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Rovigo. A Fratta Polesine nel giorno di S.Martino dell’11 novembre 1818, si compì la prima repressione austriaca del Regno Lombardo-Veneto. Quel giorno la popolazione di Fratta Polesine in cui all’interno si trovano anche movimenti carbonari, si rivolta contro l’occupazione Austro-Ungarica in nome dell’Unita d’Italia.

Per rimembrare quei giorni, ritornano nel fine settimana del 10, 11, 12 novembre 2017 le Giorante della Carboneria, che rievocano i fatti Carbonari nella Fratta austriaca del 1818.

Nei moti carbonari di Fratta diversi personaggi locali, facenti parte del movimento carbonaro, vengono arrestati dai gendarmi. Verranno sottoposti a processo per alto tradimento e condannati al carcere duro dello Spielberg, don Marco Fratini verrà anche sconsacrato dal Patriarca di Venezia. Tra i tanti Antonio Fortunato Oroboni verrà arrestato più tardi il 7 gennaio 1819 nella sua casa di Fratta Polesine. Dopo lunghe procedure giudiziarie nelle carceri di Venezia venne condannato a morte con altri 12 compagni carbonari il 23 dicembre 1821.

Contestualmente la condanna fu commutata in quindici anni di detenzione nel carcere moravo dello Spielberg dove morì per aver contratto la tubercolosi. Compagno di prigionia di Silvio Pellico di cui era vicino di cella allo Spielberg, è da questi ricordato affettuosamente in “Le mie Prigioni” per la sua profonda fede cattolica. Ancora oggi Fratta Polesine ricorda l’evento con rievocazioni storiche e mostre, nel sottoterra frattense si trovano ancora passaggi nascosti e cunicoli utilizzati dai carbonari, che però per varie cause non sono mai stati disotterrati.

Come da tradizione, per il sedicesimo anno, Fratta Polesine si tuffa nella storia con la rievocazione della festa di San Martino del 1818. Nella piazza antistante le storiche ville Badoer e Molin-Avezzù anche quest’anno si celebrano le vicende dei Carbonari che, abbracciando ideali di libertà e di patria, contribuirono a scrivere un importante capitolo del Risorgimento italiano.

L’11 Novembre 1818 si tenne in Villa Molin-Avezzù, allora dimora della contessa Cecilia Monti D’Arnaud, il noto banchetto durante il quale i convitati, segretamente affiliati alla Carboneria, brindarono al buon successo dei futuri avvenimenti politici, in particolare all’indipendenza d’Italia. La storia racconta che, a seguito di quel brindisi, ebbero luogo in tutto il Polesine numerosi arresti di adepti alla società segreta.

Le idee sostenute dalla D’Arnaud, giunta in Italia dalla Francia con speciali missioni, raccolsero un acceso consenso tra i patrioti della Fratta, i quali si trovarono poi coinvolti in drammatiche vicende politiche che avrebbero condotto alcuni di loro al carcere dello Spielberg, come testimonia Silvio Pellico ne “Le mie prigioni”.

Gli eventi relativi alla Carboneria, dunque, coinvolsero prima di tutto nobili e borghesi, mentre il popolo, distaccato dagli sviluppi della carboneria, conduceva in silenzio la propria vita rurale. Le ricorrenze religiose, come quella autunnale di San Martino, diventavano occasione di incontro e di festa nella piazza del paese.

In quel giorno di novembre del 1818 il popolo, riempiendo il mercato, si imbatteva nei racconti dei burattinai e dei teatranti di strada, tra venditori ambulanti, zingare, ballerini e suonatori, divenendo inconsapevole testimone della prepotenza dei dominatori austriaci contro i Carbonari che, con linguaggi segreti, tramavano per sollecitare alla ribellione in nome della libertà.

Gli spettatori saranno immersi nella suggestiva Fratta del 1818 per assistere agli avvenimenti dei moti carbonari e rivivere la storia in prima persona.

Programma:

Venerdì 10 e sabato 11 novembre ore 20.30 i due banchetti carbonari.
Sabato e domenica le visite guidate al centro storico ed ai luoghi della Carboneria.
Sabato 11 novembre il convegno su Silvio Pellico con drammatizzazione in costume.
Domenica 12 novembre per tutto il pomeriggio la rievocazione storica della festa di San Martino del 181

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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