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Tutti i fotografi del Mondo, professionisti o appassionati, conoscono gli obbiettivi della Zeiss che dal 1890 sfodera i migliori obbiettivi per le macchine fotografiche. Forse non tutti sanno che alcuni sono sulla Luna… Gli astronauti dell’Apollo 11,  prima di partire per il viaggio di ritorno sulla Terra, hanno dovuto alleggerirsi il più possibile per portare con sé la maggior quantità possibile di roccia lunare e hanno dovuto quindi abbandonare sulla superficie lunare le macchine fotografiche utilizzate, destinandole quindi all’eternità.

Cinquant’anni fa gli obiettivi Zeiss ‘atterrarono’ sulla luna, consentendo all’equipaggio della missione Apollo 11 di scattare un’enorme quantità di foto con una straordinaria definizione

Anche se sono trascorsi esattamente 50 anni dal primo sbarco sulla Luna, avvenuto il 20 luglio 1969, le immagini che stiamo rivedendo in queste settimane spiccano ancora oggi per nitidezza e qualità. Il motivo per il quale questo evento è così fortemente radicato nella memoria collettiva, anche di chi non era ancora nato all’epoca, è che gli astronauti della missione Apollo 11ci hanno regalato non solo un sogno, ma una serie di reperti fotografici di elevatissima qualità: le immagini iconiche scattate durante le missioni Apollo.

Non solo sono state le prime fotografie scattate sulla superficie lunare: sono anche le prime straordinarie immagini della Terra vista dalla Luna, scatti che continuano ad ispirare le generazioni presenti e future. In tutte queste missioni sono state utilizzate fotocamere speciali, equipaggiate con obiettivi sviluppati da Zeiss.

Come si è arrivati all’obiettivo fotografico fatto su misura per la Luna

La storia della fotografia nello spazio è iniziata con i programmi Mercury (1962) e Gemini (1964) che hanno preceduto le missioni Apollo. Durante questi anni, i laboratori ZEISS hanno avuto modo di perfezionare la tecnologia e progettare obiettivi fotografici in grado di rispondere alle sfide imposte dallo spazio.

Nell’ottobre del 1968, Zeiss venne coinvolta dalla NASA nella realizzazione di un obiettivo fotografico che doveva essere utilizzato durante l’allunaggio, pianificato nove mesi più tardi nell’ambito della missione Apollo 11.

L’obiettivo Zeiss Biogon 5.6/60 doveva soddisfare una serie di requisiti fondamentali:

  • doveva funzionare all’interno di una fotocamera estremamente semplice da utilizzare anche con gli spessi guanti degli astronauti
  • doveva mappare precisamente la superficie lunare attorno al sito di atterraggio.
  • doveva evitare i riflessi degli oggetti fotografati sulla luna

“Si decise di optare per una fotocamera dotata di un Resau plate, un vetrino sul quale erano incise delle crocette, detti marcatori fiduciali, oggi visibili nelle fotografie lunari. Queste crocette hanno permesso di calcolare le proporzioni e le distanze tra i singoli oggetti sulla luna”, spiega Blahnik. “Lo speciale design simmetrico dell’obiettivo della telecamera ha fornito un’eccellente correzione per le distorsioni e tutti gli altri errori d’immagine” aggiunge Blahnik. Le immagini scattate sono caratterizzate da un eccellente contrasto e da un’altissima definizione.

Nel complesso, durante la missione Apollo 11 sono state scattate 1.407 fotografie: 857 delle immagini sono state scattate in bianco e nero e 550 a colori. Tutte le immagini sono disponibili online. Durante tutte le missioni Apollo, sono state scattate oltre 30.000 foto con fotocamere Hasselblad dotate di obiettivi Zeiss.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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