quali i soggetti erano ora volti, ora sofferte anatomie, ora animali. La caratteristica “figurativa” dell’opera di Piero Tramonta, però, col tempo, è mutata e la ricerca artistica si è orientata nel campo della sperimentazione e dell’espressione puramente libera. A partire da quel momento, il lavoro dell’artista è stato seguito con grande interesse dalla critica: dal 1987 a oggi le opere di Tramonta sono state esposte in 86 mostre personali”.