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Le giornate della Microfinanza, organizzate da Andares, la Fondazione per lo sviluppo della microfinanza, e Radim, la Rete Argentina di Istituzioni di Microcredito, sono sempre un’occasione imperdibile per poter fare il punto sullo stato dell’arte del settore in Argentina.

Il contesto globale, regionale e locale è cambiato significativamente nell’ultimo periodo, vista la crisi internazionale che ha causato enorme sfiducia nel settore finanziario a livello generale. Da tutto questo peró l’industria della microfinanza mondiale sembra uscire rafforzata: nonostante non si possa considerare immune, sta cercando di fare tesoro degli insegnamenti che la crisi ha portato con sé.

Per quanto concerne l’Argentina, il settore microfinanziario ha iniziato un processo di consolidamento del portafoglio crediti e di formazione continua delle risorse umane che gli permetterà di porre le basi per un ritorno ai tassi di crescita del passato.
Dal punto di vista degli impieghi, il settore ha continuato a concedere prestiti come prima della crisi, cercando di diversificare la propria raccolta.

É importante quindi sottolineare che, nonostante il contesto avverso, il settore in Argentina continua a crescere.
In totale, le istituzioni di microfinanza esistenti a giugno 2009 sono 33, 4 in più rispetto al giugno dell’anno precedente, delle quali 17 danno prestiti prevalentemente individuali, mentre 11 usano la metodologia dei gruppi di solidarietà e 5 quella dei bancos comunales. Entrambe queste ultime metodologie prevedono l’erogazione dei prestiti a gruppi di persone e sono gli stessi membri del gruppo a garantirne la restituzione.

Il portafoglio totale di crediti concessi è di poco meno di 104 milioni di pesos argentini, in crescita del 24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; di questo 24%, un 20% di crescita è imputabile alle istituzioni già operanti e solo un 4% a quelle di nuova costituzione. Anche il numero di clienti é crescito di circa un 33%, arrivando a superare la soglia dei 50.000, mentre i crediti concessi si sono mantenuti in media sui livelli del 2008, raggiungendo i 2800 pesos argentini per i prestiti individuali, i 700 pesos per quelli a gruppi di solidarietá e i 440 per i bancos comunales.
Un dato è comunque allarmante: la mora superiore a 30 giorni é cresciuta dal 6,3% di giugno 2008 al 9,5% di giugno 2009, ma le istituzioni si stanno già dando da fare per cercare di tenere sotto controllo questo trend negativo.

La microfinanza in Argentina rimane ancora prevalentemente urbana: forse qui non c’è lo stesso pregiudizio visto in Perú durante la missione di settembre nei confronti della popolazione rurale, considerata là di alto rischio e incapace di risparmiare, ma anche l’Argentina soffre del fatto che gli ufficiali di credito provenienti dalle cittá non conoscano la popolazione che vive in campagna e i costi legati agli spostamenti in territorio rurale siano veramente molto alti. Eppure, é proprio la campagna dove si registrano le maggiori necessitá di un intervento come quello microfinanziario: un terzo della popolazione argentina è povera e per la maggior parte questa povertà si concentra nelle zone rurali, quasi un paradosso se si pensa che l’agricoltura argentina è motore dell’economia nazionale. Ma la campagna in questione non è solamente la pampa delle piantagioni di soia: esistono ampie zone del nord del paese con un’alta concentrazione di popolazione rurale ed enormi problemi di povertá e scarso accesso al credito.

Il merito quindi di queste giornate di microfinanza è stato proprio quello di mettere in risalto che l’agricoltura familiare è produttiva e redditizia, forse più del commercio, e che è ora che in Argentina si inizi a lavorare per l’aumento dell’inclusione finanziaria di una parte della popolazione così consistente e così abbandonata al suo destino.

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