Dice un vecchio adagio che “le lacrime piu’ amare sono quelle versate per le preghiere esaudite”. Si’, a volte la gioia per una svolta improvvisa del destino, svanisce in fretta, lasciandoci smarriti e confusi… Questa è una piccola grande storia che scorre lieve e si divora; la consiglio a tutti coloro che ancora non credono che siano le piccole cose a fare grande la vita. L’autore è il francese Grégoire Delacourt, pubblicitario che qui si dedica alla scrittura di un romanzo che lo scorso anno ha riscosso in Francia un notevole successo di critica e pubblico; egli stesso, in una recente intervista, ha detto che questo libro lo ha aiutato a conoscre meglio il ricco mondo femminile, i desideri delle donne, i loro sogni, la loro forza.

E’ un libro che sostanzialmente ruota sul concetto di “felicita’”: Cosa è? Dove la si trova? E soprattutto come saperla mantenere nella vita frenetica di ogni giorno? Ma veniamo alla storia. La protagonista è Jocelyne, una donna di mezza eta’ baciata dalla fortuna; ha alle spalle un notevole carico di sofferenze, ma il presente sembra essere un po’ piu’ roseo. Superate le frequenti crisi con il marito, ora hanno insieme raggiunto la capacità e la volontà di andare avanti, sono una coppia unita, con due figli ormai grandi e lontani da casa. La sua è una vita semplice, dove i sogni hanno ancora posto e infatti Jocelyne scrive abitualmente una “lista dei desideri”, dove elenca le “cose” che vorrebbe nella sua vita, oggetti lussuosi per se’ stessa o per il marito, cui vorrebbe poter regalare una costosa auto.

Potrebbe sembrare anche un ritratto di donna insoddisfatta, ma la protagonista non chiede piu’ di quel che ha, si limita a sognarlo e a metterlo per iscritto. La sua vita è comunque “ricca”: ha ancora l’anziano padre, che malato da tempo, ogni sei minuti perde la memoria; gestisce una merceria che ha il potere di rendere felici le sue clienti, e intrattiene anche un blog, dove puo’ colloquiare dando alle persone la parola giusta al momento giusto. Il marito in realtà non è ovviamente il principe azzurro o la pop star che lei sognava da piccola, ma è l’Uomo della sua vita, adora i suoi problemi, sa che è con lei nella gioia e nella sofferenza, lui è con lei, sempre. Ma ad un certo punto la vita di Jocelyne subisce una svolta; infatti una grossa vincita ad una lotteria fa cambiare tutto. Si’, potrebbe cambiare la sua vita, con un assegno di oltre 18.000.000 di euro che, senza dire niente a nessuno, è passata a ritirare con la massima segretezza; decide di nasconderlo in una vecchia scarpa nascosta sul fondo ad un armadio. E’ la donna piu’ ricca del paesino in cui vive, presto potrebbe essere su tutti i giornali, avere fama e ricchezza. Ma tutti quei soldi la spaventano.

Dovrebbero farla sentire felice ed entusiasta, ma in fondo al suo cuore Jocelyne sa che anche la felicità che potrebbero procurare fa male. Cosi’ nasconde la sua fortuna nell’armadio e continua la sua vita come se nulla fosse. Fa liste infinite delle cose che non ha ma che vorrebbe avere, si nutre dei sogni che ha sempre sognato; sa bene che il denaro non puo’ comprare tutto, lei in realtà ha già tutto quel che serve. Ma il suo segreto non è al sicuro….

Immediato, realistico e molto fluido il linguaggio delle pagine che scorrerete rapidamente per arrivare alla fine; dotato di un’eleganza tutta parigina, il libro è fatto da capitoli che si susseguono come piccole perle di riflessioni, ma anche di sorrisi, con frasi lapidarie e senza dialoghi. Quanto ci si puo’ immedesimare in Jocelyne e nella sua visuale della vita e la sua rappresentazione del cuore femminile, cosi’ forte da reggere anche quando il mare è in tempesta e capace di ricucire le proprie ferite, in silenzio!! E purtroppo si vedono anche le due facce che ha la stessa medaglia della vita; un lato positivo ed uno negativo.

“Le cose che non ho” ce le mostra entrambe, ci mostra che c’è sempre un prezzo da pagare, e che i sogni spesso rimangono tali. Ma lo sa fare con grande spensieratezza e leggerezza, tali da riuscire a rendere piu’ sopportabile anche la cruda realtà che si svela durante il romanzo. E come diceva San Tommaso d’Aquino, “La felicità è continuare a desiderare cio’ che già si possiede”, è nelle parole, nel sorriso di un bambino, nello spettacolo di un’alba, nella mano tesa ad un altro. Certo è difficile, ma è cosi’, anche nel nostro tempo in cui si va sempre di fretta e si vuole sempre qualcosa di nuovo per apparire soddisfatti; ma non si puo’ chiedere al denaro cio’ che abbiamo forse solo dentro noi stessi.