Padernello, Brescia. Franco Piavoli è un narratore, un regista di film e lungometraggi dal linguaggio nuovo e dal racconto intramontabile nella dialettica tra essere umano e natura. L’uso delle immagini per raccontare sono una lingua che è parte integrante del percorso artistico del regista bresciano.

Il castello di Padernello inaugura, sabato 27 gennaio alle 17, una mostra con una selezione di fotografie in bianco e nero scattate dal giovane Piavoli dal 1951 al 1953 tra le campagne di Pozzolengo, Castellaro e Ponti sul Mincio, curata da Daniela Pacchiana. La mostra rimarrà aperta al pubblico sino al 15 febbraio, nel giardino d’inverno del Castello, all’inaugurazione, in programma per sabato 27 gennaio alle ore 17, sarà presente l’autore.

Le immagini della mostra documentano la storia e le tematiche da sempre affrontate e ricercate dall’autore: la natura e l’essere umano. Ritratti di parenti, paesani e amici d’infanzia come Ugo Mulas si affiancano a fotografie di paesaggio e del territorio con i suoi luoghi, ritmi, tradizioni e sagre di paese. Forti i richiami ai maestri della storia dell’arte rinascimentale e alla poesia di Leopardi, uno dei punti di riferimento del maestro. L’esposizione mette in evidenza lo stretto legame che esiste tra le fotografie scattate da ragazzo e i successivi film sonori. La fotografia non è una semplice passione giovanile poi abbandonata, ma è funzionale al successivo sviluppo cinematografico.

Il regista, definito dalla critica il “maestro della natura”, varia i mezzi espressivi, si evolve, abbandona la sua Zeiss Ikon a soffietto regalatagli dal padre per approdare al cinema che meglio descrive lo scorrere del tempo e può far confluire il sonoro, elemento fondamentale e preponderante del suo lavoro da regista sinfonico. Dal muto al sonoro, dal bianco e nero al colore, dall’inquadratura fissa e statica al movimento. Cambiano i mezzi, ma la ricerca espressiva rimane la stessa: descrivere l’essere umano con i suoi stati d’animo e sentimenti e narrare la natura nella sua interezza attraverso il susseguirsi delle stagioni e dei giorni. Se lo scorrere del tempo, il variare della luce, i profumi della natura sono nelle immagini fotografiche solo evocati, diventano tangibili nei suoi film poetici.

Anche per questo è in mostra una piccola selezione di fotogrammi a colori tratti dai film. Giovedì 8 febbraio alle ore 20.45 si terrà presso il salone da ballo del Castello di Padernello, una conversazione con Franco Piavoli e Massimo Morelli, critico cinematografico; a cui seguirà la proiezione di “Festa” l’ultimo mediometraggio di Franco Piavoli presentato fuori concorso al Festival di Locarno del 2016.

Franco Piavoli  nato a Pozzolengo, Brescia, nel 1933,  è regista di un cinema appartato e insieme unico, da sempre segnalato nei festival internazionali, da Venezia al Sundance Film Festival. Negli anni Sessanta gira alcuni cortometraggi: Le stagioni (1961), Domenica sera (1962), Emigranti (1963), Evasi (1964). Nel 1982 realizza il suo primo lungometraggio Il pianeta azzurro, premiato con numerosi riconoscimenti. Tra i suoi film ricordiamo: Nostos. Il ritorno (1989); Voci nel tempo (1996); Al primo soffio di vento (2002); L’Orto di Flora (2009) parte del film documentario “Terra Madre” di Ermanno Olmi; Festa (2016). Nel 2004 il Quirinale gli ha conferito il premio De Sica e nel 2010 riceve la medaglia del Presidente della Repubblica nell’ambito del premio Solinas. Nel mese di marzo 2016 il Centre Pompidou di Parigi gli ha dedicato un’antologica. Catalogo edito dal Centro Coscienza di Milano: Franco Piavoli, Il dono dei sensi, Milano, Edizioni di Maieutica, 2007.