Verona – Al Teatro Laboratorio (Ex Arsenale) arrivano le Erinni, le spaventose personificazioni femminili della vendetta, famose Furie romane. Il loro mitologico compito era quello di vendicare i delitti, soprattutto quelli compiuti contro la propria famiglia, torturando l’assassino con le armi che portavano con loro, fino a farlo impazzire.

Sabato 3 marzo è di scena “Erinni. O del rimorso”, uno spettacolo sul talento e sulla responsabilità e la difficoltà di realizzarlo. E’ anche uno spettacolo sulla depressione, sulla Cosa Brutta direbbe David Foster Wallace.

E’ la storia di una ragazza che ha rinunciato al suo talento e ai suoi desideri, che rinuncia per paura della sconfitta. Decide di farla finita con il susseguirsi di giorni in cui non si riconosce più “in parte comprensibilmente, vista l’aggressività di un mondo che premia solo il successo e che obbliga alla scelta tra successo e sconfitta”. Tenta il suicidio, discende. E comincia un viaggio dentro se stessa dove l’io incontra la sua Ombra alla ricerca di una possibile integrazione. O di una rivoluzione. Le Erinni sono le figure mitologiche della vendetta, perseguitano chi si macchia di un delitto contro il suo sangue fino a farlo impazzire.

Immaginiamo le Erinni oggi e pensiamo al rimorso, ciò che letteralmente “ci mangia dentro”. Il mostro che divora e inghiotte non siamo altro che noi stesse. In questo spettacolo le Erinni “tornano in chiave moderna con un’accezione psicanalitica e socialmente connotata sulle problematiche che riguardano il femminile e le donne in genere, offrendo anche una chiave contemporanea”.