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Scendo due gradini e dallo spiraglio della porta del soggiorno vedo filtrare una lama di luce. Respiro a fondo per controllare la paura, forse sto esagerando. Si, il lampadario è acceso, ma con tutte le volte che mi dimentico di spegnerlo… sai che novità. Scendo gli ultimi gradini. Niente. Nessuno. Almeno qui. Il soggiorno e la porta della veranda sono esattamente come li ho lasciati. Non resta che controllare la cucina, ma da qui non riesco a vedere bene, c’è troppa poca luce. Ho le mani sudate. Senza fare rumore conquisto il centro del salotto. Proprio nel momento in cui inizio a sentirmi ridicola, della cucina sbuca un’ombra. Il grido che vorrebbe uscirmi si smorza in gola, è come se all’improvviso non ci trovassi più aria. Sotto il lampadario c’è un uomo. Dice qualcosa, le sue labbra si muovono, ma io non riesco a capire nulla, tutti i suoni sembrano provenire da un mondo lontanissimo, solo il rombo del mio cuore è spaventosamente vicino…” – Joanna.

Joanna Berrigan è sola in casa, avvolta nel suo accappatoio caldo, mentre si asciuga i capelli. Tutto ad un tratto sente un rumore al piano inferiore, un tintinnio, seguito da un cassetto che scorre e si richiude. Incuriosita e spaventata, scende le scale, quando improvvisamente si trova faccia a faccia con un estraneo: spalle larghe, capelli scuri, occhi azzurri. Lui non scappa, anzi. La chiama per nome! Dopo l’iniziale momento di smarrimento, lui sostiene di essere il suo fidanzato, e di abitare in quella stessa casa con lei. Chi è quell’uomo?

Erik Thieben torna a casa la sera dopo il lavoro. Poggia le chiavi dell’automobile sul piano cucina, estrae un bicchiere dal cassetto per versare un succo d’arancia e … si trova faccia a faccia con la sua ragazza che… non lo riconosce. E’ convinta che lui sia un estraneo intrufolato in casa sua: un ladro o un assassino. Erik si ferma un attimo, si guarda attorno e con attonita sorpresa si rende conto di un fatto agghiacciante: tutte le sue cose sono sparite.. come se lui non fosse mai davvero stato in quella casa!

Erik e Joanna sono entrambi intrappolati in un incubo, e l’unico modo per uscirne è fidarsi uno dell’altra e viceversa.

“La maniglia si abbassa, la porta si apre, lenta. Joanna è davanti a me, girata di lato, però mi guarda, tiene ancora la mano sulla maniglia. I miei occhi superano il suo sguardo impaurito e si spingono verso il letto. Una morsa di ghiaccio mi stringe il petto… Forse non è Joanna ad aver perso la ragione, ma io. Il mio piumone, il mio cuscino, il mio armadio… Non c’è più niente…” – Erik.

“L’estraneo”, thriller scritto a quattro mani da Ursula Poznanski e Arno Strobel, tiene il lettore con il fiato sospeso, in uno stato di paranoia e follia fino al colpo di scena finale.

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