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Brescia – Ciascuno ha, in copertina, la traccia evidente di un proprio colore contraddistinguente, in modo che, anche un’impronta cromatica, ne diversifichi, insieme al tema, l’interessante specificità didattica del rispettivo volume corrispondente.

Si tratta della “Collana Didattica e Letteratura” della “Vannini Editrice”, diretta dalla prof.ssa Carla Boroni, che, da un assortito e qualificato punto di forza antologico, sviluppa i contenuti pedagogici promossi nella prospettiva di un metodo cognitivo e di un obiettivo formativo funzionale a quegli orientamenti letterari e concettuali dove la natura umanistica del sapere si presta ad essere una propositiva mediazione sistematica con la complessità di una riuscita interazione educativa.

Una decina di libri si profila nel maneggevole formato con cui si uniforma la dimensione tascabile dei loro vari esemplari, pubblicati, in bell’ordine, nella diversa mole delle pagine monografiche nelle quali si avvicendano tematiche, fra loro, armoniosamente complementari, rispetto ad un alto percorso d’indagine conoscitiva, rivolta ad una serie di valori presenti nella letteratura, quale dotta stratificazione analitica, di un implicito e di un diffuso patrimonio culturale.

E’, anche questo, il caso di quella notevole ispirazione settoriale, compresa nella funzionalità della favolistica che è, fra l’altro, peculiarmente trattata nel primo volume, a firma delle prof.sse Carla Boroni e Marta Mai, dal titolo “Dalla filastrocca alla favola”, testualmente presentato come “manualetto”, in riferimento alla pure esplicitata indicazione di senso che è racchiusa nei termini di “Interventi didattici per educare “i” sentimenti e “ai” sentimenti nella Scuola dell’Infanzia e Primaria”, secondo, cioè, un eclettico taglio pragmatico che, nel libro stesso, è argomentato, nella sua efficace funzionalità, già nelle utili informazioni espresse dall’introduzione: “Le favole o le fiabe suggeriscono alle maestre della Scuola dell’Infanzia percorsi che, allargati con obiettivi specifici, possano essere fonte di riferimento anche per insegnanti di Scuola Primaria, affinché inducano evoluzioni di grande portata, riguardo la capacità dei bambini di vivere ed elaborare Emozioni e Sentimenti”.

coniglio_favolaDalle poco più di centoventi pagine, dedicate, in buona e significativa misura, alla tradizione novellistica, individuata anche nelle rispettive prerogative desumibili tra la natura della “favola” e quella della “fiaba”, fino a quasi il doppio delle pagine, ispirate, invece, al tema “La poesia novecentesca nella scuola primaria: il paesaggio – Lo sviluppo creativo del bambino attraverso il testo poetico”, il secondo volume, dell’accennata collana, affronta, per la cura della prof.ssa Carla Boroni, oltre al possibile contributo, riscontrabile nella poetica di una ventina di esponenti della letteratura del Novecento, anche l’interessante portata esperienziale di un insieme di empirici approfondimenti circa la “poesia dialettale contemporanea” e sulle suggestioni traslate da alcune liriche, evidenziate in attinenza al concetto del “paesaggio”, quale cornice ambientale impattante, che può rivelarsi utile al compito incisivo dell’insegnante preposto a quel ruolo, in cui, grazie ai testi, rispettivamente, della stessa Boroni, della prof.ssa Paola Napolitano e della prof.ssa Paola Tranquilli, questa pubblicazione intende asservire l’ispirazione volta, fra l’altro, all’auspicato superamento del “costume di ricorrere al testo poetico in modo saltuario ed episodico, magari come completamento accessorio ad una particolare unità di apprendimento, o solo in occasione di particolari ricorrenze e festività. Ci si riferisce ad un percorso ben diverso, magari poco lineare e non privo di difficoltà, ma estremamente affascinante. Si è pensato, pertanto, ad una proposta didattica strutturata sotto forma di percorso che potenzi il pensiero creativo, mediante l’allestimento di un laboratorio poetico e con l’ausilio di discipline diverse, come arte, immagine, musica”.

Nell’ambito delle dinamiche affettive, si struttura, invece, la differente modalità speculativa trainante quella tematica che la terza pubblicazione esplicita, in un modo intrigante, nel tema, indicato nel titolo di copertina, secondo l’allusiva focalizzazione rivelata nell’enunciazione di “L’immagine della famiglia nella Letteratura Italiana dell’Ottocento e del Novecento”, scelta ad indizio di un libro che, con i rispettivi scritti delle prof.ssa Carla Boroni e Marta Mai, conduce alla fruibilità di un ricco bagaglio letterario descrittivo del mondo domestico, dove, con altri occhi, gli alunni stessi possono già trovarsi muniti di una chiave interpretativa atta a dischiudere lo scrigno culturale custodito “nella scrittura di alcuni autori della letteratura dell’Ottocento e del Novecento. Fermo restando che la necessità di agire in vista di un’educazione “ai sentimenti” deve approfittare in primo luogo di situazioni reali, la pagina letteraria è qui proposta per approfondire diversi punti di vista e per riflettere in ambito anche estetico, oltre che etico e pedagogico, in vista di una più completa formazione della persona”.

Formazione per la quale, in un’altra stretta dinamica relazionale, emerge potenzialmente anche “Il gioco del teatro nella scuola dell’Infanzia”, come ambito sostantivato, pari al titolo appropriatamente indicato, situato ad evidenza del quarto volume, scritto dalla prof.ssa Daniela Guizzon, e dall’autrice stessa dedicato “A mia figlia Rossella e a tutti i “miei” bambini che sempre, facendomi sorridere, mi hanno “salvato”, muovendo le leve personali di un’intensa sinfonia di esperienze, modulate nell’armonia di un apprezzato spartito professionale, da cui si può cogliere l’orientamento operativo di quanto, fra l’altro, la prof.ssa Carla Boroni precisa nella sua presentazione: “Passione educativa e passione per il teatro per strutturarsi ogni volta, per imparare a comunicare con gli altri, divertire, commuovere e lievemente ragionare. La scelta che un insegnante, fin dalla prima infanzia, proponga il teatro, anche se naturalmente come gioco, è importante quanto imprescindibile”.

La staffetta di queste molteplici e condivisibili esperienze giunge, con la quinta edizione della collana editoriale in questione, alle circa duecentoventi pagine del manuale, di bel nuovo improntato ad un inesauribile giacimento emozionale fiabesco che è valorizzato dalle illustrazioni di Sabrina Mari, collocate fra i capitoli rispettivamente scritti dalle prof.sse Carla Boroni e Marta Mai, in una fedele corrispondenza al titolo “Favole del Novecento – Per un’educazione alla legalità. Interventi didattici nella Scuola dell’Infanzia e Primaria” che svela la particolarità etica della pubblicazione, realizzata con la collaborazione di Luciano Pea e di Sonia Marangoni e di Laura Staffoni della manifestazione “La torre delle favole”. Il pratico strumento editoriale appare subito contestualizzato dall’introduzione, a firma di Lucio Facchinetti in cui, fra l’altro, è precisato che “Attraverso la favola moderna, vengono alla luce i cambiamenti in atto che riguardano da vicino la persona, il valore della vita, il senso di ciò che conta e no; toccano il modo in cui si costruisce la coscienza, in cui si valutano le situazioni, si acquisisce il senso di sé, delle relazioni, della convivenza civile e delle relazioni”.

Collana_didatticaDal fucsia di questo volume, dove pure sono fornite le informazioni circa l’organizzazione delle varie forze di polizia, impegnate, in numerosi servizi e specializzazioni, a tutela della legalità, la “Collana Didattica e Letteratura” si tinge, invece, di una striscia di verde, per la sesta veste grafica propria di un accurato e di un piacevole tomo di trecento pagine, caratterizzato dagli scritti delle medesime docenti, ancora autrici di un valido supporto di contenuti che risulta esplicativo di un tema correlato ai precedenti, per ciò che, su un altro versante culturale, attiene “La favola: storia antologica. Fra mito e leggenda. Interventi didattici nella Scuola dell’Infanzia e Primaria” che, fra l’altro, tratta anche a proposito dell’Inno d’Italia del 1847 di Goffredo Mameli (Canto degli Italiani), nel quadro di una proposta didattica, inserita nella considerazione rivolta ad un nutrito numero di autori, esaminati lungo un percorso storico-letterario, intercorrente dall’antichità fino al Novecento.

Tale opera offre anche, tra i molti altri spunti di approfondimento, un curioso e comprovato raffronto fra gli scrittori trattati ed il tema di un loro stesso componimento, per cui, ad esempio, il concetto della “concordia” lo si appura in “Nievo”, la “liberalità” in “Benni, De La Fontaine, Fogazzaro, Malerba, Parise, Piumini, Rodari, Saba” e, fra gli altri aspetti pure citati, la “vanagloria” in “Alberti, Arpino, San Bernardino, Da Vinci, Esopo Toscano, Fedro, Palazzeschi, Soffici”.

“Con poesie da proporre nella Scuola Primaria su cui è possibile costruire Unità di Apprendimento” il “sette” contrassegna, numericamente, la posizione del libro “Figure e Percorsi della Poesia Italiana del Novecento”, lungo la scia di questi significativi lavori promossi dalla prof.ssa Carla Boroni che, nel caso di questa pubblicazione di poco più di duecento pagine, la vede pure, direttamente, feconda autrice di una decina di capitoli, densi della trattazione di quattro illustri autori ciascuno, rispettivamente afferenti a “La poesia crepuscolare. Tra simbolismo e ironia”, “L’avventura futurista”, “La poesia <pura>”, “L’espressionismo della <Seconda Voce>”, “L’ermetismo”, “Percorsi paralleli e autonomi. Tra realismo lirico e linea antinovecentista”, “La persistenza dell’umano. Tra tradizione e sperimentalismo”, “L’impegno e la Neoavanguardia. Passando dallo sperimentalismo”, “1960-2000. Altre figure e posizioni” e “La poesia dialettale. Realismo e radicamento linguistico”.

Con la collaborazione di Sonia Mangoni e di Laura Staffoni, referenti della già sopra menzionata manifestazione lumezzanese de “La Torre delle Favole”, (www.latorredellefavole.it) le prof.sse Mattiella La Russa e Chiara Romanini, intervengono, nella composita e robusta serie editoriale in esame, a proposito del nesso di ricerca sviluppato nell’ottavo volume, relativo alla “Anomalia della fiaba inglese” in cui, come spiega, la prof.ssa Carla Boroni, nella sua introduzione, “Le fiabe qui trattate diventano “anomale” perché contemplano soprattutto storie acquerellate o mondi onirici moraleggianti e fruibili che convivono beatamente e scaltramente fra loro”.

Insieme alla appena accennata edizione, era, contestualmente, giunto in stampa, nel settembre del 2014, anche il numero immediatamente successivo di questa progressiva ed articolata proposta manualistica educativa, qui improntata a quella premessa fattiva che, del suo titolo, “Parlare di sè”, si esplicita negli aspetti riguardanti la coinvolgente materia assicurata al contenuto delle sue circa centosessanta pagine, per quell’intento, vocato ad una peculiare modalità di interazione narrante che, a proposito de “La scrittura autobiografica nella scuola primaria. Con scritti di Nella Berther”, è circostanziato da Paola Napolitano, responsabile dei laboratori di Letteratura Italiana presso l’Università Cattolica di Brescia, relativamente ad un argomento che, come spiega la prof.ssa Carla Boroni, fra le sue considerazioni, poste ad esordio della medesima pubblicazione: “Scrivere di sé, o meglio insegnare a scrivere di sé nella scuola Primaria, non è affatto semplice, né facile. Soprattutto quando le esemplificazioni didattiche non intendono essere mai scontate, banali o superficiali, ma rifarsi a modelli di qualità, ad altre storie letterariamente impegnative, ad imprescindibili materiali letterari, a specifiche competenze pedagogiche o metodologiche. Il bel frutto-risultato di tutto questo lavoro lo si può vedere ed apprezzare in appendice, dove i bambini scrivono, attraverso autobiografie in versi, di loro stessi, della loro classe e dei propri ricordi”.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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