Peschiera del Garda, Verona. Le mura venete della fortezza che difendevano la città del Garda al tempo della Serenissima Repubblica di Venezia, ora sono difese dall’UNESCO.

Le imponenti mura entrano nella lista del patrimonio dell’Umanità, in quanto fanno parte delle “Opere di difesa veneziane tra il XVI ed il XVII sec. Stato di Terra-Stato di mare occidentale”. Una risoluzione annunciata a Cracovia in questi giorni, che comprendono anche Bergamo e Palmanova per l’Italia, Zara e Sebenico per la Croazia, Cattaro per il Montenegro.

L’Italia aumenta il valore del suo sterminato patrimonio storico-artistico iscritto all’UNESCO. Durante il Comitato per il Patrimonio Mondiale a Cracovia è stata approvata l’iscrizione della candidatura italiana al sito culturale transnazionale delle Opere di difesa veneziane del XVI e XVII secolo, che raggruppa Italia (come capo fila), Croazia e Montenegro, ha ottenuto l’iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

I siti italiani interessati sono Bergamo, capofila del progetto, Palmanova e Peschiera del Garda. La candidatura approvata riguarda il complesso sistema di difesa realizzato dalla Repubblica di Venezia tra il quindicesimo e il diciasettesimo secolo per controllare e difendere i suoi territori e le rotte commerciali che la legavano al Mediterraneo orientale.

Inoltre anche le nostre foreste sono ora iscritte come “Primeval Beech Forests of the Carpathians and Other Regions of Europe”, foreste europee sviluppatesi a partire dalla fine dell’era glaciale che si estendono dalle Alpi ai Carpazi e dai Pirenei al Mediterraneo mostrando di sapersi adattare a differenti condizioni climatiche, geografiche e fisiche. L’ Italia si aggiunge a questo sito transnazionale che include ben 12 Stati.

Con ben 53 siti nella lista del Patrimonio Mondiale l’Italia continua ad essere il paese con il numero maggiore di iscrizioni, seguitodalla Cina con 52.

Deve essere evidenziato che l’oggetto della candidatura UNESCO in questione non è Bergamo o la Città Alta, Peschiera o Palmanova, né, in senso lato, le sue Mura, bensì un sistema difensivo presente nell’Europa dei secoli dal XV al XVII, che si estendeva da Bergamo a Cipro.

Voluto da Venezia ha fatto parte con un ruolo specifico ed altamente significativo, rappresentato storicamente dall’essere il confine, inviolato, occidentale e settentrionale della Repubblica, ed architettonicamente dal fatto che il suo sistema di difesa si presenta pressoché intatto e ben conservato nelle città candidate.

Il “punto di forza” del  progetto,  consiste  nel fatto che non riguarda uno specifico luogo, ma si rivolge ad un “luogo ideale”, concepito dal più longevo Stato europeo cronologicamente dopo l’Impero Romano, in quanto consistente nella traduzione fisica dell’idea di continuità ed integrità dello Stato, tipica del Rinascimento, materializzatasi in un sistema difensivo immediatamente riconoscibile, costituito da una pluralità di luoghi fisici insistenti su un vasto territorio d’Europa, oggi interessato da Stati diversi.