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Bosco Chiesanuova (Verona) –  Sono le montagne vere e quelle immaginarie le protagoniste della XXIV edizione del Film Festival della Lessinia in corso fino al 2
settembre.

Dieci giorni di proiezioni sul grande schermo del Teatro Vittoria e un articolato programma di eventi sia cinematografici che culturali: gli attesi Caffè con i registi che incontrano il pubblico, la programmazione pensata per bambini e ragazzi, gli incontri letterari di Parole Alte organizzati con l’Università degli Studi di Verona; la
possibilità di scegliere tra escursioni guidate, mostre tematiche, laboratori didattici, concerti
nella Piazza del Festival; e ancora letture alla Libreria della Montagna e i momenti conviviali da assaporare negli spazi dell’Osteria del Festival.

In Lessinia fino al 2 settembre
In Lessinia fino al 2 settembre

Un evento speciale, a chiusura della manifestazione, ricorderà il maestro del cinema Ermanno Olmi con la visione di uno dei suoi capolavori, L’albero degli zoccoli.

Nel mezzo, una carrellata di opere cinematografche internazionali: 63 film provenienti da 37 Paesi del mondo (il più alto numero finora raggiunto) selezionati tra oltre 500 pellicole visionate.

Vita, storia, tradizioni delle terre alte e lontane girate tra Bhutan, Nepal, Taiwan, Kirghizistan ed Estonia. Significativa è la rappresentanza sudamericana con proiezioni giunte in Lessinia da Brasile, Perù, Venezuela, Bolivia.

Non mancano proposte da Giappone, India, Canada e America oltre che da quasi tutti gli Stati dell’Europa. Da qui provengono alcuni dei registi presenti al Festival, grazie anche al Gruppo Fimauto BMW che è partner della mobilità.

Ad assegnare la Lessinia d’Oro, la Lessinia d’Argento e gli altri riconoscimenti sarà una giuria internazionale composta da Daniel Burlac (Romania), Massimiliano De Serio (Italia), Stefan König (Austria), Montserrat Guiu (Spagna), Elena Negriolli (Italia).

Torna il Premio del Pubblico Cantine Bertani che gli spettatori del Festival assegnano al film da loro stessi votato. Per il settimo anno la Giuria Microcosmo dei detenuti della Casa Circondariale di Verona attribuirà il proprio premio speciale a uno dei flm in concorso.

La giuria Log To Green Movie Award selezionerà la miglior opera sui temi dell’eco-sostenibilità. Così i più piccoli, che sceglieranno la loro animazione preferita per il Premio dei bambini.

Dagli albori della civiltà, la montagna è catalizzatore di simboli e allegorie. Dall’Olimpo all’Ararat, passando per il Monte Meru, Kunlun e la Sierra de la Plata, fino al Purgatorio dantesco e al Monte Carmelo: cime favolose e monti immaginari hanno popolato le nostre narrazioni, tracciando una mappa altimetrica che spesso non trova riscontro sul planisfero conosciuto.

Il Cinema, spesso mutuando dalla letteratura, ha ritagliato nella pellicola i profli di queste
montagne. La retrospettiva La montagna immaginaria li percorre, a partire dal flm d’esordio di Leni Riefenstahl nel 1932, .La bella maledetta (Das blaue .icht), con l’ascesa
all’inaccessibile e immaginaria vetta del Monte Cristallo e alla misteriosa luce azzurra che da esso emana.

Cinque anni più tardi, ispirandosi all’omonimo libro di James Hilton, Frank Capra
realizza Orizzonte perduto (Lost Horizon), contribuendo alla diffusione popolare del mito di Shangri-La, la mitica città del benessere nascosta tra le vette dell’Himalaya.

Sempre da una fascinazione letteraria, il Monte Analogo di René Daumal, Alejandro Jodorowsky partorisce La montagna sacra (la montaña sagrada), un grandioso affresco psichedelico in cui alchimia, esoterismo e psicoanalisi si fondono.

L’Oriente e la cultura religione shintoista riconoscono uno spirito divino alle terre alte.

Al cinema, Hayao Miyazaki riprende tale visione in opere come Principessa Mononoke
(Mononoke-hime) con il giovane principe Ashitaka che si unisce a una ragazza-lupo per
difendere l’incontaminata montagna del Dio cervo. Kinoshita, nel 1958, realizza il capolavoro La leggenda di Narayama (Narayama bushiko) dove si narra dell’anziana vedova Orin e di suo fglio Tatsuhei, che dovrà accompagnarla sulla cima del mistico monte Narayama per abbandonarla al suo destino.

All’anima dei luoghi guarda pure la serie televisiva inaugurata nel 1990, Twin Peaks, con gli immaginari boschi tra le “due vette” sorti dagli incubi di David Lynch e Mark Frost.

All’omaggio tematico del Festival è dedicata in Sala Olimpica la mostra Le montagne
immaginate dai bambini della Pinacoteca Internazionale dell’Età Evolutiva “Aldo Cibaldi”
che esporrà i disegni, raccolti dagli anni Sessanta ad oggi, in cui bambini di tutto il mondo
ritraggono la loro idea di terre alte.

Nel nuovo Centro Socio Culturale trova spazio Såm – Seme: esplorazione visiva della
Lessinia da parte sette artisti (Paola Fiorini, Davide Galandini, Nicolc Lucchi, Emanuele Brutti, Chiara Bandino, Francesco Biasi e Ana Blagojevic) sotto la curatela di Steve Bisson,
fondatore della piattaforma Urbanautica. Såm (in lingua cimbra seme) nasce in collaborazione con Fonderia 20.9, contenitore espositivo e laboratorio sulla fotografa contemporanea.

Aperta tutti i giorni, la Piazza del Festival, di fronte al Teatro Vittoria, ospita la Libreria
della Montagna allestita da Bussinelli Editore, nonché il bar e la tavola calda “Lo Scrigno del Buongustaio” oltre all’enogastronomia con i formaggi Dop della montagna veronese del Consorzio Monte Veronese e i vini delle Cantine Bertani.

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