Con la buona riuscita di un’interessante mostra personale, l’arte del pittore Franco Paderno di Gussago proporziona la produttiva estate della propria maturità compositiva, insieme a quell’efficace esperienza creativa che, nelle calde giornate del luglio del 2015, ha specificatamente contemperato la proposta di una corrispondente iniziativa espositiva, funzionale a rappresentare alcune vedute del territorio bresciano, in una speculare interpretazione espressiva.

franco_paderno_operaNell’antico battistero del monastero di San Pietro in Lamosa di Provaglio d’Iseo, una trentina di dipinti, relativi alla più recente produzione stilistica di questo affermato pittore dalla formazione post impressionista, hanno rispettivamente riguardato una serie di suggestive ambientazioni che, in un’efficace attestazione artistica, si sono ricondotte a quella personale rappresentazione, per la pressochè assoluta maggioranza, dedicata alla Franciacorta, che ha contemplato sia la località d’appartenenza dell’artista, che il territorio ospitante la mostra, allestita in prossimità delle Torbiere di Iseo, sulla zona collinare che ne domina l’estensione, in una aperta ed in una caratteristica adiacenza ambientale, assurta a storica sede di un ormai estinto cenobio benedettino, tuttora evocata, fra l’altro, dalle robuste mura dell’architettura medioevale dove conserva i profili della sua vetusta e radicata struttura originale.

Classe 1948, l’apprezzato pittore, con studio al civico 13 via Marconi a Gussago, ha ulteriormente perfezionato nel tempo la feconda varietà delle proprie ispirazioni artistiche che, del suo carisma figurativo, ne hanno messo in luce la profondità del lavoro introspettivo con cui, dall’animo sensibile che ne ingenera l’intuito espressivo, hanno favorito l’affinamento di una modalità chiarista nell’uso dei colori ad olio, secondo un raggiunto ed omogeneo stile esplicativo.

“Autoritratto”, “La Ceci”, “San Pietro in Lamosa e le Torbiere”, “Scorcio panoramico della Pieve”, “Le Torbiere di Provaglio d’Iseo”, “Veduta di Gussago da San Rocco”, “Primavera alle Civine di Gussago”, “Torbiere al Crepuscolo”, “Scorcio Monastero di San Pietro in Lamosa” (con le varianti, in calce al medesimo titolo, enumerate in uno, due e tre), “Paesaggio in Valcamonica”, “Il Borgo n. 2”, “Monastero San Pietro in Lamosa”, “Via Casaglio – Gussago”, “San Pietro in Lamosa visto dalle Torbiere”, “Vicolo Batoccolo – Navezze – Gussago”, “Nevicata alle Torbiere”, “Iseo”, “Via Pinidolo – Gussago”, “Le Torbiere di San Pietro in Lamosa”, franco_paderno_ritratto“Peschiera di Monteisola”, “La prima neve alla Santissima”, “Vicolo Fontana – Navezze – Gussago”, “La ferrovia che passa sotto il Monastero”, “Il Borgo n. 1”, “Santissima lato est veduta autunnale”, “Paesaggio autunnale”, “Il Melograno”, “Nevicata”, “Case sul lago”, “Il vecchio platano” e “Scorcio panoramico della Pieve”: costituiscono la mirata estrinsecazione dell’allestimento espositivo in cui gli stilemi identificativi del pittore hanno avuto  l’opportuna visibilità della loro significativa caratterizzazione, affidata alle tenui tonalità cromatiche d’elezione, amministrate su pannelli contornati dalla diafana omogeneità di candide cornici, adottate per una scelta di stile che tiene conto sia della natura del dipinto che della maggior versatilità del suo utilizzo, nella previsione di una molteplice collocazione, mediante la quale il fruitore dell’opera stessa, può ravvisarvi la sede piaciuta e funzionale a quanto suscitatogli dal proprio più gradito sentire.

L’impressione del movimento, presente  in queste opere figurative, connotate da una maestria di compenetrate e di pacificate cromie, pare abbia il riferimento ermetico in capo ad una generale impostazione compositiva, nell’essenzialità pulita e genuina di un piccolo cerchio, quale sorta di disco evanescente, inteso come simbologia allusiva dell’inesauribile ciclo della vita, alla quale il pittore sembra ispirarsi anche per instillare, nella sua rappresentazione, autenticamente consequenziale rispetto ad un’interiore percezione sostanziale, l’effetto visivo di una rotante resa  dinamica che travalica la mera produzione ritrattistica del reale.

Un’azione, impressa a modo di spirale, pare fondere i colori primari ed i secondari, favorendo vedute di particolari più o meno evidenti, nell’accompagnare una continuità d’insieme, sviluppata nell’effetto di una rotazione che appare avvinta nell’immagine stessa, raggiunta dalla sua rispettiva idea di prospettiva concepita.

Il pittore imprime con levità, alla scena paesaggistica dell’ambiente osservato, come pure, in altro caso, alla manifestazione soggettivata di piacevoli ritratti, esercenti fattezze fisiognomiche di effettive e somiglianti caratterialità antropomorfiche, quella narrazione coloristica costituita da velature e da morbide campiture che appaiono insieme suggellate, nel patto di serenità stabilito fra le loro diverse nature.

L’artista sembra immergersi nel confronto con la realtà esaminata, passando attraverso la fedele e la attenta approssimazione verso il soggetto trattato, procedendo nel passaggio interiore di un risultato artistico mediato, grazie alla restituita bellezza di quanto, in un onirico sguardo rasserenato, il rispettivo concetto induttivo dell’opera, pare esservi amabilmente assegnato.

Franco Paderno che è contattabile, durante le ore pasti, allo 030.2770480 come pure al 339.7498406, ha, fra l’altro, al proprio attivo, oltre ad un esponenziale numero di opere eseguite pure con la tecnica dell’affresco, anche la mostra collettiva alla quale ha partecipato, in occasione della festa patronale di San Lorenzo a Camignone di Passirano, durante l’edizione che questa annuale manifestazione, ha riservato, nel 2012, per la cura di Gianni Quaresmini e secondo l’ispirazione del parroco don Angelo Mantegari, al tema “Creazione ed ecologia”, contribuendo personalmente alla buona riuscita della corale adesione artistica verso questa iniziativa, con l’apprezzata esibizione dei dipinti “Colline di Franciacorta”, “Verso l’inverno” e “La Pieve di Gussago”.

Di lui se ne parla nell’Enciclopedia dei pittori e scultori italiani del Novecento, negli autorevoli termini di una qualificata pubblicazione, curata da Giorgio Falossi, per le edizioni “Il Quadrato”, nel contesto di un’apposita pagina,  sviluppata fra alcune esemplificazioni visive ed una serie di didascaliche considerazioni di critica d’arte descrittive, fra le quali si legge: “La sua opera è caratterizzata da una vibrante musicalità, a cui si aggiunge un personalissimo uso della luminosità e del cromatismo. Dal 1973 al 1987 ha esposto presso varie gallerie come “La Bussola” di Gussago, “La Galleria Borghetto” di Travagliato, “La Galleria Pallata e La Busi” a Brescia; nel Comune di Castegnato e nell’Abbazia di Rodengo Saiano. Alberto Zaina ha definito la pittura di Franco Paderno “limpida e chiara”, sia per quei toni leggeri distribuiti a zone, come aerei tasselli, sia per la pulita leggerezza dei colori. Più che Chiarista, Paderno è un pittore che cerca una brezza luminosa che pervade la materia, la penetra e la rende trasparente, liberandola come dalle imperfezioni e dalle impure pesantezze, coniugando, nella stessa struttura del disegno, poesia e razionalità con l’equilibrio delle scene, dove atmosfere e sensazioni si fondono”.

Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.