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Brescia. In amarico, lingua ufficiale dell’Etiopia, Amare significa “cresci sempre più bello c’è questo profondo sentimento nella bellissima mostra fotografica “La terra e l’Acqua. L’Africa dimenticata tra il Baro e il Turkana”, allestita dall’Associazione Amare onlus  nella prestigiosa cornice di Palazzo Martinengo dal 22 al 30 dicembre.  L’esposizione sarà inaugurata venerdì 21 dicembre alle ore 18.00, a seguire ai partecipanti sarà offerto un aperitivo. L’ingresso è libero.

La mostra, patrocinata dal CSV, presenta 100 immagini fotografiche realizzate in una remota zona del Corno d’Africa, tra Etiopia e Kenya: lungo i fiumi Baro e Omo e sulle rive del lago Turkana vivono etnie millenarie.

La mostra conduce il visitatore in un’area nascosta del Corno d’Africa, tra Etiopia e Kenya, nelle terre bagnate dai fiumi Baro e Omo e dal lago Turkana. Un lembo d’Africa dove la Terra ha aperto faglie e depressioni spettacolari e dove l’Acqua ha richiamato etnie millenarie, gli Anuak, i Nuer, i Surma, i Rendille e i Samburu, ancora oggi portatrici di costumi e tradizioni ancestrali.

L’intera area  è oggi investita da complessi fenomeni economico-sociali pressoché ignorati dai media internazionali. L’economia agricolo-pastorale, su cui si basa tradizionalmente la sussistenza dei popoli nativi, è compromessa dall’insediamento di piantagioni industriali e dalla costruzione di imponenti dighe.

Inoltre, il conflitto in corso nel vicino Sud-Sudan ha spinto più di 300.000 persone a oltrepassare il confine etiopico e a stanziarsi in campi-profughi ormai estesi come città. Raccontando per immagini la vita quotidiana delle principali etnie di questa regione, la Mostra intende rappresentare un paradosso inaccettabile: la povertà assoluta, ai limiti della sopravvivenza, in una delle terre più fertili e ricche d’acqua dell’intera Africa orientale.

Nei volti dei bambini, delle donne e degli uomini fotografati è ritratta la faticosa lotta per la sopravvivenza, ma anche un tenace attaccamento alla vita.
Le fotografie esposte sono di tre autori: Valentino Belotti, Bruno Bedussi e Adriano Pagani. L’iniziativa sostiene il progetto di Amare Onlus “Il futuro negli occhi ”finalizzato all’indipendenza economica di 109 donne della città di Bahir Dar (Etiopia).

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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