Fiorenzuola (Piacenza) – Immaginate una baracca dei burattini a dimensioni giganti, su cui si muovono personaggi dalle fattezze, dimensioni e qualità più varie, per mettere in scena la storia di Pinocchio. Immaginate che il grande teatro di figura italiano si fonda con le proiezioni e il video mapping, e che la musica dal vivo mescoli strumenti classici ed elettronici…

Affonda le radici nella tradizione ma guarda ai linguaggi contemporanei “Le Disavventure di Pinocchio”, favola musicale per ragazzi e bambini dai 5 anni in su, basata sul romanzo di Carlo Collodi. La nuova produzione nata a Vianino (Parma), nel cuore della Valle del Ceno, debutta al Teatro Verdi di Fiorenzuola D’Arda (Piacenza), inserita nella stagione teatrale “CoSmicità… l’ironia delle stelle”, con due spettacoli a ingresso libero, sabato 22 dicembre alle 21.15 e domenica 23 dicembre alle 17.00, mentre sabato mattina il sipario sarà alzato per le scuole.

Il progetto è ideato dal Trio Amadei, che firma anche le musiche e le interpreta dal vivo con i solisti della Vianiner Philharmoniker, Annamaria Senatore (canto e voce recitante) e il polistrumentista Vincenzo Vasi. Lo spettacolo nasce con la drammaturgia e scenografia di Patrizio Dall’Argine, del Teatro Medico Ipnotico (con la supervisione del regista Emanuele Gamba) e affronta con delicatezza e leggerezza temi come l’origine e l’identità dell’uomo.

La storia è quella che tutti conoscono, ma con un finale a sorpresa: Pinocchio ha origine da un pezzo di legno che racchiude uno spirito. La cosa che desidera di più è trasformarsi, crescere, diventare bambino. Viene quindi messo di fronte alla natura dell’uomo e conosce emozione, tradimento, tristezza, gioia, perdizione, tentazione, paura, amicizia, abbandono, amore e libero arbitrio. La Fata Turchina potrebbe trasformarlo, ma farà di più, facendo scoprire a Pinocchio la bellezza della propria unicità, ciò che lo rende unico e irripetibile come un’impronta digitale.

“Da molti anni lavoriamo insieme cercando di unire, attraverso la musica, culture e generi diversi,” – spiegano i fratelli Liliana, Antonio e Marco Amadei – “perseguendo la qualità artistica e creando un ponte tra musica classica e contemporaneità. Siamo convinti che l’unione di mondi diversi generi bellezza, veicoli le emozioni, raggiunga un pubblico più vasto ed eterogeneo. È grazie a queste convinzioni che ha preso vita questo spettacolo che mette in luce la ricchezza, la creatività, le maestranze e il fine artigianato italiani”.