Tempo di lettura: 3 minuti

Le attuali problematiche abitative del Polesine e le possibili soluzioni sono al centro di una collaborazione fra Cassa Padana e il gruppo rodigino APE – Architetti per Esigenza.

Insieme alla filiale rodigina della Banca, l’associazione sta organizzando alcune iniziative di sensibilizzazione per portare all’attenzione del capoluogo polesano tali tematiche. Ultima iniziativa, in ordine di tempi, il convegno svoltosi il 13 febbraio proprio a Rovigo.

Due i temi al centro della collaborazione. Da una parte il social housing e l’integrazione degli abitanti attraverso la creazione di spazi comuni in complessi abitativi nuovi ed efficienti dal punto di vista energetico, con alloggi che rispondono alle esigenze reali delle persone.

Dall’altra una iniziativa virtuosa in favore degli anziani sostenuta da Cassa Padana: una sorta di casa condivisa dove chi ci abita può restare autonomo pur avendo spazi comuni a disposizione per le relazioni sociali.

Una sorta di “silver cohousing” , costruito secondo modelli europei che stimolano l’active aging e l’autonomia dell’anziano ed evitando che venga trattato da paziente come spesso accade nel nostre case di riposo.

L’Associazione APE è convinta che anche a Rovigo tali modelli possano funzionare. Anzi, la dimensione contenuta della città può favorire questo tipo di esperienze abitative, costruite intorno ai reali bisogni dell’utente.

Fino a oggi infatti si è posta maggiore attenzione alla “forma” degli edifici,poi anche gli aspetti energetici sono entrati a far parte delle caratteristiche di cui tenere conto. Con la medesima considerazione oggi è necessario analizzare sia le risorse a disposizione – di tipo economico e ambientale – sia quelle di chi quei luoghi abiterà.

Spazio, risorse, persone fanno quindi parte di un unico sistema integrato: i nuovi interventi abitativi devono analizzare simultaneamente questi differenti aspetti per ottenere un progetto ottimizzato non solo in funzione del risparmio energetico ma anche delle persone che lì dovranno vivere nel tempo.

Il convegno del 13 febbraio si è concentrato su cohousing, un modo innovativo di intendere l’abitazione: ai classici alloggi si abbinano spazi condivisi con gli altri condomini, scelti attraverso un percorso partecipato che intende unire gli abitanti in modo da formare un vicinato solidale.

In qualche modo è un ritorno alla tradizione, dove le microcomunità si aiutavano tra loro e i confini della casa non finivano al portoncino di ingresso ma si allargavano alla corte condivisa e ai portici dove incontrarsi a chiacchierare.

Oggi il cohousing abbina la privacy di un alloggio costruito “su misura” alla comodità di servizi che non si potrebbero avere singolarmente, come la palestra, l’orto, il salone per cene condivise o lo spazio gioco per i bimbi dove magari condividere una baby sitter comune.

Questo approccio alla casa nato in Danimarca negli anni ’60 sta avendo molto successo anche in Italia, dove è arrivato nel 2000. Il primo cohousing italiano, costruito a Milano, ha visto alzare il valore delle sue abitazioni in modo esponenziale, e c’è una lista d’attesa per acquistare lì un appartamento.

Il convegno di Rovigo vedrà  la partecipazione di alcuni abitanti che stanno costruendo la propria casa condivisa dopo aver fatto un percorso partecipato insieme ai progettisti. Alcuni di questi già vivono all’interno del cohousing e racconteranno impressioni ed emozioni.

Tra gli interventi anche quelli del cohousing Solidaria di Ferrara (attualmente in costruzione) e il cohousing Ecosol di Fidenza, composto da 13 famiglie.

Durante il convegno si presenterà anche l’iniziativa di MI GHE VIVO, possibile progetto di cohousing a Rovigo.

Cassa Padana ha appoggiato fin dall’inizio l’iniziativa di APE, convinta che si debba promuovere lo sviluppo di forme di cooperazione, coesione sociale e crescita responsabile e sostenibile del territorio in cui si opera.

CONDIVIDI
Luca Paparella - Associazione APE
APE è un'associazione nata dall’esigenza di alcuni architetti e non (rodigini e non) di divulgare la cultura architettonica-urbanistica alla città al fine di migliorarla. CHIUNQUE PER ESIGENZA PUO’ ESSERE ARCHITETTO I soci si propongono di studiare le problematiche della città e proporre soluzioni sostenibili in linea con le attuali teorie in materia, organizzare eventi culturali, stimolare la cittadinanza su temi legati all’architettura e l’urbanistica della propria città.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *