Gli immigrati? Non solo profughi, badanti, delinquenti e poveracci.

Si intitola “L’Italia siamo noi” il libro di Jacopo Storni (edito da Castelvecchi, pagine 150), giornalista di Redattore sociale, che racconta l’Italia dei nuovi immigrati: imprenditori, medici, ingegneri, avvocati, politici, poliziotti ecc…

E’, insomma, l’altra faccia dell’immigrazione. Storie di successo di immigrati che sono riusciti a inserirsi, a costruirsi posizioni autorevoli e rispettate, che hanno portato le loro competenze e il loro know-how in Italia, persone che contribuiscono allo sviluppo economico, italiano ed escono del tutto fuori dallo schema del profugo bisognoso di aiuto e di assistenza.

Un modo completamente diverso di leggere il fenomeno immigrazione, basato su racconti e testimonianze concrete di uomini e donne in carne e ossa che, pur nati in altri Paesi, non solo si sentono italiani, ma danno all’Italia molto più di quanto hanno ricevuto.

L'Italia siamo noiIl libro è un viaggio tra i volti e le storie del Paese multiculturale: Fuad, il primario somalo dell’ospedale; Otto, il finanziere camerunense; Halyna, da badante a imprenditrice; Francesco, il poliziotto nero; Liliam, bambina di strada diventata cake designer; Toni, l’assessore nigeriano; Nelu, da schiavo del mattone a imprenditore edile; Jean Jacques, il prete africano; Molid, dal barcone al Novotel; Romano, il soldato eritreo col tricolore sul petto.

Vite straordinarie, uomini e donne che non hanno mai smesso di inseguire i propri sogni. La prefazione è di Otto Bitjoka, finanziere, consulente per importanti aziende italiane e istituzioni governative africane.

È anche scrittore, fondatore di Ethnoland e organizzatore dei primi due Stati generali sull’immigrazione. E ideatore di Talea, percorso di formazione e leadership dedicato agli immigrati qualificati. Insomma, un immigrato di successo.

“Finché continueremo a raccontare gli immigrati soltanto come profughi, poveracci, schiavi, badanti e delinquenti, gli immigrati resteranno sempre e soltanto profughi, poveracci, schiavi, badanti e delinquenti – afferma l’autore, il giornalista Jacopo Storni -.

Ho scritto questo libro per contribuire a ribaltare lo stereotipo sugli immigrati che vivono nel nostro Paese, per raccontare quelle storie di cui quasi nessuno parla, per tentare di ragionare sull’immigrazione con una prospettiva diversa. Un futuro multiculturale è inevitabile (e forse sarà un futuro migliore). In questo libro tento di raccontare l’Italia che ci aspetta”.