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Brescia. Nelle prime righe della fondazione a nome di don Lorenzo Milani si legge:Don Lorenzo era uno di quegli uomini che, per le sue scelte nette e coerenti, le sue rigide prese di posizione, il linguaggio tagliente e preciso, la sua logica stringente di ragionare e argomentare, si tirava facilmente addosso grandi consensi o grandi dissensi con schieramenti preconcetti che hanno spesso offuscato la sua vera dimensione.”

L’attualità del pensiero di don Lorenzo Milani sarà al centro dell’incontro in programma per lunedì 25 settembre nel Salone Vanvitelliano della Loggia alle ore 17.30. Dedicato alla straordinaria figura del prete di Barbiana, per ricordarlo a cinquant’anni dalla sua morte in occasione della pubblicazione di tutti i suoi scritti in un unico volume dei “Meridiani” Mondadori.

– Su una parete della nostra scuola c’è scritto grande I care. È il motto intraducibile dei giovani americani migliori. “Me ne importa, mi sta a cuore”. È il contrario del motto fascista “Me ne frego”- (don Lorenzo Milani in  Lettera ai giudici)

L’incontro a ingresso libero, interverranno:
Federico Ruozzi, curatore dell’edizione Meridiani Don Milani. Tutte le opere (2017).
Eraldo Affinati, scrittore e insegnante nella Città dei ragazzi a Roma.
Luciano Pazzaglia, docente dell’Università Cattolica e direttore dell’Archivio per la storia dell’educazione in Italia.
Introduce Romano Colombini, della Fondazione Clementina Calzari Trebeschi.
L’attore Luciano Bertoli leggerà alcuni brani delle opere di don Milani, scelti dai relatori.

Lorenzo Milani: Sacerdote cattolico (Firenze 1923 – 1967). Di colta famiglia israelitica, battezzato durante le persecuzioni razziali, nel 1943 entrò in seminario a Firenze. Ordinato prete nel 1947, fu, fino al 1954, cappellano coadiutore a San Donato di Calenzano, dove aprì una scuola popolare.

Trasferito poi a Barbiana, centro del Mugello in via di spopolamento, vi fu priore e si dedicò fino alla morte a fare scuola per i ragazzi del paese. Scritti: Esperienze pastorali (1958; ritirato perché ritenuto “non opportuno” dal Sant’Uffizio); L’obbedienza non è più una virtù (1967; raccoglie una lettera aperta in difesa dell’obiezione di coscienza al servizio militare e una lettera ai giudici del processo cui, in conseguenza della prima lettera, M. fu sottoposto); Lettera a una professoressa (1967; redatto in collaborazione con gli allievi della scuola di Barbiana); Lettere (post., 1970).

Nella pratica sacerdotale, nell’insegnamento, negli scritti di larga eco anche fuori del mondo cattolico, M. ha proposto l’acquisizione della cultura da parte dei diseredati come mezzo di riscatto, in particolare delle classi contadine, nelle attuali società industrializzate. Nel 2017 la raccolta completa dei suoi scritti è stata pubblicata in due volumi sotto il titolo Don Milani. Tutte le opere (www.treccani.it)

L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Clementina Calzari Trebeschi e dalla Cooperativa cattolico-democratica di cultura, con il patrocinio del Comune di Brescia.