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Gambara, Brescia. Quale futuro per il nostro territorio? Quale futuro per imprese e lavoro? E’ la domanda sul tavolo dell’incontro di sabato 22 novembre a Gambara, presso la palestra delle scuole elementari alle ore 20,30. Imprenditori, lavoratori e cittadini cercano insieme idee, proposte, suggerimenti, progetti per uscire dal pantano economico lasciato dall’ondata di piena che ha travolto mezzo mondo.

A Gambara si vuole ascoltare, parlare e discutere del futuro  della Bassa. Dopo l’apertura della serata da parte del sindaco, Ferdinando Lorenzetti, sarà Claudio Teodori, professore Ordinario di Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Brescia, a introdurre il tema e fare un analisi della situazione del territorio.

La serata punta su due giovanissimi imprenditori,  Mattia Scattarelli e Guido Boem, ventisei anni ciascuno,che hanno fondato nel 2012 la “Royal Trunk”, azienda che fabbrica valigeria e bauli molto particolari e di grande qualità. A 26 anni, e a due anni dall’avvio della loro start up, i lavorodue soci della bresciana Royal Trunk & Co. possono già festeggiare alcuni traguardi: la distribuzione dei loro prodotti in dieci negozi cinesi, grazie a Lane Crawford. Una collaborazione con l’architetto Celeste Dell’Anna, nome di rilievo nell’ambiente del design, ma soprattutto l’avvio della produzione a marchio Bentley Home. Scattarelli e Boem Hanno iniziato con un investimento di 5000      euro  a testa e ora stanno aprendo punti vendita dei loro prodotti a Mosca, Pechino ed Abū Dhabī.

La loro “impresa” si riassume nelle parole di Mattia: “Siamo partiti ad aprile 2013 con una bici e ora abbiamo finalmente messo le quattro ruote”.

Ospiti dell’incontro anche alcuni testimoni del come fare impresa sul territorio. Come l’imprenditore Mario Boglioli, che ha guidato fino al 2007 il gruppo Luca’s Moda, marchio che ha avuto origine da una sartoria fondata a Gambara da papà Giuseppe nel 1972. Da 40 dipendenti sono poi sono diventati duecento, attirando clienti da tutto il mondo e portandolo ad essere un marchio molto apvestitiprezzato a livello internazionale, arrivando a vestire Brad Pitt, Bill Clinton e altri. Ora il gruppo è guidato dal fondo d’investimento Wise che ha garantito occupazione, specialmente donne, e investimenti sul territorio. La famiglia Boglioli detiene ancora il 30% della società. Mario Boglioli, con il fratello Pierluigi, ha fondato un nuovo bran e riparte nei tempi della crisi con “The Gigi”, marchio che punta su prodotti di alto livello.

Chiude l’incontro – aperto a tutti per ascoltare ed unire le idee per il futuro – Gian Antonio Girelli, consigliere regionale.

La crisi ha preso le sembianze di un virus che sembra non reagire a nessun antidoto, a nessun  antibiotico sperimentato nei laboratori della politica, delle associazioni d’impresa o sindacali. L’incertezza e la sfiducia per il futuro è pane quotidiano e amaro per la maggior parte di noi. Il “virus” attacca la qualità della vita, indebolisce la sicurezza acquisita, a volte in molti anni e con molti sacrifici, sul posto di lavoro o nel fare impresa.

Le più forti preoccupazioni sono rivolte ai giovani che si affacciano su un mondo del lavoro che oggi è un “isola che non c’è”, anche se rispetto alla precedente generazione hanno in tasca qualifiche e titoli di studio, la mannaia dell’ISTAT parla chiaro sulla situazione che qualsiasi giovane trova nella ricerca di un lavoro: a settembre di quest’anno la disoccupazione tra i giovani tra i 15 e i 25 anni ha raggiunto il 42,9%, con un aumento negli anni della crisi del 1,9% ogni anno. In poche parole quasi metà dei giogiovani e lavorovani in cerca di lavoro è disoccupato. Non migliora la situazione per le fascia di età più avanzata, rimasti senza un’occupazione per chiusura, fallimento o peggio per imprese trasferite in altri paesi dove il costo della manodopera è basso.

La mancanza di prospettive per un lavoro, le forti preoccupazioni delle famiglie che non sanno come far fronte alle spese della vita quotidiano, spese che non seguono l’andamento dei dati ISTAT, con l’incertezza per i figli e il loro futuro sono una ferita dove il “virus” della crisi attacca in modo pestilenziale la convivenza sociale, la democrazia, innescando sintomi di disagio che già stanno infettando le periferie, dove ancor prima del conclamarsi della crisi presentavano sintomi preoccupanti.

A tutto questo la gente della Bassa non ci sta, è abituata a rimboccarsi le maniche e a manisopportare la stanchezza e il sudore. Porta nel DNA contadino l’attitudine alla fatica, ha superato in tempi ben peggiori del dopoguerra situazioni di crisi. I braccianti sono divenuti contadini, molti operai imprenditori. C’è bisogno urgente di far ripartire il carro, andare in cerca di un nuova sistemazione come ai tempi dei giorni di San Martino, in cui si lasciava un cascinale per cercare una nuova prospettiva di vita.

 

 

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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