Brescia – L’Agenzia Tutela della Salute di Brescia (ATS) sviluppa un aspetto della propria ideale vocazione elettiva, attraverso la proposta di una circoscritta manifestazione espositiva che, in una cultura salutistica, argomenta i riferimenti di una data sollecitazione propositiva: quella che riguarda l’uso delle spezie in cucina.

Trattasi di una serie di accattivanti pannelli divulgativi, ispirati alla genuina peculiarità delle rispettive spezie considerate che risultano beneficamente correlate alla corroborante utilità di una loro diversa efficacia complessiva.

Con un funzionale abbinamento fra immagine e testo, una chiara formula visiva consente, ai concomitanti contenuti specificatamente documentati, l’effetto informativo ispirato all’emblematica riuscita di una funzionale sintesi tematica inclusiva, tradotta in quest’apposita iniziativa, realizzata lungo il corridoio centrale di ingresso della sede principale dell’Ats cittadina.

La via delle spezie – Un tesoro per la salute che arriva da lontano”: è il titolo di questa significativa esposizione, realizzata in viale Duca degli Abruzzi, in uno degli ampi rettilinei architettonici di collegamento fra gli antichi ambienti un tempo adibiti ad ospedale psichiatrico di Brescia ed ora, da vari anni, riadattati a quella riconversione d’uso di cui ne risulta beneficiario il corrispondente ente locale accennato, garante di quel ruolo istituzionale che si è, nel frattempo, evoluto dalla propria originale impostazione esclusiva, esercente una serie di importanti servizi del settore socio sanitario, in una capillare interazione territoriale massiva.

La “tutela della salute”, quale imperativo ufficiale, presente nella sua caratteristica denominazione esplicativa, è, per questa testualmente definita “agenzia” pubblica, anche il promuovere, fra l’altro, una cultura vocata alla cura del benessere, mediante i contenuti aderenti ad una varietà di prodotti che la natura offre in una avvalorata disponibilità effettiva.

via_delle_spezie_zenzeroPasso dopo passo, chi transita in questo imponente corridoio, interessato, per un lungo tratto di diversi metri, a questa mostra divulgativa, può scorgere la rappresentazione esemplificativa di alcune appariscenti immagini fotografiche, scelte ad individuazione ricognitiva di quanto cromaticamente appare catturato nella vividezza fotografica attraverso la quale una rispettiva gigantografia, del bene salutistico propugnato, si innalza, superando l’altezza d’uomo, in una dimensione d’evidenza incisiva.

Da una parte, del pannello rettangolare allestito, si situa l’immagine delle varie spezie trattate, mentre dall’altra, si estrinseca una serie di sezioni che sono mirate a potere usufruire di quanto evidenziato, anche attraverso la proposta di ricette culinarie, pure, contraddistinte, fra l’altro, da diverse tradizioni gastronomiche, come, ad esempio, nel caso dello zenzero di cui questa mostra attesta la fruibilità della messa a punto del “Ginger fatto in casa” del Senegal, della “Minestra di maiale e zenzero” della Cina e del “Zenzero Gary per il Sushi” del Giappone.

Informazioni, fra altre curiosità, promosse unitamente allo spiegare le apprezzate virtù anche del cumino, dei chiodi di garofano, dello zafferano, della cannella, del peperoncino, promossi, anch’essi, nella prospettiva operativa di altrettante triplette di ricette, a loro volta contestuali alla scheda informativa del prodotto base al preparato che può, anche, permettere di fare delineare le preferenze per una scelta via via motivata da una diversa opportunità di efficacia perseguita.

Come fra l’altro, si può leggere, indugiando innanzi ad uno dei pannelli dell’esposizione stessa, la canella “abbassa il livello di glucosio del sangue”, mentre “in soggetti diabetici: abbassa il livello di colesterolo ldl ematico, abbassa il livello di trigliceridi nel sangue, abbassa la pressione arteriosa”, potendo confrontare tale espressa specificità con ciò che è, invece, attribuito al cumino che “stimola la secrezione pancreatica, ha proprietà antiossidante, contribuisce a mantenere sotto controllo i valori glicemici, contribuisce a contrastare l’osteoporosi”.

Le testualmente scritte, “proprietà nutracetiche”, snocciolano i termini di una tale altisonante accezione qualificativa, evidenziata nella sede della “Agenzia della Salute” di Brescia, per i particolari della mostra analogamente dedicati allo zafferano che “ha proprietà antiossidante, antisettiche, anticonvulsionante, è ricco di enzimi e minerali”, ai chiodi di garofano che, oltre a ricalcare, in parte, le virtù antiossidanti ed antisettiche, appena menzionate, “è un ottimo anestetico locale e migliora la digestione”, mentre, al rosso peperoncino, insieme alla resa preventiva degli effetti d’impatto esercitati dalla sua portata costitutiva, di fatto naturalmente interessata a “proprietà anticancerogene, contro alcuni tumori di polmoni e pancreas” e prossima a proteggere “mucosa e parete gastrica durante le terapie antiinfiammatorie”, è abbinata la possibile funzione del favorire l’abbassamento del “rischio di patologie cardivascolari” e dell’ottimizzare “il metabolismo”, offrendo, al contempo, riconosciute proprietà favorevoli per “la prevenzione e nel trattamento del diabete”.

In pratica, un intreccio fra significato e significante si esplica propositivamente in questa mostra dall’eco esotica che, nell’offrire contenuti di sostanza ai prodotti che vi sono idealmente trattenuti, pare poter fare ricordare il messaggio di un invito al discernimento ed alla conoscenza, potenzialmente incluso nella realtà di una data verità, oltre l’apparenza svelata, come è piaciuto, fra l’altro, fare a Gianni Rodari, nelle sue “Filastrocche in cielo e in terra”, con “Testa del chiodo”: “La palma della mano i datteri non fa, sulla pianta del piede chi si arrampicherà? Non porta scarpe il tavolo, su quattro piedi sta, il treno non scodinzola, ma la coda ce l’ha, anche il chiodo ha una testa, però non ci ragiona, la stessa cosa capita a più di una persona”.