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Il progetto pilota “Organizzazione di nuove cooperative di risparmio e credito e apertura di nuovi punti vendita”, iniziato in Perù a settembre 2007, volge al termine. E un altro accordo si sta aprendo con l’impegno di ulteriori due anni di lavoro in un nuovo progetto legato alla promozione dei servizi finanziari cooperativi nelle aree rurali del Paese andino.

Nato dalla collaborazione tra Cassa Padana e Fenacrep, la Federazione Nazionale delle Cooperative di Risparmio e Credito, con l’obiettivo di promuovere la diffusione dei servizi finanziari nelle località più remote del Perú, i primi due anni di progetto si sono concentrati sul rafforzamento del sistema di Cooperative di Risparmio e Credito (Coopac) nelle zone rurali del paese, sia tramite la costituzione di nuove entità che attraverso l’apertura di succursali di istituzioni giá esistenti.

Da settembre 2007 a fine 2009 sono stati portati a termine studi di mercato volti a verificare la sostenibilità finanziaria dell’apertura di nuove cooperative o succursali e i risultati ottenuti hanno mantenuto fede alle aspettative. Sono nate, infatti, quattro nuove cooperative: la Alto Adina nella regione di Junín, la Rete di Unicas a Lambayeque, la Coopac Perla del Valle Chicama nella regione di La Libertad e la Coopac Progresa a Piura. Tre sono invece le nuove succursali costituite: ad Ancash con Finansol, ad Apurimac con la Cooperativa Los Andes e a Junín con la Cooperativa La Florida. Ma l’assiduo lavoro di studio e di relazioni svolto nei due anni ha posto le basi per la costituzione e l’apertura in futuro di più entità rispetto a quelle di fatto inaugurate durante il biennio 2007-2009.

Le nuove cooperative sono in parte frutto dell’impegno e della collaborazione del team del Progetto Pilota con alcune Organizzazioni non governative impegnate, da anni, in esperienze pre-cooperative in contesti rurali.
Ad esempio, la Coopac Alto Andina nasce grazie all’esperienza istituzionale di Fodesa, una Ong attiva nella gestione di crediti con fondi donati da agenzie di cooperazione straniere, che ha sentito la necessità di adottare una forma cooperativa per rendere i propri progetti di sviluppo rurale sostenibili nel tempo in forma autonoma dalla Ong. Per questo motivo, nel novembre 2008, 32 soci si sono uniti per costituire una Coopac con un capitale iniziale di 3200 nuovi Soles.

La zona di competenza della cooperativa è l’area che si sviluppa attorno al lago Chinchaycocha, a circa 4000 metri sul livello del mare. L’economia locale si basa prevalentemente sull’allevamento di mucche, camelidi sudamericani, ovini e animali minori e sull’agricoltura d’altitudine, dove i prodotti principalmente coltivati sono le patate, la quinoa, un cereale ricco di proprietà nutritive e alla base da secoli della dieta delle popolazioni andine, e la maca, una radice giá coltivata in epoca pre-incaica.

I soci fondatori della Coopac sono principalmente leader campesinos delle comunità e delle organizzazioni di produttori delle localitá di Junín e Pasco. Il contributo della Ong non si limita a fornire il capitale. Di fatto, la nuova Coopac può operare nei locali prestati dall’istituzione a Junín e parte delle mansioni dirigenziali saranno svolte da personale della Ong per un periodo di 12 mesi.

Anche la Coopac Rete di ‘Únicas’ di Lambayeque nasce grazie all’iniziativa di una Ong, Funder Perù. Funder aiuta la popolazione rurale ad organizzarsi in gruppi di 20/25 famiglie che prendono il nome di Unioni di Credito e Risparmio (Únicas). I soci delle Únicas si impegnano a risparmiare mensilmente una quota prestabilita e utilizzano il quantitativo raccolto per concedere prestiti ai membri ad un tasso del 4-5% mensile, un terzo rispetto a quanto pagavano precedentemente ai prestatori di credito locali.

In poco più di due anni di promozione di questi gruppi di auto-aiuto, Funder è riuscita a organizzare circa 300 Unioni che rappresentano circa 6000 famiglie per un totale di un milione di Soles di capitale. Gli indici di morositá rasentano lo zero grazie alla garanzia morale e al controllo sociale tipici di Unioni di Credito e Risparmio di questo tipo. É da sottolineare il fatto che le Únicas in oggetto sono formate da famiglie che abitano in piccole comunità vicine ad una città importante come Chiclayo, dove l’offerta finanziaria è ampia ma non arriva a questi settori della popolazione.

Funder ha sviluppato negli anni una metodologia di inclusione finanziaria che si accompagna allo sviluppo imprenditoriale, nella convinzione che l’integrazione sostenibile e competitiva delle famiglie di agricoltori nel mercato sia la via più praticabile verso il superamento della condizione di povertà. La metodologia Funder trova il suo fondamento nella rottura della cultura di sussistenza anche attraverso il trasferimento di conoscenze economico imprenditoriali: ciò permette alle famiglie rurali di gestire in modo più efficiente le risorse nell’ottica della generazione delle eccedenze, dando loro la possibilità di produrre per la vendita e non solamente per l’autoconsumo e di iniziare a risparmiare.

I risparmi così generati possono quindi innescare un circolo virtuoso che converte le risorse risparmiate in investimenti che aumentano la produttività, consentono di generare sempre più eccedenze e, di conseguenza, più risparmi. Nel momento, poi, in cui esperienze di questo tipo iniziano a costellare il territorio e ad essere numerose, si manifesta anche la necessità di trasferire le risorse economiche dalle Unioni in surplus a quelle in deficit, oltre che l’esigenza di poter instaurare relazioni con altre istituzioni finanziarie: da qui l’obbligo morale di trasformare queste istituzioni informali in entità finanziarie formali come le cooperative di risparmio e credito.

Per questo motivo, ad aprile 2009, 12 Únicas hanno fondato la cooperativa Rete di Únicas di Lambayeque, con un contributo iniziale al capitale di 1200 nuovi soles. Anche in questo caso, Funder si è impegnata a sostenere la neonata cooperativa mettendo a disposizione parte dei locali dell’associazione a Chiclayo e 2 professionisti, che svolgeranno mansioni dirigenziali nella Coopac.

Le cooperative Perla del Valle Chicama e Progresa nascono invece per iniziativa della popolazione locale. Nel primo caso, furono gli abitanti di Ascope, una località a due ore di cammino dalla città di Trujillo, nella regione di La Libertad, a prendere i contatti con la Fenacrep e a organizzare il primo seminario informativo sulla costituzione di una cooperativa di risparmio e credito.

Le attività economiche della zona sono di tipo agricolo e alla produzione di riso, canna da zucchero, asparagi e frutta si accompagna in minor misura l’allevamento. Nonostante nella zona esista anche un’industria di trasformazione di prodotti agricoli finalizzata all’esportazione, ad Ascope e nelle località limitrofe non esiste offerta finanziaria. Nel secondo caso, la Coopac Progresa nasce per iniziativa degli abitanti di Llicuar e Rinconada, nella provincia di Sechura, regione di Piura, grazie alla collaborazione del team del Progetto Pilota con un promotore locale.

L’esperienza di questo progetto è quanto mai fondamentale per tracciare un profilo della popolazione rurale peruviana e delle sue abitudini finanziarie e costituisce un background di informazioni utilissimo per futuri interventi in contesti rurali. Vale forse la pena sottolineare che gli abitanti delle zone rurali hanno un’alta propensione al risparmio, praticato spesso in casa vista la distanza molte volte incolmabile rispetto al più vicino centro con offerta finanziaria.

Di fatto, le cooperative che hanno preso la decisione di offrire servizi finanziari in queste aree stanno ottenendo ottimi risultati tanto in termini di volumi dei risparmi raccolti come di tassi di morosità dei prestiti. Le rimesse, poi, sono una componente importante dell’economia di molte famiglie agricole, le quali, però, per almeno un 50% dei propri ingressi, vivono di attività non afferenti all’agricoltura o all’allevamento. Infine, elemento distintivo della finanza rurale rispetto a quella urbana è il coinvolgimento di tutta la famiglia: di fatto, in contesti urbani il prestito é prevalentemente dato al singolo, mentre in ambito rurale è necessario valutare la famiglia estesa, dato che sono i vari componenti del nucleo familiare che contribuiscono all’economia del focolare e assumono un impegno collettivo.

Risulta quindi sempre più evidente che cercare di adottare tecniche di finanza urbana in contesti rurali è una strategia fallimentare e che la specificità della finanza rurale non potrà essere ignorata ancora a lungo dal contesto normativo peruviano. L’esperienza del Progetto Pilota mostra a riguardo una ricchezza di soluzioni pratiche che potranno servire da modello per futuri miglioramenti legislativi.

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