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Turate (Como). Sabato 19 novembre, presso la sala polifunzionale del Comune di Turate, va in scena la compagnia Teatrodilina con lo spettacolo “Le vacanze dei signori Lagonìa” scritto da Francesco Colella e Francesco Lagi, che ne è anche regista. In scena lo stesso Francesco Colella e Mariano Pirrello. Una coppia di anziani signori sulla spiaggia, una canzone di Gianni Morandi, una barca su cui forse andare via. È l’epica di un matrimonio durato quarant’anni.

I Signori Lagonia guardano le onde che si arrotolano nel mare, mentre si srotolano i loro pensieri. La loro è una comunicazione fatta di intimità silenziosa e di risate improvvise, di furie e riconciliazioni, pianti e mazzate sulle ginocchia. In questa loro giornata al mare c’è il tempo per una maledizione e una nuotatina a largo, per il ricordo di una bimba e per quello di una dieta finita già di lunedì, c’è un gabbiano che muore d’infarto e una nuvola a forma di coniglio, un accendino che non si trova più e un intero mare da attraversare.

C’è l’amore dei Signori Lagonia, un amore spietato e dolce, a tratti dispotico o molesto, e il racconto di questo giorno qua che non è un giorno qualsiasi della loro vita.

vacanze-lagoniaI silenzi, gli sguardi, la gestualità dei due protagonisti rendono palpabile la grande intimità che si può creare in una coppia amabilmente consumata. Anche se rappresentata da due uomini”. – Serena Falconieri, AgendadelTeatro.

“Le vacanze dei signori Lagonìa diventa a suo modo anche un’opera sul teatro contemporaneo – o meglio: sul teatro nella contemporaneità – e sull’insistenza ostinata del teatro a dispetto delle condizioni economiche disagiate, o col tarlo pressante dell’assenza di prospettive e di una ragione per la quale valga davvero ancora tentare”. – Alessandro Toppi, IlPickwick.

Lagonìa è il malinconico saluto di un sorriso ormai ingiallito”. – Lucia Medr, Teatro&Critica.

Al limite tra commedia e dramma tragico, la pièce commuove per la sincerità nuda dei personaggi, per la semplicità evocativa della scena. La recitazione non eccede mai, ma resta intima e raccolta”. – Silvia Torani, PAC.