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Cedegolo, Valle Camonica, Brescia. La tradizione artigiana in Valle Camonica è testimoniata già in epoca preistorica, la trovi incisa sulle rocce rupestri: carri, armi, arnesi di vita quotidiana, magli al lavoro. Una Valle dalle origini antiche, ma già attiva, dinamica, operosa. Racchiudere millenni di storia in una mostra e farli dialogare con il presente è l’obbiettivo della mostra “Le Meraviglie del Fare”, storie di artigiani, territorio e saper fare in Valle Camonica. Dal 29 giugno al 6 ottobre al Musil, Museo dell’Energia Idroelettrica della Valle.

Oggi, la Valle Camonica vuole riscoprire questa millenaria tradizione del “saper fare”, vuole dare forza all’artigianato di qualità, per porlo al centro del proprio progetto di territorio, in cammino verso il futuro. Al fianco del progetto il sostegno di Cassa Padana.

Mostre d’arte ed eventi collaterali arricchiranno i mesi della mostra, un percorso di otto installazioni site specific e un’inedita personale di Stefano Boccalini per scoprire la profondità arcaica del lavoro artigiano, tra tradizione e innovazione. L’esposizione è completata dalla mostra design Fuori Gioco by Segno Artigiano e da un’area gioco per bambini.

Un progetto che nasce per far conoscere e promuovere la grande tradizione artigiana della Valle Camonica, una tradizione che si fonda sull’incontro tra le competenze degli uomini radicate nella pratica millenaria, la grande storia di una valle alpina da sempre luogo privilegiato di passaggi e scambi, e lo spirito di comunità messo alla prova dal mutare costante e inarrestabile dei bisogni.

La si ritrova lì, nelle mani dei caparbi artigiani l’arte del creare, esempi che esaltano i valori genuini, l’ingegno di uomini che resiste ancora nel tessuto d’una vita sana, scandita dallo scorrere delle stagioni, profondamente legata alle tradizioni e alla gestualità d’antichi lavori tramandati oralmente.

Il moderno artigiano racchiude in sé intatta, come nel passato, il carattere e l’essenza dell’arte, l’alleanza con gli elementi, l’attività spirituale creatrice, la conoscenza intuitiva, non razionale che trasferisce nel lavoro un’impronta individuale, motivo determinante della creazione artigianale. Negli ultimi decenni in Valle si è avuta una naturale rinascita dell’attività artigianale e artistica, segno di una crescente reazione alla eccessiva standardizzazione del gusto e del prodotto. L’artigiano moderno ritrova nella manualità l’espressione personale di stile e contenuto, imprimendolo nella materia e nella ricerca della forma.

La mostra si prefigge di essere lo sfondo mobile, in piena attività creativa, di confronti e riflessioni sull’artigianato oggi, alla luce di una grande tradizione e degli orizzonti aperti dalle più recenti tecnologie digitali e nuovi materiali, ecosostenibili, capaci di valorizzare e rinnovare il capitale sociale.

Non ultimo è lo scopo di sfatare i luoghi comuni che continuano ad aleggiare su questo mondo. Il primo è che l’artigianato sarebbe una sopravvivenza di altre epoche, destinato a scomparire per effetto degli sviluppi economici e tecnologici. La realtà e la storia degli ultimi decenni ci insegnano piuttosto il contrario: sia le forme tradizionali di artigianato che quelle innovative, sorte a lato e per effetto delle trasformazioni tecnico-scientifiche, hanno dimostrato una sorprendente vitalità, prive di una adeguata narrazione, ma inoppugnabili.

In effetti, l’artigianato copre una gamma particolarmente ampia di espressioni e manifestazioni: esso ha a che fare sia con l’arte che con l’industria, sia con il passato che con il futuro. E ciò vale in modo del tutto peculiare per l’Italia. La percentuale del settore artigiano sulle nostre esportazioni è rilevante (attorno al 20%), ma il discorso è cruciale soprattutto in prospettiva, a fronte della rapida avanzata dei paesi di recente industrializzazione.
Non meno delle sue bellezze artistiche e naturali, l’artigianato costituisce una risorsa formidabile del paese, una manifestazione di eccellenza del made in Italy. La mostra si prefigge di ribadirlo o anche di farlo scoprire, nel modo più concreto possibile.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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