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Gardone Val trompia, Brescia. Il Museo delle Armi e della Tradizione Armiera di Gardone Val Trompia ospiterà nelle proprie sale la mostra del pittore bresciano Marco Furri dal titolo “Le donne, i cavalier, l’arme e il mito”.

Dall’11 marzo al 2 aprile dall’immaginifico modo di vedere l’arte di Marco Furri, la mostra rimane aperta al pubblico. Nei quadri di Furri si seguono le orme di un viaggio a cavallo tra l’intimo e l’onirico abitato da imponenti figure mitologiche, donne e uomini fantastici, eroici, dai colori travolgenti. Figure dinamiche, che regalano emozioni legate alla narrazione delle loro imprese e affondano le radici in un mondo di sogno, che coinvolge nel profondo gli animi umani.

Marco Furri nasce a Brescia nel 1953, docente di arte e immagine, formato in istituti d’arte, laureato al DAMS di Bologna, ha all’attivo più di cinquanta mostre personali allestite in tutta Italia, suoi i grandi cicli pittorici delle sale consiliari dei comuni di Spiazzo, Condino e Bondo, suo il mosaico della Madonna dell’Accoglienza all’interno della Chiesa del Redentore in cima al Monte Guglielmo.

La mostra inaugura Venerdì 11 Marzo alle ore 18 con la presentazione del Dott. Massimo Tedeschi, Presidente dell’Associazione Artisti Bresciani. L’iniziativa è organizzata dall’Amministrazione comunale e fortemente voluta dall’Assessorato alla Cultura e Pubblica Istruzione, nella persona di Emilia Giacomelli, per portare nuovamente in Val Trompia le rappresentazioni mitologiche e suggestive di Marco Furri.

il Museo delle Armi e della Tradizione Armiera offrirà ad appassionati, esperti del settore, studiosi e ricercatori l’importante opportunità d’avere diretta conoscenza di alcune fra le più significative espressioni del lavoro gardonese; agli studenti, ai giovani, a tutti i cittadini consentirà di ripercorrere un tratto della storia di questo territorio, per comprenderne radice e potenzialità. Il Museo delle Armi e della Tradizione Armiera, infatti, non si propone soltanto come pregevole esposizione della produzione armiera locale, nazionale ed internazionale ma anche come nuova istituzione culturale che contestualizza il settore armiero nella vita di una comunità.