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Uniche nel loro genere, perchè irripetibili, in quanto sono realizzate nell’estemporaneità affidata ad attimi non replicabili, secondo libere prerogative imprescindibili.

Nonostante questo, si tratta di opere tipograficamente riproducibili, anche nelle edizioni di stampa dove rappresentano permeabili disegni di pacate caricature verosimili.

Sono frutto dell’arte figurativa interpretata dal dr. Raffaele Spiazzi, secondo la personale mediazione grafica di una spontanea attitudine espressiva, volta a configurare molteplici caratterizzazioni, in una riuscita rappresentazione incisiva, proposta, in questo caso, per il periodico “Brescia Medica” del locale Ordine dei Medici e degli Odontoiatri, relativamente alla vasta zona afferente la menzione territoriale del titolo stesso della pubblicazione, in capo ai qualificati esponenti bresciani di quella professione che è corrispondente alla categoria sanitaria verso la quale sono riservati certi approfondimenti posti al centro di una specifica attenzione.

In una sorta di combaciante incontro fra due distinte modalità comunicative, il ciclo figurativo del dr. Raffeale Spiazzi valorizza, in una diffusa distribuzione narrativa, la tradizionale formula lessicale scritta, attraverso una riuscita sinergia induttiva di una serie significativa di copertine e di pagine, compenetrate, fra loro, anche per il tramite del segno caratteristico di una puntuale intuizione compositiva.

opera-di-spiazzi-raffaeleQuesta briosa figurazione evocativa appare come sintesi efficace di una praticata arte visiva che, mediante un alfabeto universale, coinvolge, nella possibile lettura di quanto include nel proprio messaggio particolare, una correlazione didascalica che è messa in linea con le contestuali tematiche sintatticamente trattate, per il tramite di quell’impatto visivo d’immediata constatazione che si astrae in una grafica affabulazione, qui, attenta ad accompagnare, di volta in volta, gli spunti tratti da un dato settore.

Il ragionare per immagini, nella lievità del disegno, e fermare concetti, nella parallela sdrammatizzazione di un raffinato retaggio caricaturale, devolve, alla carta stampata, una vena di ulteriore umanizzazione, rispetto agli argomenti sviluppati nella sistematicità morfologica della codificazione scritta, perchè una divertita e spiritosa creatività concorra a svelare, dei contenuti trattati, la possibile poesia che, nei risvolti della realtà, pare coesistere a modulare le vibranti sfumature di una vitale prospettiva.

Ne sono esempio, fra altre possibili pertinenze, i disegni a colori di copertina, proposti in una serie di edizioni del periodico “Brescia Medica”, come lo sono quelle che hanno contraddistinto il corso del 2016, nel merito delle quali, l’autore regge lo spazio connotativo di uno specifico ambito di riferimento, grazie ad un allusivo svelamento di un’accattivante tematica, elaborata, con il disegno, nella varietà di un accurato assortimento.

E’ questo, il caso, fra altri, della rappresentazione di una sala d’attesa d’un ambulatorio, con un medico in camice che scruta la scena, dove, l’uno, dinnanzi all’altro, hanno posto a sedere un albero malconcio, una ciminiera sbuffante, un pesce con la mascherina ed una occhialuta vecchina, condensando quei particolari che sembrano adottati per significare una certa salubrità minacciata nei luoghi pervasi da quelle criticità che, a discapito della salute di tutti, minano la stessa vita.

Analoga sinfonia d’immagini introduttiva, per una medesima sequenza di presentazione che, ad alcuni contenuti della pubblicazione, ne parametra l’inclusa incidenza argomentativa, è pure presente in quel disegno dove, all’insegna del titolo “Medici al tempo dell’appropriatezza”, si esplica la metaforica corrispondenza figurativa di un gruppo di persone sedute, d’ambo i sessi, interpreti delle note melodiche del violino che è rispettivamente suonato da un anziano in ciabatte e canottiera, come pure da un’infermiera e da altre due figure, diversamente agghindate ed acconciate.

Trattasi di un concorde messaggio idealmente espresso su uno spartito condiviso dall’estrinsecazione dei propri rispettivi ruoli, intercorrenti fra gli operatori, esercenti i servizi sanitari, e l’utenza dei vari pazienti, considerati al centro di una peculiare sollecitudine volta a cercare pure di risolvere la sofferenza, nella concomitante promozione di una cultura salutistica d’eccellenza.

Sullo stesso ingaggio d’altri disegni che, in un gradevole riscontro illustrativo, arricchiscono il periodico in questione, nella translitterazione figurativa delle proposte di lettura che vi sono connesse, varie rappresentazioni aprono ulteriormente, alla possibile mediazione artistica, alcune altre pagine innanzi all’effetto di una grafica versatilità novellistica, corrisposto alla pubblicazione, nella portata caricaturale di una, disinvolta e mansueta, maestria nel tratto che è caratteristica anche per il libro “Cinquezampe lo Strapollo”, racconto di Pedro Aparicio Herrera, illustrato dallo stesso dr. Raffaele Spiazzi, esprimendo, per immagini, la dinamica dell’edificante testo narrato, quale “metafora di vita e speranza che trasforma il dramma di un pulcino nato con cinque zampe in una diversità vincente”.

IL numero di giugno/luglio/agosto 2016 di Brescia Medica.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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