Fu alla fine di febbraio, periodo della figliatura delle pecore, che qualcuno spinse una cesta al di là del muro. Subito le sentinelle che presidiavano la porta non se ne accorsero. In fin dei conti erano girate dall’altra parte, era buio e pioveva, e poi erano impegnate a battere i piedi e a contemplare tristi e nostalgiche le luci del villaggio.
Si levò un acuto pianto di dolore.
Fu in quel momento che le guardie abbassarono gli occhi e videro la cesta ai loro piedi. All’interno c’era un fagotto: un fagotto di seta cerata e coperte di lana, da cui spuntava un faccino rosso e schiamazzante, con due occhietti strizzati e una bocca spalancata, squillante e affamata.
Appuntato con una spilla d’argento alla coperta del bebè c’era un frammento di pergamena su cui, con una calligrafia elegante e leggermente arcaica, stava scritto: Tristran Thorn

La cittadina di Wall, situata ad un giorno di macchina da Londra, si erge sulla cima di un’alta sporgenza al centro di una piccola foresta. Prende il nome dall’alto muro che si erge a est del villaggio stesso, antico e fatto di blocchi quadrati di granito grezzo, che parte dalla foresta e alla foresta ritorna.

Nel muro c’è un unico varco oltre il quale si intravede un lussureggiante prato verde e parte della foresta, costantemente controllato da due sentinelle che ne impediscono il passaggio. Ad un’attenta osservazione si possono notare dalla distanza strani movimenti e luci nel folto della foresta. Solo una volta ogni nove anni, in occasione di una grande festa, la vigilanza è allentata ed è permesso agli umani di visitare lo strano mondo magico al di là del muro.

Ed è proprio qui che hanno origine le vicende di Tristran Thorn, giovane garzone presso una bottega del paese di Wall, innamorato della bella Victoria Forester. Una fredda sera di ottobre insieme vedono una stella cadente attraversare il cielo, e Tristran, mosso dal profondo sentimento di giurarle amore eterno, le promette di andare a prenderla e portarla a lei!

Questo comporta per Tristran l’attraversamento del varco proibito dove ogni nove anni si raccoglie questo fantastico mercato di prodotti magici. Ma quello che non sa ancora è di essere stato concepito proprio lì, in quel magico mondo, da una bellissima fata dagli occhi viola e da un giovane umano.

E soprattutto Tristran non sa di non essere l’unico alla ricerca della stella. Infatti i malvagi figli del Signore di Stormhold e Signore degli Alti Dirupi e sono già sulle sue tracce, nonché tre streghe maligne che attendevano, ormai da duecento anni, la caduta di una stella.

Dal genio di Neil Gaiman prende vita il romanzo Stardust, una fiaba per adulti sull’amore, il pericolo, l’amicizia, la magia e l’avventura. Dal romanzo è stata tratta la fantastica ed omonima sceneggiatura di Tim Burton.

Un filosofo una volta si chiese: “Siamo umani perché osserviamo le stelle o le osserviamo perché siamo umani?” Quesito sterile. Le stelle poi osservano noi? Questa si che è una domanda! Ma sto correndo troppo; la nostra storia ha avuto inizio qui, 150 anni fa, presso l’accademia reale delle scienze di Londra, Inghilterra, all’arrivo di una lettera contenente un interrogativo davvero singolare. Lo aveva formulato un giovane campagnolo e lo scienziato che lo aveva letto pensò che si trattasse di una burla, doverosamente però aveva risposto spiegando con garbo che la domanda era insensata. Aveva poi spedito il tutto al giovane, che abitava in un villaggio di nome Wall, così chiamato, aveva precisato il ragazzo, per via del muro che lo costeggiava, un muro che secondo le leggende locali nascondeva un segreto straordinario. – (Stardust, il film)