Roma. Ha commosso il mondo intero con ET, il dolcissimo extraterrestre del film capolavoro di Steven Spielberg, Carlo Rambaldi, il maestro ferrarese degli effetti speciali scomparso nel 2012, a cui è dedicata una mostra al Palazzo delle Esposizioni a Roma. Il titolo “La meccanica dei mostri”, sino al 6 gennaio con le creature del tre volte premio Oscar per film quali “King Kong”, “Alien”, ed “ET, l’extraterrestre”.

La rassegna ripercorre un viaggio ideale nella carriera di questo artista che ha ridefinito in modo netto e originale il fantastico mondo dell’effettistica cinematografica alla quale conferisce una artigianalità e genio tipicamente rinascimentali. Molti i reperti raccolti, schizzi, disegni e progetti in una carrellata che ripercorre molte tappe del cinema italiano degli anni ’60 e ’70 e di quello americano.

Carlo Rambaldi è l’uomo degli effetti speciali, colui che ne ha trasformato il ruolo stesso: da elementi di contesto a protagonisti dei film. “Sii un umile artigiano ma coltiva sogni ambiziosi: l’uomo che sa plasmare i suoi sogni ha nelle sue mani l’arte della Creazione“.

E’ il movimento che regala emozione” l’idea del lavoro artigiano di Carlo Rambaldi, legato alla tradizione artigianale italiana, alla capacità ingegneristica che hanno reso Rambaldi il maggior esponente della meccatronica negli effetti speciali nel Cinema, e la capacità tecnica di rendere realistico qualsiasi personaggio una sua nota distintiva. Con lui gli effetti speciali hanno finito di essere solo trucco scenico e sono diventati parte integrante della narrazione filmica.Le sue creature sono divenute un mondo riconosciuto e amato, molti film sono identificati con esse. Ma già prima di Hollywood Rambaldi era uno dei maggiori esponenti degli effetti speciali in tutto il cinema di genere. Suoi sono i soldati alieni nel film cult Barbarella di Roger Vadim con una giovanissima Jane Fonda. Sua è la paternità del Pinocchio di Luigi Comencini, realizzato in meccatronica e che garantiva alla marionetta movimenti a distanza mai visti per quell’epoca.

Dopo aver lavorato con i maggiori registi italiani: Lucio Fulci, Lamberto Bava, Pupi Avati, Dario Argento, nella metà degli anni ‘70 si trasferisce negli Stati Uniti, dove collaborerà con i maggiori registi dello Star System Hollywoodiano, Steven Spielberg, Ridley Scott, Oliver Stone, Andrzej Zulawki, David Linch. Negli anni americani vincerà ben tre premi Oscar.

La mostra racconta la storia di Rambaldi indissolubilmente legata a quella del Cinema mondiale. Sono stati ritrovati tutti i materiali, le annotazioni e le diverse versioni delle sue creature più note. Per l’occasione saranno mostrati al pubblico i bozzetti che hanno portato alla versione definitiva di E.T., gli studi su King Kong e molto altro, come i progetti tecnici sulle movimentazioni dei diversi personaggi.

La mostra documenta anche le generazioni successive a Rambaldi e, come queste, dopo gli anni del boom del digitale, siano tornate alla meccatronica associata al digitale. Il gruppo Makinarium, tra i più importanti al mondo di questo settore, ha restaurato le opere di Rambaldi in mostra e una sezione documenta il loro lavoro nel cinema oggi.

Esiste una continuità tra il maestro ferrarese e le tecniche usate oggi per gli effetti speciali. Le tecniche costruttive di alcuni mostri della factory Makinarium hanno incredibili similitudini con le creature che hanno caratterizzato il cinema negli anni Settanta e Ottanta.