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Brescia. Cerimonia di conferimento della Laurea magistrale Honoris Causa in Giurisprudenza a Manlio Milani, lunedì 17 febbraio alle ore 17 al Teatro Grande di Brescia.

“Manlio Milani si è distinto per un encomiabile ruolo di presenza nelle aule di giustizia, di tenace invocazione della verità, per un infaticabile lavoro di ricerca storica, di riflessione civile e di riconciliazione memorialistica sulla stagione del terrorismo e della lotta armata. La sua opera ha interessato gli archivi della Casa della memoria di quegli anni, gli innumerevoli incontri con le scuole e le Università, non solo di Brescia, i percorsi di incontro e dialogo tra vittime ed ex-terroristi.

Il conferimento della Laurea Honoris Causa a Milani, promotore di un modello giuridico riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo, orientato verso logiche di giustizia riparativa e non solo retributiva, realizza il desiderio dell’Università degli Studi di Brescia, e della città tutta, di tributare il degno riconoscimento ad una figura esemplare nel panorama italiano e internazionale.” Con queste motivazioni l’Università degli studi di Brescia ha deciso di conferire l’onorificenza a Manlio Milani. Un uomo tenace ricercatore di giustizia.

Nato a Brescia da una famiglia di origine popolare, Manlio Milani vive l’infanzia nella precarietà della guerra e comincia a lavorare subito dopo aver concluso la quinta elementare. Dipendente dell’Azienda municipale di Brescia, nel 1959 si iscrive al Partito comunista italiano e diviene rappresentante della Cgil. Fonda, nella sede del Pci, il Gruppo culturale Antonio Banfi e collabora con il Circolo del cinema.

Dopo la strage di Piazza della Loggia, in cui perde la vita la moglie Livia Bottardi, si dedica alla ricerca delle ragioni della strage e promuove iniziative volte a conservarne la memoria. Presidente dell’Associazione familiari dei caduti di piazza Loggia, partecipa alla nascita dell’Unione familiari delle vittime delle stragi ed è tra i fondatori della Casa della Memoria di Brescia, centro di documentazione sulla strage e sulla strategia della tensione. Nell’ottica della giustizia riparativa partecipa, con altri familiari di vittime del terrorismo, ad un gruppo di dialogo con ex appartenenti alla lotta armata.

Nel 1994 il Presidente della Repubblica Luigi Scalfaro gli conferisce il titolo di Commendatore. Nel 2013 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli assegna l’onorificenza di Grand’Ufficiale.

A Brescia Manlio Milani ha fondato “la Casa della Memoria” dove è stata raccolta tutta la documentazione della strage e non solo. L’associazione promuove iniziative e mostre, collabora con altre associazioni, istituisce borse di studio, gestisce la biblioteca e le attività culturali. Soprattutto contribuisce a fare storia per le future generazioni. Perché la memoria non si ritiri nei suoi luoghi più sotterranei per divenire oblio o contorcersi in revisioni fuori asse o sfuocate.

Il grande lavoro della Casa della Memoria pone la strage di piazza Loggia nella sua ragione per cui è stata ordita, cioè un attacco diretto ed esplicito alle istituzioni dello stato e al suo sistema democratico. Perché il racconto di quel giorno, nella sua essenzialità, non venga assolutamente disperso e nulla venga taciuto e perché siano la storia e la memoria a giudicare una delle stragi più efferate degli “anni di piombo”.

È passato quasi mezzo secolo dalla strage di piazza Loggia, 28 maggio del 1974,  l’enorme ferita che ha macchiato di sangue la piazza più bella di Brescia rimane aperta. Un iter giudiziario durato quarant’anni non ha portato a nessuna sentenza di colpevolezza per le otto vittime e più di 100 feriti di quel martedì 28 maggio. Per piazza Loggia sono stati fatti 5 processi, 3 inchieste con un milione di pagine scritte, 1.500 testimoni, 10 sentenze.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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