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Pescarolo ed Uniti (Cr) – A malincuore, nel salone del rattoppo nella serata di venerdì 22 aprile i 29 presenti hanno espresso il sì unanime per lo scioglimento, di fronte alla realtà evidente dei fatti che gli anni passano e quel gruppo di giovani che da decenni seguiva con il proprio lavoro di volontari il Museo ha ritenuto fosse giunto il momento di un ricambio che purtroppo non è stato trovato. La passione li porterà certamente ad essere ancora disponibili, ma non più in modo ufficiale.

Con questa scelta l’importante patrimonio della vita di un tempo, passerà dall’Associazione privata “Museo de Lino” al Comune. La serata è stata aperta dal presidente Stefana Mariotti con una carrellata di ricordi, alla sua sinistra la Vice Direttrice Professoressa Benedetta Botti e alla sua destra Fabrizio Merisi, partendo dall’atto ufficiale che fu steso dal Notaio Dottoressa Zoraide Fasoli il 23.12.1987, davanti a Lei, Fausta Vigolini, Rosa Anna Maffezzoni, Giovanni Arisi, Sergio Calda, Giacomo Marchini, Casimiro Becchi ,Giuseppe Marazzi , Maria Stefana Mariotti, Lucia e Enrica Mariotti, Ferruccio Carasi, Fabrizio Merisi, Giovanni Dondi e Luigi De Antoni e molti dei quali ci hanno lasciati.

Ma, precisa Stefana, il gruppo aveva iniziato da alcuni anni il suo lavoro che portò alla stampa di importanti pubblicazioni quali “La Dote” 1977 in occasione del Recitarcantando e ancora oggi ricercata da Università e Antropologi e “I cavaleer” e nati in seguito a specifiche mostre. In quell’epoca si ebbe anche anche un contributo della Regione che ci diede la possibilità di sistemare e completare i lavori poi, dopo l’87, con la parte riguardante la sala del Rattoppo, con un contributo della CARIPLO. Difficili questi ultimi anni, oltre che per alcune divergenze con il Comune, anche la chiusura dei vari allacciamenti quali acqua, luce, gas e situazione poi ulteriormente complicata dall’arrivo del Covid. Il successivo coinvolgimento di Merisi, ha compensato l’importanza del lavoro di raccolta che stava facendo Becchi e altrettanto importante è stato l’avere a disposizione la piena disponibilità di alcuni giovani, tra i quali ha ricordato Gianni Arisi, oltre all’arrivo di importanti personaggi, ha dato origine ad un misto di culture che hanno poi dato al nostro Museo una sua particolarità.

Stefana ha concluso esprimendo l’auspicio che l’Assemblea votasse per lo scioglimento dell’Associazione e il patrimonio diventasse di proprietà pubblica. Tra i vari interventi, Enrica Mariotti ha ricordato il lavoro fatto con Rosanna Maffezzoni, a quei tempi Bibliotecaria, per la pubblicazione del giornale “El Falò” nel quale si è condensato l’importante lavoro fondamentale di ricerca delle fonti orali, con interviste alle donne che lavoravano in filanda “le filandine” e a quelle impegnate nell’allevamento del baco da seta. Enrica ha chiuso ricordando tra le varie mostre anche quelle di pittura che venivano organizzate dal Dottor Del Ninno Aldo. Tina De Antoni ha ricordato la mostra ”La Dote” con l’importante messaggio lanciato dai materiale esposto e sui bellissimi lavori delle donne di allora. Luigi De Antoni ha ricordato i bellissimi momenti passati con i bambini, grazie alla collaborazione del maestro Alberto, nei laboratori didattici.

Bellissimi momenti, ha concluso Stefana, vissuti in un gruppo compatto impegnato in un lavoro nel quale tutti credevamo e questo lavorare stando assieme ci ha anche permesso di capire tante cose.

Dopo la votazione unanime sullo scioglimento, pure unanime il si alla proposta di Merisi per incaricare l’attuale direttivo, che conosce molto bene la situazione, a completare l’inventario che consentirà poi l’avvio della prassi burocratica per il passaggio di tutto il posseduto al Comune. Stefana ha infine precisato che il Museo in questo periodo non sarà chiuso e i volontari saranno sempre disponibili per eventuali visite ed ha concluso ricordando, con una punta di orgoglio, che il Museo del Lino ha avuto l’onore di essere insignito del riconoscimento della Rosa Camuna.