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Soncino, Cremona. Considerate dagli anziani come un elisir di lunga vita, la radice amara ha la forma di una carota bianca ed è raccolta in autunno-inverno per giungere sulle tavole dei buongustai di tutta Italia e dell’Europa. Al borgo cremonese si raccoglie da mezzo secolo e da tradizione alla quarta domenica di ottobre le radici allietano una festa per le vie, una vera e propria rassegna gastronomica dedicata alla radice amara, coltivata da tempi antichi nei campi che coronano la cittadina medioevale.

Domenica 24 ottobre si rinnova a Soncino la 55° Sagra delle Radici. L’associazione Pro loco ha deciso di confermare la manifestazione più importante di Soncino, per dare un segnale di ripresa dopo un periodo non facile per commercianti e artigiani. La sagra ha come protagonista una delle eccellenze gastronomiche del territorio: la Radice Amara.

Dalle ore 10 si potrà passeggiare tra stand espositivi di prodotti della terra, eno-gastronomici, artigianali e commerciali, si potranno ammirare le opere di pittori ed artisti e saranno allestiti stand per la  promozione delle attività delle associazioni culturali, di volontariato e delle scuole.

Si consuma come una verdura, è buona seppur amara, ma fa bene come una medicina: è un depurativo eccezionale contenente inulina che produce benefici effetti sull’intestino e sul sangue. E’ difficile risalire con esatta certezza a quale epoca risalga la coltivazione della radice di Soncino, ma sicuramente era già presente nel 1500, come testimoniano i dipinti degli illustri Giuseppe Arciboldi e Pietro Martire Alberti.

In Piazza Garibaldi ci sarà il Punto Ristoro allestito dall’Associazione Pro loco, in cui verranno serviti radici  e salamina, panini con la salamina, patatine fritte, mostarda. E’ necessaria la prenotazione al numero 0374.84883 o tramite mail a [email protected].

La Sagra delle Radici, inoltre, è un’occasione per visitare Soncino, cittadina annoverata tra i Borghi più belli d’Italia. Particolare attenzione sarà prestata a tutte le misure di sicurezza per ostacolare la diffusione del Covid-19.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.