Brescia. Un libro fotografico, un’autobiografia e una mostra itinerante in tutta Italia sulla prostituzione transessuale nella Brescia degli anni Settanta. È la prima presentazione del libro e opening mostra “Lei, Armando”  sabato 9 settembre, ore 17 al Museo Nazionale della Fotografia in vicolo S. Faustino 2. Saranno presenti gli autori e Dorothy Bhawl, artista e ideatore del progetto. La mostra resterà aperta fino al 1° ottobre negli orari di apertura del museo.

Fine anni Sessanta. Quartiere Carmine di Brescia, un luogo di delinquenza e prostituzione ordinaria, fino a quando non arrivano tre uomini dall’aspetto tutto femminile: sono Lea, Carlotta e Lora, le prime travestite bresciane a scendere in strada. Le autorità provano in tutti i modi a fermarle: l’arresto, le multe, le diffide, il confino coatto; ma loro si insediano in Casa delle Bambole e ne fanno un bordello.

Pian piano la palazzina si riempie di altre ondate di travestiti e transessuali, non sempre ben accetti: le vecchie leve vedono aumentare la concorrenza e i nuovi arrivati devono conquistarsi il diritto di “lavorare” sotto Casa. Armando è uno di loro. Appena diciannovenne si trasferisce in questo Eden di lussuria, dove fa esperienza sulla propria pelle di ogni eccesso, prendendosi ben poche pause: qualche trasferta lavorativa estiva, una breve (e ingiusta) parentesi in galera e due anni di matrimonio.

Armando ha conosciuto i desideri più nascosti delle migliaia di uomini che salivano le scale dissestate al numero 5 di vicolo Rossovera e per dieci anni ha fotografato la vita tra quelle mura, i clienti che le frequentavano, le colleghe di lavoro e le amiche di una vita. Oggi che sono in pochi a ricordare i gemiti di piacere che provenivano dalla Casa, è giunto il momento di rievocarli.

Armando Borno, è nato in provincia di Brescia, dove si è trasferito giovanissimo. Ha sempre vissuto nel quartiere Carmine, negli anni ha lavorato come aiutante parrucchiere e cameriere, oltre a travestirsi e battere i marciapiedi in cerca di clienti. Conosce l’inglese, il francese e lo spagnolo. Ogni anno si concede un viaggio di almeno due mesi in India, dove è stato trenta volte, e altri tre o quattro più brevi in Medio Oriente, Europa o Maghreb.

Nicola Baroni, è nato a Brescia nel 1991. Si è laureato in Lettere moderne all’Università degli Studi di Milano e frequenta la Scuola di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con la casa editrice il Saggiatore e con il Foglio, occupandosi soprattutto di arte e cultura.