Concesio, Brescia. È la festa di San Paolo VI il 29 maggio, per l’occasione Mimmo Paladino, Sandro Veronesi, Giovanni Veronesi e Sergio Rubini, quatto tra gli artisti firmatari della lettera a Papa Francesco del 28 aprile scorso, saranno ospiti in videoconferenza per la Collezione Paolo VI.

È cominciato tutto il 27 aprile scorso quando, durante la liturgia mattutina a Santa Marta, Papa Francesco ha ricordato gli artisti nella sua preghiera: «Preghiamo oggi per gli artisti, che hanno questa capacità di creatività molto grande e per la strada della bellezza ci indicano la strada da seguire. Che il Signore ci dia a tutti la grazia della creatività in questo momento». Il giorno seguente, sulle pagine del Corriere della Sera, ventisei artisti di varie discipline e di diversa estrazione, gli hanno risposto con una lettera, una risposta degli artisti al Papa, accorata per esprimere gratitudine.

La Collezione Paolo VI – arte contemporanea di Concesio ha quindi deciso di ospitare il prossimo 29 maggio alle ore 20,30, tramite videoconferenza, gli interventi di 4 dei firmatari della missiva pubblica al pontefice: Sandro Veronesi, la cui penna è proprio quella che ha redatto il messaggio al Papa, il fratello regista Giovanni Veronesi che ha contribuito ad allargare il giro dei firmatari, Sergio Rubini, da cui è partita l’idea dell’iniziativa e Mimmo Paladino, l’unico artista “visivo” tra i sottoscriventi, presente con una sua opera anche nel museo di San Paolo VI, che ha omaggiato il pontefice con un ritratto di Cristo in croce.

«L’obiettivo è riflettere insieme a loro sul rapporto tra arte e spiritualità per avere una testimonianza indiretta – racconta Paolo Sacchini, direttore del museo – dell’attualità del messaggio di Papa Montini. Non a caso la data scelta per l’iniziativa è proprio quella dedicata alla festa di San Paolo VI».

Cosa lega San Paolo VI alla risposta degli artisti al Papa pubblicata sul Corriere della Sera il 28 aprile scorso? Lo spiega bene Don Giuliano Zanchi, responsabile scientifico della Fondazione Bernareggi e membro del comitato scientifico della Collezione Paolo VI:

«Il genere letterario della Lettera del Papa agli artisti deve la sua popolarità al famoso discorso di Paolo VI tenuto nell’emblematico scenario della Cappella Sistina il 7 maggio 1964. Non era il primo pontefice a prendere una simile iniziativa, ma quell’occasione, per via del particolare momento storico e anche per la sensibilità di papa Montini, ha assunto un significato a suo modo epocale, da allora citato con regolarità con la reputazione che si riserva a un atto fondativo. Sono bastate poche parole di Papa Francesco, molto semplici e dette al momento giusto, pronunciate nel contesto della consueta liturgia quotidiana a Santa Marta, per suscitare con una spontaneità inedita il controgenere della Risposta degli artisti al Papa».

La partecipazione all’evento, che vedrà l’utilizzo della piattaforma Google Meet – grazie al supporto tecnico di Accademia SantaGiulia – è nominale e su prenotazione.
Per iscriversi: info@collezionepaolovi.it