Cosa mi ha spinto a lasciare il mio posto di lavoro e a tentare la fortuna dall’altra parte del pianeta? Il pensiero che il mondo è troppo grande per fermarsi in un posto solo, la vita dà mille motivazioni per essere vissuta fino all’ultimo respiro, con meno rimpianti possibili.

Ho imparato a essere un viaggiatore, sempre pronto a scoprire luoghi nuovi, a conoscere persone, a imparare ogni giorno che la vera essenza del viaggio è pura condivisione, di parole, di emozioni, di sorrisi o di semplici sguardi. Avevo il mio blog, e mi sono accorto che sempre più persone mi seguivano, mi scrivevano, aspettavano i miei post. Così ho scelto di essere me stesso, ho scelto di rivoluzionare la mia realtà, di raccontare le mie avventure. Prendere in mano il mio destino e partire mi ha cambiato la vita, al primo viaggio in Australia, ne sono seguiti altri, in Thailandia, Indonesia, Vietnam, tanto che alla fine la mia passione è diventata un meraviglioso lavoro.

Ogni viaggio mi ha regalato qualcosa, da ogni viaggio sono tornato diverso.

Perciò non pensateci troppo, non calcolate tutto al dettaglio, smettete di ripetervi che non potete farcela, che non è (ancora) il momento giusto: preparate la valigia e partite“.

In “Destinazione Mondo”, edito da Sperling & Kupfer, Daniel Mazza, racconta come la decisione di abbandonare tutto per viaggiare abbia cambiato la sua vita e ripercorre con i lettori alcuni dei suoi viaggi.

Nato nel 1988 a Ciriè, in provincia di Torino, nel 2008 Daniel inizia a lavorare come addetto alla sicurezza all’aeroporto di Torino. Nel 2010 crea il blog Mondo Aeroporto, dove racconta aneddoti relativi al suo lavoro, blog che in pochissimo tempo viene seguito da centinaia di migliaia di followers, tanto che, nel 2014, Daniel ne fa un libro, Mondo Aeroporto, autopubblicato, che rimane in vetta alle classifiche dei libri più venduti su Amazon per diverse settimane.

Nel 2012 decide di dare una svolta alla sua vita chiedendo un’aspettativa dal suo lavoro e trasferendosi in Australia, a Sydney, dove rimane per quasi un anno. Nel 2016 abbandona definitivamente il lavoro in aeroporto e con Gabriele Saluci dà vita all’iniziativa “Carichi per il Vietnam”, partendo per un viaggio solidale che lo porta a percorrere quasi quattromila chilometri in sella a una motocicletta per consegnare materiale scolastico a decine di orfanotrofi vietnamiti (le riprese del viaggio vengono trasmesse su Rai Tre durante la trasmissione Kilimangiaro).

Oggi organizza viaggi di gruppo con i followers del suo blog. In tre anni quasi duemila persone hanno già viaggiato con lui. Sogna di visitare il Tibet, l’isola di Pasqua, il Salar de Uyuni in Bolivia e di percorrere interamente la Panamericana per scrivere altri libri di viaggio.