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La depressione come non l’avete mai vista. Aldo Trapuzzano centra il bersaglio e la descrive facendo leva sulla sua diretta esperienza personale in materia. Scrivere, a detta del medesimo autore, “(…) in modo chiaro quasi elementare, evitando termini di uso non comune...(…)”, per affrontare un tema che catalizza il vissuto umano concernente il dato di fatto che “(…) a livello mondiale più di 300 milioni di soggetti di tutte le età sono affetti da depressione, che rappresenta, sempre a livello mondiale, la principale causa di disabilità. (…)”, secondo una stima, pari pari, riportata, in questi termini, dal periodico “Minuti” del mese di febbraio del 2019.

Coraggioso scrivere un libro, a tutto tondo, a proposito di una vertiginosa proporzione di umanità, calcolata in una attuale e sopra riferita statistica del genere, ma comunque un intento, ad ampi tratti autobiografico, in ogni caso, non impossibile, per l’ottima riuscita del volume intitolato “Cosa sapere sulla depressione”, pubblicato per i “Lampi di Stampa”, per il tramite della stamperia “Rotomail Italia Spa”.

Lo scrive, in ordine a questa sfida, insieme, naturalmente ad altre considerazioni, la laboriosa firma di questo libro, in vetta ai contribuiti attualmente disponibili sul tema, quale diffusa edizione, cioè, attestatasi nelle scale di interesse praticate in attinenza con le peculiarità che vi sono connesse: “(…) Una persona che parla liberamente della sua malattia è rara, perché c’è la paura di essere sminuiti e stigmatizzati. (…)”.

Non mancano, nella decina dei capitoli messi nero su bianco, alcune contestualizzazioni storiche, a braccetto con compenetrazioni, invece, contemporanee, del tipo che, nelle poco più di centoventi pagine della pubblicazione, coesistono citazioni del cosidetto “male oscuro”, sia relativamente ai tempi andati, che, altre, diversamente in linea ad una serie documentata di riferimenti concreti, rispetto a quanto nei nostri giorni, tali aspetti che pure vi attengono risultano associati.

Fra quest’ultimi, un autorevole e qualificato pronunciamento della psichiatra Cristina Toni che, a riguardo di un’interpretazione sostanziale della tematica trattata nel libro, spiega, fra altre considerazioni, che “(…) Nonostante tutti progressi compiuti dalle neuroscienze, non conosciamo ancora la patogenesi della depressione. (…)”.

Si tratta del campo d’analisi, anche alla luce di tale puntualizzazione, ovvero per la ricerca riguardo a ciò che, come ricorda nel suo libro, Aldo Trapuzzano, rappresenta in radice il poter fare constatare che“(…) Nella storia di ogni cultura ce n’è traccia più o meno in ogni epoca: si parte già con Omero per proseguire con Tommaso d’Aquino, Shakespeare, Baudelaire, Keats, Van Gogh, Virgina Woolf ed Emily Dickinson che sentiva “un funerale nel proprio cervello”. (…)”.

I mutui vincoli che costituiscono la trama di queste distinte tracce, impresse su un’interessante gamma di analitiche interazioni, fra un insieme di distinte angolazioni di vedute, aperte sull’argomento preso in considerazione, si esplicano nell’ordinata consequenzialità dell’opera che rivela, già nell’indice dei capitoli, una propria sommaria ed allusiva radiografia d’estrinsecazione: “Cos’è la depressione/ Storia della depressione/ Disturbi depressivi/ Depressione maggiore clinica, cronica, unipolare/ Le origini della malattia/ Scale di autovalutazione/ Cosa prova la persona depressa/ Rappresentazioni grafiche dei disturbi dell’umore”.

La biografia dell’autore ed, a seguire, una utile bibliografia, serrano a catenaccio, la conclusione della pubblicazione, per profilare il taglio di una disamina divulgativa che scaturisce dalla volontà di promuovere una generale sensibilizzazione a proposito di tale patologia, anche entrando nel merito di una più ampia prospettiva, quale perdurante fonte di ispirazione operativa, certamente prerogativa di una sempre più affinata ed appropriata pratica clinica.

Accanto al mandato degli addetti ai lavori, Aldo Trapuzzano, già autore di vari libri, congeniali alla focalizzazione di interessanti spunti di lettura sviluppati in un’abile narrativa, propone un proprio argomentato compendio sulla depressione, avvisando, fra l’altro, comunque, da signore quale è, che: “(…) Le informazioni contenute in questo libro non hanno un substrato scientifico in senso stretto, in quanto non sono un medico o uno psichiatra, sono solo un malato. Ho raccolto, negli anni, notizie utili per conoscere la mia malattia: la depressione maggiore e ciò che la distingue da altri disturbi dell’umore. (…)”.

Anche grazie a caratteri tipografici di un certo spessore, il motivo per cui il lettore può avvicinarsi alla pubblicazione si dettaglia nella funzionalità descrittiva dell’esposizione, raccolta in un libro che saluta visivamente in immagine un dato stile, nella propria copertina allusiva, mediante la suggestiva fotografia del “Sole di Mezzanotte”, scenario catturato lassù, nel Grande Nord, al limite del mondo, dall’ingegner Francesco Trapuzzano, figlio dell’autore, a cui è dedicato il medesimo libro, insieme alla di lui moglie Mariella, entrambi, a detta dello stesso conoscitore della depressione, “I miei angeli custodi”, secondo una sottoscrivibile dedicazione agli affetti più cari, rispettivamente propri di una appartenente autenticità affettiva di un’invalicabile e di un’imperitura caratterizzazione.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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