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Sono entrate in vigore il 1° gennaio le misure previste dalla legge di Bilancio per il 2022, il provvedimento vale 32 miliardi di euro e introduce importanti novità in tema di incentivi alle imprese.

Sono state prorogate, seppur con una rimodulazione, le misure del Piano di Transizione 4.0.
Il credito di imposta per l’acquisto di beni strumentali semplici viene confermato solo per il 2022, mentre per gli investimenti in beni 4.0 è previsto il rinnovo fino al 2025, ma con un taglio degli aiuti.

Il rinnovo del Credito Imposta Ricerca diventa decennale seppur con una pesante revisione delle aliquote (invariate per il 2022), che scenderanno progressivamente fino al 5%. Nessuna proroga invece per il Bonus Formazione 4.0.

Viene riformulato il Patent Box: si passa a una maggiorazione del 110% dei costi di ricerca e sviluppo per i beni intangibili ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP (per software protetto da copyright, brevetti industriali, disegni e modelli.).

Vengono inoltre rifinanziati: il Fondo di Garanzia per 3 miliardi di euro, la Nuova Sabatini con 900 milioni di euro, il Fondo 394 di Simest per l’internazionalizzazione delle imprese che godrà di 1,5 miliardi di euro fino al 2026, i Contratti di Sviluppo con 450 milioni di euro per i grandi investimenti, la misura ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero con 50 milioni di euro l’anno fino al 2024.

Fra le novità vi è l’istituzione del Fondo sostegno transizione industriale con una dotazione di 150 milioni di euro per agevolare la realizzazione di investimenti per l’efficientamento energetico, per il riutilizzo e l’impiego produttivo di materie prime e di materie riciclate, nonché per la cattura, il sequestro e il riutilizzo della CO2.

Introdotta anche la proroga al 31 dicembre 2022 per il Credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno.