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Venezia è una strana creatura. Nuota fra la laguna e il mare. Si muove sinuosa fra le acque. Si offre generosa a milioni di visitatori che ne attraversano calle e campi in itinerari molto spesso definiti e sempre uguali.

Ma Venezia è anche una città selvaggia e immaginifica, tutta da scoprire.

Gatti sull'isola di Mazorbetto, laguna di Venezia
Gatti sull’isola di Mazorbetto, laguna di Venezia

Creature fantastiche, musi di pietra, animali in carne e ossa l’hanno abitata e, alcuni, ancora la abitano.

A due donne, giornaliste e scrittrici, Macri Puricelli e Silvia Allegri, in un giorno d’inverno dell’ultimo confinamento di quest’anno, è venuta la pazza idea di raccontare questi animali di ieri e di oggi e di realizzare un libro che è una guida inedita e un po’ diversa alla città più raccontata al mondo. Appunto Venezia.

Una Venezia bestiale e palpitante come mai ve la potreste immaginare.

“Di carne e di pietra. Passeggiate veneziane fra gatti, cani, dinosauri, rinoceronti, foche…” appena uscito per All Around Edizioni e che è stato presentato alla libreria Feltrinelli di Verona mercoledì 26 maggio, è una lunga passeggiata fra animali che hanno abitato Venezia nei secoli passati e in questi giorni.

C’è Clara, rinoceronte indiano che tanto viaggio per l’Europa e che colpì l’immaginazione di Pietro Longhi.

C’è l’amata gatta di Francesco Morosini, indomito condottiero, che dopo tanti anni di convivenza in giro per i domini della Serenissima, per non separarsi da lei, una volta morta la fece imbalsamare.

E poi ci sono tutti gli animali che oggi stanno ripopolando la città, come i fenicotteri rosa di valli e barene e la foca monaca che dalla Croazia è arrivata fino alla laguna.

Non potevano mancare gatti, piccioni e gabbiani, simboli eterni dell’animalità veneziana. Così come i cani per i quali, assicurano le autrici, è una bella scommessa abitare la città lagunare.

L’attenzione di Silvia e Macri va anche agli animali di pietra che sono disseminati in laguna.

Migliaia di leoni, tanto per cominciare. Molti dei quali giunti da lontano come bottino di guerra. E i cavalli. Non solo la mitica quadriga di San Marco e varie statue equestri. Perché Venezia è stata per secoli una città che amava i cavalli, con dogi che avevano prestigiose scuderie fra le calli, poeti come Byron che sulla spiaggia del Lido galoppavano a perdifiato e nobili che li allevavano in quel di Puglia per poi portare i migliori a Venezia.

Una chiacchierata per scoprire una Venezia diversa
Una chiacchierata per scoprire una Venezia diversa

Arricchiscono il libro alcune traduzioni in inglese e le prefazioni di Cristina Romieri, storica animalista veneziana, e di Paola Peresin, biologa, da sempre impegnata nella tutela della fauna selvatica.

“Di carne e di pietra” ci porta in una Venezia oltre il tempo e lo spazio che ci svela la sua essenza più intima e nascosta. Un’ottima guida per tornare in laguna e mettersi a caccia di storie bestiali.