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Villa Carcina (Brescia) – Nel contesto della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il Comune di Villa Carcina organizza una serie di eventi a tema culturale, dalle mostre alla presentazione di libri.

Una panoramica delle opere in mostra

La mostra “Sguardi di donna”, nello specifico, proposta presso Villa Glisenti, organizzata dall’AAB – Associazione degli Artisti Bresciani e curata dall’esperta d’arte Prof. Milena Moneta, ha un valore specifico che vale la pena rimarcare per queste 5 vulcaniche donne.

Le artiste, Laura Benedetti, Giusi Lazzari, Manuela Marziali, Pinuccia Nicolosi e Lionella Parolari, sono tutte variamente impegnate nella vita di AAB, vuoi nel Consiglio d’amministrazione, vuoi nel Comitato dei garanti. Del resto la presenza femminile è spiccata, e decisiva, fra i 300 soci di AAB e in particolare fra i 150 artisti che formano la base associativa, nonché fra le decine di artisti in fase di formazione o già affermati che frequentano i corsi dell’Associazione, autentico cenacolo di creatività.

Gli intriganti ritratti di donna di Laura Benedetti offrono una galleria di volti e corpi contemporanei, carichi di interrogativi e dilemmi. Le raffinate grafiche di Giusi Lazzari, collocate sul confine fra astrazione e figurativo, descrivono il vero e proprio magistero che questa artista esercita in ambito grafico. I paesaggi astratti di Manuela Marziali dicono di una maturità espressiva compiutamente raggiunta, capace di incantare l’osservatore. Le coloratissime tele di Pinuccia Nicolosi sintetizzano la maestria di questa artista nell’uso coloristico e la simbiosi della sua sensibilità con certi scenari naturali. Le magmatiche opere che uniscono disegno, sogno e pittura di Lionella Parolari offrono un saggio della prorompente carica espressiva di questa artista.

Dallo sguardo d’insieme esce una carrellata e una sintesi – al femminile – di un poco del meglio che la pittura bresciana contemporanea sa esprimere. Stili, tecniche, sensibilità diverse che aiutano a gettare uno sguardo nuovo sulla realtà del nostro tempo.
Una bella, grande mostra – dunque – che conferma la vocazione di AAB ed esalta l’opera di alcune delle sue esponenti più significative.

Tutte le artiste in occasione di una collettiva che si era tenuta presso Villa Badia, la sede della Fondazione Dominato Leonense, con la professoressa ed esperta Milena Moneta (4ª da sinistra), il segretario della Fondazione Dominato Leonense Franco Aliprandi (1° da sinistra), il Presidente dell’Associazione AAB Massimo Tedeschi (3° da sinistra), il Sindaco di Leno Cristina Tedaldi (7ª da sinistra) e Vicesindaco Rossella De Pietro (9ª da sinistra)

Ecco una presentazione delle artiste, a cura di Milena Moneta.

Laura Benedetti, laureata in architettura e in grafica pubblicitaria e marketing, attualmente è titolare di una agenzia di grafica pubblicitaria. Ha frequentato dal 2004 i corsi di pittura dell’AAB di Brescia sotto la guida del maestro Enrico Schinetti.
L’artista bresciana fa rivivere in quadri figurativi dall’esecuzione forbita, preziosa, mirabile, per certi versi inattuale, lo statuto della pittura quale “seconda realtà”, quale parafrasi poetante della vita, capace di andare “Oltre” le apparenze per attingere alla profondità dell’io. E allora ciò che compare sulla tela, fuori dalla dimensione spazio-temporale, dove anche i colori apparentemente squillanti virano verso l’astratto – e Laura si è già incamminata verso l’architettura dell’astratto, straniante e oppressivo – punta diritto alla riflessione, mettendo in scena tutte le sfumature del sentimento e del disagio, della ribellione e della angusta rassegnazione.

Giusi Lazzari è tra le principali figure di riferimento nel panorama dell’arte grafica bresciana. La sua pluridecennale esperienza nel settore dell’incisione rappresenta un curriculum per molti aspetti unico in ambito cittadino e ha le caratteristiche di un percorso artistico che ha saputo coniugare alla solida competenza in tutte le tecniche tradizionali una tensione espressiva e sperimentativa in persistente colloquio con la contemporaneità.
Maestra vera, Giusi ha saputo far proprie le istanze delle tecniche tradizionali, maturando una capacità pratica tale da poter esercitare un dominio sugli effetti spesso imprevedibili del torchio.
“Natura in cerca d’autore”. Il graffio avvolto nell’atmosfera del cromatismo, la strada non facile da controllare imboccata dalla composizione, quasi a volere prorompere in una propria espressività, lasciano spazio anche all’inconscio, al vissuto al non detto, mentre echeggia un invito a restituirle alla natura molte della leggerezza e magia perdute, ma che pur nelle difficoltà del vivere abitano saldamente nel cuore dell’artista. Milena Moneta

Manuela MarzialiDopo aver concluso gli studi alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, si iscrive alla scuola d’arte della Associazione Artisti Bresciani.
Qui, nella sezione di pittura tenuta del maestro Enrico Schietti, ha iniziato la sua sperimentazione artistica in atto ancora oggi. “Progettare è il suo mestiere di architetto, e progetto è il suo mondo pittorico. Un confronto tra azione e pensiero dettato, dalla necessità di esprimere la consapevolezza che solo “CREANDO” si ha la risposta alla nostra curiosità intellettuale” Enrico Schinetti. “Preferisco il rumore del mare” Il linguaggio con cui si esprime Manuela Marziali adotta come significante il colore cui affida lo scandaglio degli elementi fondamentali – acqua, terra, fuoco, aria – quasi affidandosi ad una filosofia che ci riporta ai primordi della vita e del cosmo. Non c’è quasi niente sulla tela eppure c’è tutto, grazie ad una complicità spontaneamente suscitata tra chi dipinge e chi guarda che invera l’opera d’arte, unica, dato che non ha in apparenza una sua corrispondenza nel reale, e insieme di tutti che vi si riconoscono e si specchiano con le proprie emozioni, fragilità, memorie, speranze pronte ad incontrarsi con la mano sconosciuta che le ha dipinte.

Pinuccia Nicolosi ha iniziato la sua carriera già durante gli studi universitari (infatti è insegnate di lettere), continuando anche dopo, frequentando corsi di disegno, nudo, pittura e affresco presso l’AAB. In seguito ha frequentato per anni la Scuola internazionale di grafica a Venezia, che l’ha avviata all’uso del torchio , quindi delle varie tecniche incisorie, dell’acquarello astratto e delle tecniche miste. Intense sono state poi esperienze e workshop in Umbria, a Berlino, a Monaco e a Cornuda presso il Museo della tipoteca italiana dove ha lavorato specialmente nella xilografia.
È il segno infatti che la guida alla ricerca di un possibile svelamento, di un bagliore, di una pace in un magma di colori, ora esplosivi ora drammatici, ora foschi ora squillanti, in un groviglio di sensazioni che narrano la complessità dell’esistere e dell’interiorità, gli incessanti cambiamenti del cosmo e del pianeta, degli habitat spesso oltraggiati, le sofferenze dell’ambiente e delle cose, parte di un tutto in cui tutto, appunto, si lega. E il lirismo che trasfonde non si sa se colto o donato. Milena Moneta

Lionella Parolari, diplomata nel 1972 all’Istituto d’Arte, frequenta poi l’Accademia di Belle Arti di Brera. Da sottolineare nell’attività artistica, l’importanza del lavoro svolto per oltre 40 anni nel campo della comunicazione e della pubblicità. Particolare importanza riveste la fotografia ed i suoi lavori inizialmente prendono lo spunto dagli scatti di manifesti stradali strappati, realizzati negli anni precedenti, e ripropone le stesse emozioni su tela, tavola e cartone
Lo “strappo nel cielo di carta”. Nel segno della contemporaneità, nutrita però di cultura pittorica che affonda le sue radici nel tempo, si muove la mano di Lionella, dalle composizioni davvero originali che rileggono strappi di manifesti pubblicitari ,per farli rinascere a nuova vita, cambiandone il valore semantico, alla luce di una personale, ricca, colorata interpretazione.
Nell’ultimo periodo le sue opere vengono dipinte direttamente sul retro dei manifesti stradali “…i suoi labirinti, che combinano tecniche e materiali diversi, sono carichi di colore e festosi… sono mondi magici e onirici, -le città invisibili di calviniana- memoria fra i quali fanno capolino volti carichi di stupore e di innocenza, gioiosamente naif, dentro una mescolanza di antico e moderno…” Esperta di comunicazione, appassionata di fotografia in impaginazione ineccepibili.

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