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Il libro Madóra che póra! Storie e leggende della Valle Trompia, curato da Giovanni Raza, raccoglie molte storie e leggende che per secoli hanno costituito il folklore narrativo della gente della Valle Trompia. A queste storie, che ci permettono di ricostruire le radici del nostro passato, Popolis ha dedicato uno speciale.

 

Nella zona del monte Guglielmo sullo spartiacque tra la località Pontogna e la malga Stalletti Bassi all’altitudine di 1.727 metri s.l.m., troviamo una cima chiamata “Corna delle due signore”. Ai piedi questa sorge una malga con una piccola pozza adiacente attorno alla quale circolano fosche leggende. Si racconta che molti anni fa, presso questa cascina trovassero rifugio per la notte due donne, impegnate in un lungo viaggio che le avrebbe portate verso il sottostante abitato di Pezzoro.

decapitateNon essendo del luogo, si erano preventivamente accordate con alcuni paesani della vicina frazione di Tavernole affinché facessero loro da guida. Costoro avevano consigliato alle donne di passare la notte nella cascina, in modo che la mattina seguente le guide avrebbero potuto raggiungerle per accompagnarle fino a Pezzoro. Nessuno vide mai cosa accadde quella notte nella cascina, si sa solamente che quando il giorno seguente le guide giunsero alla malga, trovarono i corpi delle due donne decapitati, rinvenendo le rispettive teste una nel laghetto e l’altra nel vicino prato.

Non si scoprì mai l’autore del terribile delitto, ma ancora oggi si sussurra che nelle notti di tempesta, a coloro che abbiano la ventura di pernottare nella malga, capiti di udire lo straziante lamento delle due signore che reclamano giustizia per il tragico e orribile destino loro riservato[1].

…..trovarono i corpi decapitati….
Un altra versione di questa storia sempre ambientata nella medesima località, si racconta a Pisogne. In questo caso gli omicidi, ovvero due malghesi che avevano rapito le donne abusando di loro prima di ucciderle, vengono smascherati e puniti, anche se comunque permane il fenomeno dell’infestazione del luogo da parte dei fantasmi dei due malfattori.[2]

 

[1] ‘El casù de la pora ‘p. 33

[2]Storie di diavoli e di paura“ pag. 34

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