Sta circolando fra gli addetti ai lavori la prima bozza del disegno di legge di bilancio per il 2019, in tutto 73 articoli. La buona notizia è che è previsto il rifinanziamento della Legge Sabatini con 48 milioni di euro per il 2019, 100 milioni di euro per ciascun anno dal 2020 al 2022, e 48 milioni per l’anno 2023.

Per l’iperammortamento sembra confermata l’ipotesi dell’applicazione di 3 differenti
scaglioni per il 2019: al 250% per investimenti fino a 2,5 milioni, 200% fino a 10 milioni, 150% fino a 20 milioni.

E’ prevista la proroga di un anno anche per il super ammortamento sui software collegati a Beni Industria 4.0 con aliquota al 140% (nessuna riduzione rispetto alle previsioni). Altro aspetto positivo ci saranno 210 milioni di euro per i contratti di sviluppo gestiti da Invitalia.

Il tasto dolente è invece legato ai tagli previsti per il credito imposta per le attività di ricerca e sviluppo. Scende da 20 a 10 milioni di euro il tetto massimo dell’agevolazione, mentre viene dimezzata al 25% la quota delle spese agevolabili per alcune voci di spesa (dovrebbe restare al 50% per personale e contratti di ricerca).

Ci sarà invece l’applicazione della Mini Ires al 15% per le imprese che reinvestono gli utili in beni strumentali e occupazione. Non vi è invece ancora nessun accenno al credito di imposta per la formazione 4.0.

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