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Brescia – Concorso “Regina”: un concorso per artisti voluto dalla regina d’Italia, Elena di Savoia (1873-1952), nel 1934, in occasione degli allora vent’anni decorsi dall’inizio della Prima Guerra Mondiale.

Una ricorrenza da ricordare anche attraverso l’arte, in una mediazione espressiva da custodire poi, insieme alle opere commemorative del “Risorgimento italiano”, in un’apposita sede, fra le eccellenze creative di tutta una serie di patrie rappresentazioni spontanee, secondo lo stile dell’epoca che, per tale ambito, le esigeva, comunque, fra loro tecnicamente omogenee.

Ideato dall’accennata sovrana italiana, secondo una sensibilità volta a valorizzare, della storia, l’umanizzazione dell’opera artistica nell’elaborazione di una concomitante consapevolezza contenutistica, era presentato nei termini di “Concorso la Guerra e la Vittoria”, attraverso una proposta a carattere nazionale alla quale aveva partecipato anche l’artista bresciano Virgilio Vecchia (1891–1968) a cui l’Aref (Associazione Artistica e Culturale Emilio Rizzi e Giobatta Ferrari) di Brescia, nel mezzo secolo ormai passato dalla sua scomparsa, dedica, fra l’altro, una duplice manifestazione espositiva.

Una mostra a Brescia, presso la propria sede, al civico 11/f di piazza della Loggia ed un’altra esposizione, invece, a Poncarale, nel Palazzo Vecchia, in via XXIV maggio: denominazione viaria, dedicata alla fatidica giornata dell’esordio italiano del Primo conflitto mondiale, percepibile in una differente combinazione con il 2018, per un ulteriore accostamento con tale epopea bellica della quale il tempo di questo paio di mostre reca, invece, l’anniversario dei cento anni trascorsi dalla sua conclusione.

Oltre ad aver corrisposto all’appello lanciato dalla regina Elena, mediante il proprio personale contributo offerto a quei particolari carismi compositivi che definivano l’iniziativa stessa nella corale condivisione riscontrata, Virgilio Vecchia aveva anche combattuto al fronte, durante il dispiegarsi di questa lunga stagione bellica, in forza al 9° Reggimento Fanteria.

A tal proposito, si legge, tra le informazioni su di lui raccolte nell’Enciclopedia Bresciana di Mons. Antonio Fappani: “(…) Scoppiata la guerra, arruolato e mandato al fronte, viene ferito a S. Michele Al Carso e proposto per la medaglia d’argento; passa poi sul fronte francese delle Argonne e ne torna con il grado di capitano. Il primo tumultuoso dopoguerra lo vede impegnato nelle proteste combattentistiche e fin dal 1920 il suo nome compare tra i duecento iscritti al Partito Fascista e dal 1921 fa parte, per qualche tempo, della squadra d’azione Lupi”(…)”.

Secondo l’Aref, questo artista è “Un intellettuale protagonista nella stagione della transizione” usando questa definizione come titolo di una pubblicazione, quale monografia a cura di Roberto Ferrari, mediante una riuscita sintesi editoriale nella quale si “(…) approfondisce il ruolo che il pittore, uomo di cultura e delle istituzioni, ha avuto nel contesto bresciano nell’epoca tra le due guerre. Nelle circa duecento pagine del volume sono presenti documenti e informazioni inedite di protagonisti, fatti e istituzioni della Brescia del Ventennio, ponendo al centro il ruolo artistico e politico di Vecchia“.

Questo libro è, fra l’altro, disponibile nelle due mostre che l’Aref ha, sul medesimo tema, inserito nel calendario delle proprie attività ad impronta delle giornate poste a cavallo del 2018 con il 2019, essendo che tali proposte espositive sono aperte fino al 20 gennaio.

A Brescia, nella galleria, situata dinnanzi alla statua della “Bella Italia” di Piazza Loggia c’è, fino a tale data dell’anno entrante, la possibilità di visitare una trentina di dipinti significativi della proposta denominata “Virgilio Vecchia (1891-1968). La classicità del quotidiano“, mostra a cura di Mariateresa Vecchia e di Silvia Iacobelli, mentre a Poncarale, ancora grazie a quest’ultime, nel palazzo omonimo dell’artista in questione, è la volta di manufatti “con tema mitologico e religioso”, oltre ad “una parte della produzione grafica” che, ciascuno ordinato in un ragionato insieme, risultano messi in evidenza nello stesso enunciato di caratterizzazione dell’appellativo recante, anche a quest’altro profilo espositivo, il riferimento cittadino, innescato in un’analoga iniziativa, per una coincidente espressione indicativa.

Ad ingresso libero e gratuito, tali appuntamenti, in sè funzionalmente complementari, per la lettura del personaggio, hanno un diverso orario di apertura, profilandosi nella disponibilità compresa dal giovedì alla domenica, dalle ore 16 alle ore 19.30, per la mostra di Brescia, ed il sabato e la domenica, dalle ore 15 alle ore 19, per l’altra in provincia, nella località che, essendo Poncarale, evocativamente reca un diretto apporto biografico alla figura del pittore trattato.

Nell’una i dipinti, nell’altra i disegni, in entrambe l’aleggiante ispirazione di Virgilio Vecchia, affermato autore del secolo scorso, descritto da Silvia Iacobelli, nel fra l’altro, precisare che “La sua adesione pittorica a Novecento è sincera, alcuni dettami stilistici lo trovano in perfetta sintonia: la centralità della figura, la limpidezza della forma, la compostezza della concezione dell’opera sono a-spetti sempre presenti nei suoi dipinti. Ne apprezza la sobrietà e il controllo che bene si adattano al suo temperamento e al suo modo di concepire l’arte. Ma la sua adesione non è perfettamente coerente. Tralascia il protagonismo dell’uomo forte e ideale e la retorica sottesa di regime di celebrare la propria epoca gloriosa e formidabile e gli preferisce una poetica molto più intima, familiare, rituale, quasi religiosa”.

Sull’altro versante, nell’appaiata formulazione di una diversa stilistica compositiva pure considerata, Mariateresa Vecchia sottolinea, invece, che “Il disegno rappresenta nel percorso artistico di Virgilio Vecchia la parte fondamentale delle sue potenzialità espressive, è ciò che lega, attraverso uno studio costante e assiduo, il pensiero alla consapevolezza, la tecnica all’estro. Per Virgilio il disegno è una necessità, finalizzato a fermare rapidamente l’attimo colto, l’immagine che al momento regala una sensazione subito riportata sulla carta; ma è anche un appunto per annotare le tonalità e le sfumature di colore, utili per eseguire i dipinti”.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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