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Brescia. Un convegno sulle armi, parte delle iniziative collaterali al “Festival della Pace”, costituisce un’occasione di approfondimento e di confronto per promuovere la cultura della pace e della nonviolenza che rappresentano il tema principale dell’edizione di quest’anno.

L’Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza e difesa (OPAL) nell’ambito “Cantiere internazionale per il bene e la pace dell’umanità” di Brescia promuove giovedì 23 maggio dalle ore 18 alle 20.30 presso la Chiesa di San Giorgio, in piazzetta San Giorgio, il convegno “Legittima difesa, sicurezza e armi in Italia: l’altra faccia della medaglia”.Il convegno sarà introdotto e moderato da Riccardo Bormioli, vicedirettore del quotidiano “Bresciaoggi” e vedrà gli interventi di Luca Mario Masera, professore associato di diritto penale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Brescia, che illustrerà le modifiche in materia di legittima difesa introdotte dalla legge n. 36 del 26 aprile 2019; di Giorgio Beretta (Analista dell’Osservatorio OPAL di Brescia) che tratterà il tema dell’insicurezza e della diffusione delle armi in Italia tra realtà e rappresentazion.

Luca Di Bartolomei, Autore del saggio “Dritto al cuore. Armi e sicurezza: perché una pistola non ci libererà mai dalle nostre paure”, affronterà le questioni culturali connesse al possesso delle armi e di Gabriella Neri, presidente dell’Associazione “Ognivolta” onlus, che presenterà l’impegno dell’associazione per migliorare le norme riguardo ai controlli sul rilascio delle licenze per armi e per prevenire abusi e negligenze.

Un convegno di grande attualità sia in riferimento alle recenti modifiche della legge sulla “legittima difesa”, sia perché pone in evidenza un problema, quello della diffusione legale delle armi, nel contesto dell’insicurezza, reale e percepita, e delle sue implicazioni sulla sicurezza pubblica nel nostro Paese. Il convegno si propone soprattutto di mettere in luce “l’altra faccia della medaglia” e cioè il racconto delle esperienze delle vittime delle armi legalmente detenute: un racconto sobrio e sofferto che non accetta di essere spettacolarizzato, ma che chiede rispetto e considerazione da parte di tutti a cominciare dalle istituzioni preposte alla nostra sicurezza.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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