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L’artista Roberto Formigoni va in Francia, a Limoges, per partecipare ad una mostra collettiva, dal titolo “Cohorte Aristique”, curata da Giancarlo Da Lio secondo cui, in uno scritto divulgativo dell’iniziativa stessa, calendarizzata nell’avvicendarsi estivo del 2018, tale manifestazione è “(…) costituita da artisti di area e formazione culturale diversa che si identificano per avere operato insieme in più momenti. Momenti diversi, ma a cui hanno aderito per raggiungere una medesima finalità attraverso la loro diversità. Esperienze che hanno rispettato sempre l’individualità e l’indipendenza degli artisti. Situazioni con risposte diverse, ma in nome di uno stesso ideale. Quell’ideale che già li aveva visti in situazioni temporali differenti unirsi nel nome di obiettivi comuni”.

Filo conduttore di quest’esposizione è il tema del “vagabondaggio”, nella libera interpretazione artistica di tale sostantivo particolarmente abbinato al pensiero dello scrittore Herman Hesse (1877–1962) per via di un suo libro dal quale, in questo caso, trarre il motivo artistico di una possibile ispirazione, funzionale alla gemmazione di una diversa codifica contemporanea di rappresentazione, rispetto alla stessa figura che vi risulta evocata in un’implicita attribuzione, secondo una metaforica accezione, sviluppata nella creativa differenziazione di una comune prerogativa d’osservazione.

Insieme a Roberto Formigoni, la mostra raccoglie anche alcune fra le opere di un altro affermato artista bresciano, nella persona di Pier Roberto Bassi, come pure di Tiziana Baracchi, di Michel Della Vedova, di Remy Penard e di Joel Thepault.

“Wanderung due”, come è enumerato, dallo stesso Roberto Formigoni, il suo ennesimo passaggio sul tema del vagabondaggio è in programma dal 05 luglio al primo settembre, nella “Mediatheque de Panazol”, all’1 di “place Achille Zavatta”, “Rue du Narechal Foch”, con orari d’apertura annunciati sia di mattina che di pomeriggio per le sole giornate di mercoledì e di sabato, disciplinandosi dalle ore 10.30 fino alle 12.30 e, quindi, a seguire, dalle ore 14 alle ore 18, mentre, per i restanti giorni feriali, l’apertura è solo pomeridiana, confermandosi nel periodo compreso dalle ore 14 alle ore 18.

Come, fra altre interessanti tracce di lettura, ha scritto Gianluca Gallinari, fra le pagine dell’interessante monografia realizzata dall’Associazione Artisti Bresciani in omaggio al filone espressivo dedicato al “Vagabondaggio” da parte di Roberto Formigoni, secondo la pari intitolazione di “Wanderung”: “(…) Dell’opera di Formigoni, l’elemento che più immediato si rende all’occhio dell’osservatore, è, senz’altro, la forza graffiante della linea, il tratto marcato e sintetico, che tenta d’imbrigliare la forma. Forma che, invece, le sfugge, nelle campiture cromatiche, accese, formidabili nei contrasti, che paiono dilagare, dilatarsi, fino a farsi evanescenti, a rinnegare le masse predefinite dal disegno, quasi a sgusciar fuori dai limiti dei volumi della stessa realtà, trasfigurandosi in una luce esplosiva e traboccante. (…)”.

Già affrontata in una mostra precedente, la materia di analisi, corrispondente ai possibili aspetti propri delle varie sfaccettature emergenti di rimando dalla realtà del “vagabondaggio”, si contestualizza in quella applicazione compositiva che, come, fra l’altro scrive Massimo Tedeschi nell’edizione del “Corriere della Sera del 13 maggio 2018, si struttura pure nell’efficacia di una versatile abilità espressiva che, mediante un eclettico approccio creativo, spazia dal disegno, alla pittura, alla tecnica mista, profilandosi anche nel fatto che “(…) La sua indole di viaggiatore, di creativo votato a varcare i confini e intessere relazioni sempre nuove, l’hanno indotto a cimentarsi dal 1995 con la mail art: buste disegnate o dipinte a mano che diventano opere d’arte, secondo le tematiche dettate dal momento, siano essi i mulini a vento o il tema del “fuego”. Formigoni scrive, dipinge, spedisce, riceve a sua volta, in un via vai di buste, francobolli creativi e aforismi multilingue che resistono ai nuovi social, e, anzi, assumono un sapore vintage, ancor più sapido e poetico, in un accavallarsi di stili, lingue e messaggi. (…)”.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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