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Manerbio e Breno, Brescia. Una doppia tappa in provincia di Brescia della compagnia  ATIR Teatro Ringhiera che approda con lo spettacolo Le allegre comari di Windsor, una co-produzione con Fondazione Teatro di Napoli/Teatro Bellini, giovedì 21 marzo, alle 21 al Teatro Politeama di Manerbio e venerdì 22 marzo, alle 20.30, al Teatro delle Ali di Breno.

La travolgente versione de Le allegre comari di Windsor di William Shakespeare, in un adattamento dell’autore Edoardo Erba, con la  regia di Serena Sinigaglia riadattano, tagliano e montano con ironia  la versione originale innestando brani , suonati e cantati dal vivo, dal Falstaff di Giuseppe Verdi.In scena solo la signora Page, la signora Ford, la giovane Anne Page e la serva Quickly, che danno parola anche ai personaggi maschili, assenti ma molto presenti: mariti, amanti e, soprattutto, il più grande (non solo per stazza): Falstaff. Da lui tutto comincia e con lui tutto finisce. Le lettere d’amore che il Cavaliere invia, identiche alla signora Page e alla signora Ford, sono lo stimolo per trasformare il solito barboso e “very british” pomeriggio di tè in uno scatenato gioco dell’immaginazione, del desiderio, del divertimento.

“Punire quel porco di Falstaff”, che osa far loro esplicite richieste d’amore, diventa il grimaldello per sentirsi ancora vive. Senza Falstaff non ci sarebbe divertimento o sfogo per le signore Page e Ford che, come le Desperate Housewives della tv, sono donne di mezza età, borghesi, annoiate e un pizzico bigotte, con routine consolidate, mariti assenti e desideri sopiti.

«Per la sua ostentata dissolutezza, in Falstaff si possono scorgere dei tratti di Don Giovanni e respirare aria buona di libertà: nella sua evidente decadenza si rispecchia quanto di più umano e disarmato si possa concepire» racconta Serena Sinigaglia, che ha voluto in scena anche una fisarmonicista che, oltre a suonare dal vivo le note di Verdi, interpreta Fenton, il grande amore di Anne, «un ruolo “en travesti” – prosegue – come vuole la tradizione shakespeariana, ma al contrario!».

Questo allestimento nasce nell’ambito del Glob(e)al Shakespeare, il progetto per il quale sei opere del grande drammaturgo sono state proposte in sei riscritture commissionate ai più innovativi autori del panorama odierno e poi portate in scena da sei registi. Il progetto è nato per affermare l’universalità del teatro coniugando l’essenza atemporale dell’opera di Shakespeare con temi e linguaggi della scena contemporanea e si è aggiudicato il Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro 2017.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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