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Brescia – “I passi bresciani verso la santità” vogliono significare il nesso fra papa Paolo VI e la brescianità, intesa come sua terra d’origine e come somma di relazioni che ne accomunano i particolari propri di uno stesso scibile.

Un legame con le radici famigliari ed i vissuti personali di questo pontefice, mediante un patrimonio di memorie che ne tratteggia la figura, per il tramite di una serie di interessanti tracce documentaristiche di varia natura.

Fuor di metafora, tale espressione allusiva è pari al titolo del libro, giunto, nel marzo 2018, alla terza edizione, riveduta nella versione definita nell’atteso aggiornamento della sua nuova uscita in stampa, da parte della tipografia “Com & Print” di Brescia.

Poco più di duecento pagine, fittamente illustrate, sono promosse dalla “Fondazione Civiltà Bresciana”, presieduta da mons. Antonio Fappani, e dall’Istituto di Cultura “Giuseppe De Luca” per la storia del prete”, ente culturale istituito a Brescia, nel 1997, per ispirazione dello stesso mons. Fappani, ed attualmente rappresentato da mons. Osvaldo Mingotti.

La collaborazione dell’uno, è valsa per materia d’analisi dell’altro, in una feconda sinergia fra le due distinte referenze che coesistono nelle vicendevoli attinenze con le finalità divulgative dell’opera, improntata alla condivisione di fonti biografiche di sicuro interesse.

Come, fra l’altro, afferma mons. Osvaldo Mingotti, nella prefazione a questo libro, realizzato a cura di mons. Antonio Fappani, di Gianfranco Grasselli e di Lucio Bregoli: “La terza edizione qui proposta è stata completata dalle testimonianze che il Processo diocesano iniziato nel 1979 ha fornito per avviare l’iter, attraverso varie tappe, che, in quarant’anni, ha portato Paolo VI all’onore degli altari. La sua proclamazione a Santo è anche un atto che gli restituisce il posto – il Papa più grande del sec. XX – che gli spetta di diritto. Brescia dovrebbe esserne orgogliosa”.

Il riferimento, al formale pronunciamento dell’ormai raggiunta canonizzazione che ne costituisce il progressivo coronamento, è esplicitato anche nel sottotitolo del volume stesso, nelle parole di “Battista Montini papa Paolo VI nella gloria dei Santi”, attraverso la mirata focalizzazione rispetto a ciò che, la pubblicazione stessa esalta comprensibilmente nella prospettiva di un importante avvenimento.

Quell’avvenimento, pure trattato nel libro del giornalista Massimo Tedeschi, dal titolo “Processo a Montini. Paolo VI nel racconto dei testimoni bresciani”, per la “Morcelliana” editrice, che risulta corrispondente anche al mandato esplicativo di quest’altra pubblicazione, maturata in una tempistica seguente, ricorrendo, fra l’altro, ad alcune citazioni di tale opera monografica, attraverso il capitolo che, al tema, risulta attinente.

Due guarigioni miracolose di altrettanti bambini, ancora in gestazione, sono la cifra di una dinamica rappresentativa delle specifiche premesse funzionali ad avvalorare la figura umana di Giovanni Battista Montini fino agli onori degli altari: un miracolo avvenuto nel 2001 ed un altro nel 2014. Entrambi approvati dalla Consulta medica della Congregazione delle cause dei Santi. Il primo valso per il titolo di “Beato” ed, il successivo, fondamentale per quello di “Santo”. In tutti e due i casi, è prevalsa la favorevole prosecuzione della gravidanza in condizioni che, invece, avevano fatto medicalmente prospettare l’esatto contrario. Il primo, in ordine di tempo, è stato documentato negli Stati Uniti, il secondo, in Italia, quando la donna “(…) accettando il consiglio di un’amica si reca a pregare al Santuario delle Grazie, a Brescia, dove è conservata una reliquia di Paolo VI: la maglietta a pelle insanguinata che il pontefice indossava all’aeroporto di Manila quando, appena sbarcato, venne ferito dal coltello del pittore boliviano Benjamin Mendoza, un fanatico che si era travestito da prete. Prega per ottenere l’intercessione del Papa della “Humanae vitae”. Il miracolo si realizza: Amanda, lo scricciolino di 865 grammi, nasce e a, tutt’oggi, è in buona salute”.

Di questa importante vicenda, il libro non manca di sviluppare, contestualmente a molti altri aspetti, due elementi utili per la proiezione biografica dedicata al papa bresciano: “il Santuario delle Grazie di Brescia, dove don Montini celebra la sua prima Messa” e la promulgazione, una volta papa, dell’enciclica “Humanae vitae” nel 1968, in un articolato monito di apertura alla vita, nell’ambito dell’esposizione di una più estesa dottrina della Chiesa, relativa al vincolo sponsale.

Temi, propri sia della storia personale che del suo pensiero pastorale, che sono presenti nella decina di capitoli, delineati, in periodi brevi ed intervallati da numerose fotografie di rimando dei contenuti che vi sono espressi, con i quali l’opera incardina la propria accurata compiutezza, presentandosi nell’ordine cronologico gravitante dall’infanzia, all’età del sacerdozio, dall’episcopato, all’elezione al soglio di Pietro, fino alla realtà ultraterrena, proposta ai credenti, nella soprannaturale dimensione mistica di una più alta definizione fideistica.

Ancora secondo le parole introduttive di mons. Osvaldo Mingotti, la mole delle informazioni contenute nel volume trae sostanza dal lavoro di ricerca di mons. Antonio Fappani, coinvolto nel progetto editoriale “(…) (che ebbe la fortuna e l’onere di riordinare per primo le carte di casa Montini e di conservarle presso di sé e di utilizzarle per più di vent’anni fino alla morte di Paolo VI), al fine di estrarre dall’apparente caos di migliaia delle sue schede un affettuoso ricordo verso il Papa bresciano, da lui catalogato, studiato, amato fin dai primissimi anni del suo lavoro di storico diligente, svolto con scientificità, attento al frammento e all’insieme. (…)”.

Contestualmente all’interessante emergere, a vari livelli, di diverse altre figure di ecclesiastici bresciani di rilievo (come, ad esempio, padre Ottorino Marcolini, il beato Mosè Tovini, mons. Angelo Zammarchi), desunte nell’interazione con i particolari trattati nel testo, la dedica del libro è, invece, espressamente rivolta “A mons. Pierantonio Tremolada Milanese Vescovo di Brescia che ripercorre i passi della santità di Paolo VI”, in un devoto pronunciamento di ideale continuità con quanto ereditato dalla testimonianza del protagonista dei fatti documentati nella pubblicazione stessa che si è avvalsa dell’impaginazione grafica di Dario Fenaroli e delle fotografie di Marco Ortogni per “New Eden Group” e di “Le foto di Anna” di Brescia.