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Urago Mella (Brescia) – L’effettiva tridimensionalità materica di una personale tecnica compositiva trova una diretta interpretazione nell’arte visiva del bresciano Primo Formenti. Nel raggio d’azione di analoghe presentazioni che ne promuovono l’incontro in un’indugiante esemplificazione rappresentativa, tale specificità creativa approda in una mostra monografica all’interno dell’antica Pieve di Urago Mella, al civico 136 di via della Chiesa, coincidente con lo spazioso ambiente espositivo che, in questa dismessa struttura religiosa, costituisce un’ormai invalsa sede ricettiva.

Nella dedicazione culturale di tale porzione cittadina, la formula architettonica aggregativa, intorno a quanto di una data testimonianza artistica di volta in volta risulta presente in una sintesi ricognitiva, vale anche anche per questa mostra, dal titolo “Racconti”, con le opere significative di una astratta plasticità concettuale qui esposte nell’investitura temporale che il 2018 riversa sull’intera seconda metà di settembre, configurando la durata di tale esposizione da sabato 15 settembre, quale pomeriggio, alle ore 17, dell’inaugurazione, a preludio di uno svolgimento, fino al 30 successivo, giornata della sua conclusione.

Tale iniziativa è promossa dalla locale “Associazione Amici della Pieve di Urago Mella” con la collaborazione di Mario Romanini, rivolgendosi al pubblico dei visitatori negli orari d’apertura compresi dalle ore 16 alle ore 19.30 per il venerdì, il sabato e la domenica, mentre, in mattinata, la possibilità per una visita, libera e gratuita, è prevista anche in tali ultimi due giorni della settimana, dalle ore 10 alle ore 12.30, con l’eventuale opportunità, per chi fosse interessato fuori tale orario, di chiedere l’accesso sul posto agli organizzatori.
Tra le peculiarità del composito scibile della produzione di Primo Formenti, la mostra riserva al fecondo ciclo espressivo dei testualmente denominati “Racconti”, parte della lunga ed apprezzata carriera artistica dell’autore, pure, fra l’altro, concentratasi nei ricchi filoni d’indagine compositiva da lui rispettivamente dedicati anche ai manufatti eseguiti in vetro di murano ed alle installazioni.

Tra gli spunti di informazioni che lo riguardano in letteratura, anche quella presentazione che fa capo al corpo di quanto è a definizione di questa mostra settembrina, secondo la codificata via artistica della messa al centro intuitiva di una focalizzata natura connotativa: “(…) Dal 1997 lavora alla nuova tematica dei “Racconti” in cui la narrazione è puramente astratta. (…)”.

Questo snodo d’ispirazione giunge dopo che “(…) Negli anni Settanta aderisce al gruppo “E”; è questo un momento particolarmente creativo, caratterizzato dalla scelta di una tecnica pittorica molto particolare, simile all’affresco che utilizza per esprimere temi tendenzialmente astratti. Elabora, così, diverse tematiche, i “Giocando”, “Le Donne”, i “Manifesti Immaginari”, i “Rapporti”. In questa ultima tematica (durata dal 1987 al 1996) aderisce al gruppo “Disarmonie Espressioniste”, fondato da Daniela Palazzoli e Giovanni Repossi; giunge a creare nei suoi quadri rapporti ben definiti e alternativamente dominati fra colore, oggetto e materia. Molto interessanti sono anche le “Steli”, grandi forme di legno dipinto, in cui dall’evidente struttura geometrica emerge un impasto cromatico denso, ma nello stesso tempo sfumato e quasi evanescente. (…)”.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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